Ape sociale e beneficio lavoratori c.d. precoci: nuovi criteri per la verifica dello stato di disoccupazione per i soggetti che hanno presentato domanda

INPS

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Incontro tra Cgil, Cisl e Uil , il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ed il presidente dell’Inps


26.10.2017 - Ape sociale e beneficio lavoratori c.d. precoci di cui alla legge di Bilancio per il 2017: nuovi criteri per la verifica dello stato di disoccupazione per i soggetti che hanno presentato domanda ai sensi della lettere a) dell’articolo 1 commi 179 e 199 della legge n.232 del 2016.

 

L’Inps rivedendo quanto ufficializzato a luglio, adotta ora un’interpretazione più elastica sulla base del dettato dell’articolo 19, comma 3, del Dlgs 150/2015. Secondo tale orientamento, lo stato di disoccupazione viene sospeso in caso di rapporto di lavoro subordinato di durata fino a sei mesi. Il messaggio recepisce anche un’apertura nei confronti dei voucher, consentendo la compatibilità della disoccupazione di almeno 3 mesi post Naspi anche con le prestazioni di lavoro occasionali retribuite con voucher.

Il messaggio specifica, quindi, che le sedi, in presenza di periodi di lavoro subordinato od occasionale attraverso voucher dopo l’esaurimento della Naspi che, considerati singolarmente, ricoprano una durata non superiore a sei mesi, non devono respingere la domanda di certificazione Ape o di pensione per precoci. L’Inps si riserva, inoltre, di chiarire con successive disposizioni l’eventuale incidenza di altre forme di lavoro non esplicitamente oggetto dei nuovi chiarimenti, come ad esempio i rapporti di lavoro parasubordinati.

Il nuovo indirizzo sarà osservato dall’Inps sia per le nuove domande di certificazione di Ape e precoci (presentabili per il 2017 entro il prossimo 30 novembre), sia per le precedenti già respinte, attraverso un procedimento di riesame delle stesse, senza necessità di alcuna azione da parte degli interessati e con notifica del nuovo esito attraverso i canali telematici dell’istituto, senza incidenza sulla data di decorrenza delle prestazioni, che seguirà le disposizioni chiarite con le circolari 99 e 100 del 2017.

Verifica dei requisiti di disoccupazione per l’ammissione all’Ape social, primi chiarimenti

Il messaggio numero 4195, infatti, affronta una tematica molto importante per la verifica dei requisiti della disoccupazione per tutti quei soggetti che hanno presentato domanda per l’Ape social nei termini di legge.

Innanzitutto, l’Inps apre con una premessa sul primo articolo della Legge di Bilancio 2017 che identifica i principali destinatari dell’Ape social. Per l’accesso al pensionamento anticipato di lavoratori precoci si fa rifermento a coloro che si trovano in stato di disoccupazione per uno dei seguenti motivi:

  • Cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento individuale o collettivo.
  • Dimissioni per giusta causa.
  • Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Inoltre, si richiede come requisito obbligatorio che da almeno tre mesi non si percepiscano prestazioni o sostegni economici per lo stato di disoccupazione.

Per lo Stato di disoccupazione, l’Inps precisa che è da far riferimento alla definizione di legge prevista nel D.lgs. numero 150 del 14 settembre 2017.

Quest’ultimo, riporta all’articolo 19 che possono essere considerati disoccupati, coloro che sono privi di impiego. Gli stessi, inoltre, dovranno dichiarare in forma telematica e al portale nazionale delle politiche e del lavoro una immediata disponibilità lavorativa.

Nuove istruzioni Inps per l’esame delle domande sull’APe sociale per i disoccupati

Sempre con riferimento alla comunicazione dell’Inps numero 4195 del 25 ottobre 2017, l’Ente previdenziale interviene citando le due circolari in cui sono state già inserite delle istruzioni per l’esame delle domande presentate all’Ape social.

Si tratta, delle circolari numero 99 e 100 del 2017 in cui si definisce che lo stato di disoccupazione può essere accertato attraverso una apposita verifica della presenza dello stesso in liste di disoccupazione nei centri per l’impiego.

In pratica, si mira a dare risalto alla effettiva presenza di uno stato di disoccupazione e di una ricerca ancora attiva da parte del richiedente all’Ape sociale, di un nuovo lavoro per eliminare l’attuale stato di disoccupazione.

