Ape sociale: le modifiche per le lavoratrici madri ed i disoccupati a seguito della scadenza del contratto a termine

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APE SOCIALE –Novità per le lavoratrici madri nella Legge di bilancio 2018 – Riduzione dei requisiti contributivi per ogni figlio – Novità anche per disoccupati

APE SOCIALE – Alcune modifiche introdotte dalla Legge di bilancio 2018: Ape sociale con requisiti contributivi ridotti per le lavoratrici madri e l’accesso all'Ape sociale per i lavoratori che risultano disoccupati a seguito della scadenza del contratto a termine

 
25 ottobre 2017

Alcune delle principali modifiche che sono state introdotte con la Legge di bilancio del 2018, approvata il 16 ottobre dal Consiglio dei Ministri, riguardano: l’Ape sociale con requisiti contributivi ridotti per le lavoratrici madri e l’accesso all'Ape sociale per i lavoratori che risultano disoccupati a seguito della scadenza del contratto a termine.

APE SOCIALE  e donne
La manovra contiene, per le lavoratrici madri, una diminuzione dei requisiti contributivi di sei mesi per ogni figlio fino ad un massimo di due anni, in proporzione al numero di figli. Per esempio: le madri con due figli potranno avere un anno di sconto (sei mesi per ogni figlio), ossia potranno richiede l’anticipo pensionistico con 29 anni di anzianità contributiva anziché con i 30 anni richiesti.  Per le lavoratrici addette a mansioni gravose con due figli, sarebbe di 35 anni invece dei 36 richiesti.


Disoccupati
Viene anche consentito l’accesso all’Ape sociale ai lavoratori in stato di disoccupazione a seguito della scadenza del contratto a termine, a condizione che il lavoratore, nei 3 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavorativo, abbia avuto periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi.
 
Sindacati non soddisfati
Ad ogni modo, dal momento della consegna del testo al Parlamento (a fine mese), ci sarà un periodo di tempo ancora per eventuali a quanto fino ad oggi deciso. In questo caso potrebbero essere apportate qualche modifiche, cosa in cui sperano i sindacati, che al momento non sono soddisfatti  e considerano deludenti le misure introdotte e non conforme alle aspettative dopo le proposte che sono state discusse da tempo con il governo. Alcune di queste proposte riguardavano: la proroga dell’opzione donna fino al 31 dicembre 2018; blocco dell’innalzamento dell’età pensionabile, cioè lo stop agli adeguamenti automatici delle aspettative di vita, (che quindi continueranno a funzionare con il prossimo scatto nel 2019); riduzione del requisito contributivo per i lavoratori impiegati in lavori gravosi e usuranti, per citarne solo alcune.

Anche nel caso della riduzione del requisito contributivo per l’accesso all’APE SOCIALE per donne con figli, che è stata approvata, la modifica di sei mesi per ogni figlio non sembra una riduzione significativa, se si pensa, per esempio al caso di lavoratrici con un solo figlio.