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Ilva, 3311 esuberi. Metalmeccanici: “Nulla da negoziare

Ilva, 3311 esuberi. Metalmeccanici: “Nulla da negoziare, passiamo alla mobilitazione” Dal giorno del negoziato, allo sciopero. 3311 esuberi annunciati a pochi giorni dalla trattativa al Mise, lunedì 9 ottobre, tra AmInvestCo Italy e metalmeccanici che proclamano lo sciopero di otto ore. Nessuno spazio ad accordi, per i sindacati, sui piani Arcelor Mittal-Marcegaglia per l’Ilva di Taranto. “Inaccettabili le ricadute in termini occupazionali e ambientali”. “Totale contrarietà” da FIM – FIOM – UILM – USB: “Non siamo e non saremo disponibili a trattare o scambiare occupazione, ambiente e salario, se non in meglio, per una popolazione che ha pagato e continua a pagare a caro prezzo le conseguenze ed il peso di questa vicenda senza nessuna colpa”. Bocciate le strategie della cordata. Anzi, dicono i sindacati, sappia che ” l’avvio della procedura come strutturata è irricevibile”. Alza il muro anche il sindaco di Taranto, Rinaldo a Melucci che esprime “disappunto per la disinvoltura con la quale viene gestita la delicatissima tematica degli esuberi e della ricollocazione e riqualificazione degli addetti del siderurgico”. “A tutela della città – tuona – non resteremo in silenzio o immobili, sia chiaro”. Il consiglio di fabbrica respinge al mittente il piano contenente “3311 esuberi, l’azzeramento degli accordi vigenti, licenziamenti e assunzioni con il job’s act, l’azzeramento degli istituti contrattuali, la discriminazione dei lavoratori, nessuna prospettiva per i lavoratori degli appalti”. La mobilitazione e’ inevitabile, annuncia il segretario generale FIM CISL Marco Bentivogli: “A 2 giorni dall’avvio del negoziato, se queste sono le condizioni di partenza, il piede è quello sbagliato”. “Continua il ricatto occupazionale, continua il ricatto salute/lavoro per Taranto e noi non possiamo più accettarlo. Il M5S continua a lavorare a ogni livello perché riconvertire si può”, cosi i consiglieri Francesco Nevoli e Massimo Battista: “Lo avevamo detto, Mittal e Marcegaglia avrebbero acquisito solo quote di mercato qui, per questo l’unica soluzione per salvare il lavoro, tutelare la salute e il territorio e far ripartire Taranto è un Accordo di Programma, sull’esempio normativo di quello di Genova, per la chiusura di tutte le fonti inquinanti, bonifica, decontaminazione con la forza lavoro attualmente presente in Ilva e riconversione economica”. © 2006-2017 TRM Network Articolo completo: http://www.trmtv.it/home/primo-piano/2017_10_07/152043.html Ilva, 3311 esuberi. Metalmeccanici: “Nulla da negoziare, passiamo alla mobilitazione” Dal giorno del negoziato, allo sciopero. 3311 esuberi annunciati a pochi giorni dalla trattativa al Mise, lunedì 9 ottobre, tra AmInvestCo Italy e metalmeccanici che proclamano lo sciopero di otto ore. Nessuno spazio ad accordi, per i sindacati, sui piani Arcelor Mittal-Marcegaglia per l’Ilva di Taranto. “Inaccettabili le ricadute in termini occupazionali e ambientali”. “Totale contrarietà” da FIM – FIOM – UILM – USB: “Non siamo e non saremo disponibili a trattare o scambiare occupazione, ambiente e salario, se non in meglio, per una popolazione che ha pagato e continua a pagare a caro prezzo le conseguenze ed il peso di questa vicenda senza nessuna colpa”. Bocciate le strategie della cordata. Anzi, dicono i sindacati, sappia che ” l’avvio della procedura come strutturata è irricevibile”. Alza il muro anche il sindaco di Taranto, Rinaldo a Melucci che esprime “disappunto per la disinvoltura con la quale viene gestita la delicatissima tematica degli esuberi e della ricollocazione e riqualificazione degli addetti del siderurgico”. “A tutela della città – tuona – non resteremo in silenzio o immobili, sia