Sulla delicata materia, vi è anche un messaggio dell’11 luglio 2017, il 2884. Lo stesso, stabilisce anche che lo stato di disoccupazione deve essere mantenuto per tutto il periodo comprendente la fine della prestazione per lo stato di disoccupazione e l’accesso all’indennità prevista ad oggi dall’Ape sociale.

Con quest’ultima precisazione si mira a stabilire un principio di continuità della disoccupazione e del requisito principale di accesso all’Ape sociale.

Nuovo riesame per i disoccupati che hanno svolto prestazioni lavorative sotto i sei mesi

Viene fornito, anche  un nuovo indirizzo interpretativo coinvolgendo la figura del Ministero vigilante. Lo scopo, è di fornire ulteriori indirizzi per la verifica dello stato di disoccupazione necessario per richiedere l’accesso all’Ape sociale.

In merito, è da fare riferimento alla nota numero 7214 del 13 ottobre 2017, in cui si definisce che lo stato di disoccupazione può essere sospeso nel caso in cui sia presente un rapporto di lavoro subordinato di una durata massima di sei mesi. Viceversa per durate minori, si ritiene conservato tale stato e confermato il diritto di accesso all’Ape sociale.

L’Inps, infine, ha comunicato che procederà al riesame d’ufficio delle domande relative ai soggetti in stato di disoccupazione. Il riesame, è soprattutto con riferimento a domande che prevedano un periodo lavorativo svolto dal richiedente non superiore ai sei mesi. Le stesse, di fatto, mantenevano il requisito di legge necessario per richiedere l’Ape sociale.

 

Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
Messaggio numero 4195 del 25-10-2017

Direzione Centrale Pensioni
Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
Direzione Centrale Organizzazione e Sistemi Informativi
Roma, 25-10-2017
Messaggio n. 4195
OGGETTO:
Ape sociale e beneficio lavoratori c.d. precoci di cui alla legge di Bilancio per il 2017: nuovi criteri per la verifica dello stato di disoccupazione per i soggetti che hanno presentato domanda ai sensi della lettere a) dell’articolo 1 commi 179 e 199 della legge n.232 del 2016.
 
 
Premessa


La Legge di Bilancio 2017, all’articolo 1, commi 179 e 199, lettera a), ha individuato tra i destinatari dei benefici della riduzione del requisito contributivo per l’accesso al pensionamento anticipato dei lavoratori precoci e della indennità di Ape sociale coloro i quali si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa e risoluzione consensuale di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966 n. 604 e che hanno concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi (lett. a dell’ art. 2 del d.P.C.M n. 88 del 2017 e lett. a dell’art. 3 del d.P.C.M. n. 87 del 2017).
I decreti attuativi delle disposizioni in oggetto in merito alla categoria di disoccupati di cui alle lettera a) hanno specificato, in modo puntuale, che lo stato disoccupazione cui far riferimento è quello definito ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del D.lgs. 14 settembre 2015, n. 150, che stabilisce che sono considerati disoccupati “i lavoratori privi d’impiego che dichiarano in forma telematica, al portale nazionale delle politiche del lavoro di cui all’articolo 13, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego”.
Nelle circolari n. 99 e n. 100 del 2017, l’Istituto, nel fornire istruzioni alle Sedi per l’esame delle domande di ape sociale e c.d. precoci presentate dai soggetti disoccupati, ha precisato che lo status di disoccupazione può essere accertato verificando la permanenza del richiedente nelle liste di disoccupazione presenti presso i centri per l’impiego.
Con successivo messaggio n. 2884 dell’11.07.2017, condiviso con il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, è stato chiarito che lo stato di disoccupazione, come definito dal comma 1 dell’articolo 19 del D.lgs. n. 150 del 2015, deve essere mantenuto per tutto il periodo compreso tra la conclusione dell’intera prestazione per la disoccupazione fino all’accesso all’indennità di ape sociale/pensione anticipata e che il periodo di inoccupazione nel periodo successivo alla fruizione totale della prestazione di disoccupazione non debba essere interrotto da rioccupazioni di qualsivoglia durata.
Nuovo indirizzo interpretativo