chiaro”. Il consiglio di fabbrica respinge al mittente il piano contenente “3311 esuberi, l’azzeramento degli accordi vigenti, licenziamenti e assunzioni con il job’s act, l’azzeramento degli istituti contrattuali, la discriminazione dei lavoratori, nessuna prospettiva per i lavoratori degli appalti”. La mobilitazione e’ inevitabile, annuncia il segretario generale FIM CISL Marco Bentivogli: “A 2 giorni dall’avvio del negoziato, se queste sono le condizioni di partenza, il piede è quello sbagliato”. “Continua il ricatto occupazionale, continua il ricatto salute/lavoro per Taranto e noi non possiamo più accettarlo. Il M5S continua a lavorare a ogni livello perché riconvertire si può”, cosi i consiglieri Francesco Nevoli e Massimo Battista: “Lo avevamo detto, Mittal e Marcegaglia avrebbero acquisito solo quote di mercato qui, per questo l’unica soluzione per salvare il lavoro, tutelare la salute e il territorio e far ripartire Taranto è un Accordo di Programma, sull’esempio normativo di quello di Genova, per la chiusura di tutte le fonti inquinanti, bonifica, decontaminazione con la forza lavoro attualmente presente in Ilva e riconversione economica”. © 2006-2017 TRM Network Articolo completo: http://www.trmtv.it/home/primo-piano/2017_10_07/152043.html Ilva, 3311 esuberi. Metalmeccanici: “Nulla da negoziare, passiamo alla mobilitazione” Dal giorno del negoziato, allo sciopero. 3311 esuberi annunciati a pochi giorni dalla trattativa al Mise, lunedì 9 ottobre, tra AmInvestCo Italy e metalmeccanici che proclamano lo sciopero di otto ore. Nessuno spazio ad accordi, per i sindacati, sui piani Arcelor Mittal-Marcegaglia per l’Ilva di Taranto. “Inaccettabili le ricadute in termini occupazionali e ambientali”. “Totale contrarietà” da FIM – FIOM – UILM – USB: “Non siamo e non saremo disponibili a trattare o scambiare occupazione, ambiente e salario, se non in meglio, per una popolazione che ha pagato e continua a pagare a caro prezzo le conseguenze ed il peso di questa vicenda senza nessuna colpa”. Bocciate le strategie della cordata. Anzi, dicono i sindacati, sappia che ” l’avvio della procedura come strutturata è irricevibile”. Alza il muro anche il sindaco di Taranto, Rinaldo a Melucci che esprime “disappunto per la disinvoltura con la quale viene gestita la delicatissima tematica degli esuberi e della ricollocazione e riqualificazione degli addetti del siderurgico”. “A tutela della città – tuona – non resteremo in silenzio o immobili, sia chiaro”. Il consiglio di fabbrica respinge al mittente il piano contenente “3311 esuberi, l’azzeramento degli accordi vigenti, licenziamenti e assunzioni con il job’s act, l’azzeramento degli istituti contrattuali, la discriminazione dei lavoratori, nessuna prospettiva per i lavoratori degli appalti”. La mobilitazione e’ inevitabile, annuncia il segretario generale FIM CISL Marco Bentivogli: “A 2 giorni dall’avvio del negoziato, se queste sono le condizioni di partenza, il piede è quello sbagliato”. “Continua il ricatto occupazionale, continua il ricatto salute/lavoro per Taranto e noi non possiamo più accettarlo. Il M5S continua a lavorare a ogni livello perché riconvertire si può”, cosi i consiglieri Francesco Nevoli e Massimo Battista: “Lo avevamo detto, Mittal e Marcegaglia avrebbero acquisito solo quote di mercato qui, per questo l’unica soluzione per salvare il lavoro, tutelare la salute e il territorio e far ripartire Taranto è un Accordo di Programma, sull’esempio normativo di quello di Genova, per la chiusura di tutte le fonti inquinanti, bonifica, decontaminazione con la forza lavoro attualmente presente in Ilva e riconversione economica”. © 2006-2017 TRM Network Articolo completo: http://www.trmtv.it/home/primo-piano/2017_10_07/152043.html  

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