Con l’approssimarsi della definizione del primo monitoraggio, l’Istituto ha nuovamente interpellato il Ministero vigilante per avere ulteriori indicazioni in merito all’accertamento dello stato di disoccupazione di cui trattasi.
Il Ministero, con nota n. 7214 del 13 ottobre 2017, ha espresso il seguente parere che introduce una lettura di maggior favore nell’accertamento dello stato di disoccupazione di cui alla lettera a). In particolare il Ministero ha precisato che: “appare condivisibile l’opzione interpretativa proposta dall’Istituto secondo la quale -  per i rapporti di lavoro subordinato -  è applicabile l’articolo 19, comma 3, del d.lgs. n. 150 del 2015”. 
Tale disposizione prevede espressamente che
“lo stato di disoccupazione è sospeso in caso di rapporto di lavoro subordinato di durata fino a sei mesi”
; se ne deduce quindi che eventuali rapporti di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi, svolti dal richiedente nel periodo successivo alla conclusione della prestazioni di disoccupazione, non determinano il venir meno dello stato di disoccupazione.
Con riguardo poi alle prestazioni di lavoro occasionale, retribuita eventualmente anche con i
voucher,
 il Dicastero ha altresì espresso l’avviso in nota che
“possa essere ricompresa nell’ambito applicativo della citata disposizione
(articolo 19, comma 3 del d.lgs. n. 150 del 2015)
la prestazione di lavoro occasionale, anche retribuita con voucher, sia in considerazione delle concrete modalità di svolgimento (in cui il prestatore si trova sottoposto al potere di direzione del datore di lavoro, cui spetta di determinare le modalità di esplicazione dell’attività lavorativa), sia in considerazione del disposto dell’articolo 54-bis, comma 4, del decreto legge n. 50 del 2017 il quale in tema di prestazione occasionale prevede che “i compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale” e “ non incidono sul suo stato di disoccupato”.

Si fa riserva di ulteriori istruzioni in merito ad altre tipologie di attività di lavoro per le quali sono in corso ulteriori approfondimenti.

Nuove istruzioni

Alla luce del nuovo indirizzo interpretativo fornito dal Ministero vigilante, le domande di certificazione che vengono presentate dai soggetti in ragione dello “stato di disoccupazione” (ai sensi della lett. a dell’art. 2 del d.P.C.M n. 88/2017 e dell’art. 3 del d.P.C.M. n. 87/2017), in presenza di tutti gli altri requisiti di legge, dovranno essere accolte anche se nel periodo successivo alla conclusione della prestazione di disoccupazione siano riscontrate prestazioni di lavoro occasionali (voucher) o periodi di contribuzione  correlati a rapporti di lavoro subordinato che singolarmente considerati non superino i 6 mesi.
Le Sedi dell’Istituto attueranno il nuovo indirizzo procedendo al
riesame d’ufficio
delle domande di certificazione presentate dai soggetti in stato di disoccupazione ai sensi della citata lettera a), con particolare riferimento a quelle domande che sono state rigettate per rioccupazioni di durata inferiore ai 6 mesi nel periodo successivo alla fruizione completa della prestazione di disoccupazione. Il nuovo esito sarà comunicato ai soggetti interessati secondo le consuete modalità.
Al fine di facilitare le Sedi nella predetta attività di riesame, sono state elaborate a livello centrale liste di controllo delle domande rientranti nelle fattispecie esposte che verranno messe a disposizione delle Direzioni regionali, secondo il rispettivo ambito di competenza territoriale. Tali liste sono state ricavate sulla base dei dati contributivi presenti nel casellario dei lavoratori attivi, includendo, con riferimento al periodo di osservazione (periodo successivo al completamento della prestazione di disoccupazione), le domande per le quali erano stati riscontrati periodi contributivi per attività di lavoro subordinato di durata pari o inferiore a sei mesi oppure voucher.
A seguito del riesame, le Sedi procederanno ad istruire le nuove domande di riconoscimento delle condizioni di accesso ai benefici della riduzione contributiva per l’accesso al pensionamento anticipato per i precoci e per l’ape sociale alla luce delle indicazioni contenute nel presente messaggio.
Si precisa che i criteri qui esposti non esimono le Sedi da ulteriori approfondimenti ritenuti necessari per l’accesso, da parte dei richiedenti, ai benefici di cui trattasi.
I riesami non incideranno sulla decorrenza del trattamento richiesto, che per il 2017 rimarrà agganciata alla data di maturazione dei requisiti e delle condizioni di legge.
 
 
Il Direttore Generale
 
 
Gabriella Di Michele