Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 53-leggi regionali

cdm

Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 53

24 Ottobre 2017

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, martedì 24 ottobre 2017, alle ore 13.43 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti. Segretario la Sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi.

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LEGGI REGIONALI

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha esaminato otto leggi regionali e ha deliberato:

  • di impugnare:
    1. la legge della Regione Sicilia n. 16 del 11/08/2017, recante “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2017. Legge di stabilità regionale. Stralcio I”, in quanto varie disposizioni presentano profili di illegittimità costituzionale. In particolare: alcune disposizioni, riguardanti il trattamento giuridico ed economico dei pubblici dipendenti, invadono la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile, in violazione dell’art. 117, secondo comma, lett. l), della Costituzione; un’altra disposizione in tema di aiuti di Stato introduce una misura priva della necessaria copertura finanziaria, violando sia l’art. 81, terzo comma, della Costituzione, sia l’articolo 117, primo comma, della Costituzione, secondo il quale la potestà legislativa in materia è esercitata dalle Regioni nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali; altre disposizioni in materia di piani paesaggistici si pongono in contrasto con le norme del Codice dei beni culturali e del paesaggio, invadendo in tal modo la competenza riservata alla legislazione statale in materia di beni culturali dall’art. 117, secondo comma, lett. s), della Costituzione; un’altra norma, riguardante le professioni sanitarie, contrasta con i principi fondamentali della legislazione statale in materia di “professioni”, in violazione dell’art.117, terzo comma, della Costituzione; un’altra norma in materia di rimozione e smaltimento dei manufatti in amianto è priva della necessaria copertura finanziaria, in violazione dell’art. 81, terzo comma, della Costituzione; varie norme, infine, riguardanti il ticket sanitario, il canone di demanio marittimo, l’inserimento dell’ARPA come ente del servizio sanitario regionale, violano i principi di coordinamento della finanza pubblica, riservati alla legislazione statale dall’art. 117, terzo comma, della Costituzione;
  • e di non impugnare:
    1.  la legge della Regione Sicilia n. 15 del 11/08/2017, recante “Assestamento del Bilancio di previsione della Regione per l’esercizio finanziario 2017 e per il triennio 2017/2019 e modifiche alle leggi regionali 9 maggio 2017, n. 8 e 9. Abrogazione e modifiche di norme”;
    2.  la legge della Regione Toscana n. 47 del 04/09/2017, recante “Tempi di apertura delle farmacie di cui all’articolo 1 bis della l. 475/1968 o da trasferire per decentramento. Modifiche alla l. r. 16/2000”;
    3.  la legge della Regione Abruzzo n. 45 del 30/08/2017, recante “Disposizioni finanziarie in materia di interventi per l’adeguamento delle infrastrutture e per lo sviluppo di progetti necessari per favorire l’aggregazione sociale. Art. 6, L.R. 41/2011”;
    4.  la legge della Regione Abruzzo n. 46 del 30/08/2017, recante “Contributi regionali per l’installazione di sistemi di videosorveglianza all’interno delle strutture sanitarie e socio-sanitarie”;
    5.  la legge della Regione Abruzzo n. 48 del 30/08/2017, recante “Integrazioni all’articolo 6 della legge regionale 23 agosto 2011, n. 35 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria)”;
    6.  la legge della Regione Abruzzo n. 49 del 30/08/2017, recante “Norme per il sostegno alle piccole imprese operanti nei territori della Regione interessati dagli eventi sismici del 2016 e 2017”;
    7.  la legge della Regione Abruzzo n. 50 del 30/08/2017, recante “Modifiche alla legge regionale 20 ottobre 2015, n. 32 (Disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative delle Province in attuazione della Legge 56/2014)”.

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Il Consiglio dei Ministri è terminato alle ore 13.50.

 

La nota dell'assessore regionale all'Economia Alessandro Baccei relativa ai conti della Regione siciliana.

Il Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2017 ha deliberato di non proporre l’impugnativa della l.r.15/2017 (legge di assestamento per il 2017) e di chiedere l’impugnativa di alcuni articoli contenenti norme di settore della l.r. 16/2017 (c.d. legge di stabilità regionale stralcio

1). In proposito è bene chiarire preliminarmente che il confronto che si instaura, successivamente alla pubblicazione delle leggi regionali, fra la Regione e i competenti ministeri, attraverso osservazioni e controdeduzioni sulle singole disposizioni, costituisce una prassi consolidata nei rapporti di leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali interessati, volta a chiarire la ratio delle disposizioni, anche con l’assunzione di specifici impegni, laddove necessario per garantire la validità delle stesse; tale prassi ha consentito spesso di superare le osservazioni formulate dal MEF, consentendo così al Consiglio dei Ministri una valutazione finale, in ordine alle leggi regionali, coerente con il dettato costituzionale. Nell’ambito della prassi corrente, in ordine alla l.r.15/2017 (legge di assestamento per il 2017), il confronto instaurato si è concluso con l’impegno della Regione di proporre per l’approvazione da parte della Giunta regionale, entro il termine di chiusura della legislatura in corso, una opportuna modifica che consenta di garantire gli equilibri di bilancio di parte corrente, di fatto anticipando i risultati del rendiconto 2017.

Relativamente alla l.r. 16/2017 (c.d. legge di stabilità regionale stralcio 1), a seguito del confronto, il CdM ha deliberato di chiedere l’impugnativa di 11 articoli riguardanti disposizioni di settore, 10 dei quali non presenti nel testo del ddl originariamente predisposto e inseriti in momenti successivi. Si sottolinea che le uniche due disposizioni sulle quali l’impugnativa è stata richiesta per mancanza (o inadeguata) copertura finanziaria si riferiscono a due norme (art. 26 Fondo di sostegno alle imprese e art. 23 Piano amianto) inserite per iniziativa parlamentare nel corso dell’iter legislativo, spesso da parte di deputati dell’opposizione. In generale, comunque, i motivi di impugnativa si riferiscono a ipotesi di violazione dell’articolo 117 Cost., ovvero a norme emanate in settori riservati alla competenza esclusiva dello Stato. Si coglie l’occasione per replicare ancora una volta alle insinuazioni pubblicate da alcune testate on line con specifico riferimento ai “dubbi” sulla parifica sfociati nel ricorso dinanzi alle Sezioni riunite in speciale composizione della Corte dei Conti. Il giudizio di merito sulla parifica c’è stato, dopo un primo supplemento istruttorio, nella sede naturale deputata delle Sezioni Regionali, il 19 luglio scorso. Il successivo ricorso del Pubblico Ministero presso la Procura Generale d’Appello, Dott. Zingale, è stato dichiarato inammissibile, in linea con quanto richiesto dalla Procura Generale (si attendono le motivazioni della decisione). Dichiarazione di inammissibilità che non risulta avere nulla a che vedere con l’intervenuta approvazione del Rendiconto da parte dell’Assemblea regionale.

Ed allora se le “ombre” gettate sul bilancio e sulla parifica vengono sistematicamente fugate, se il bilancio regionale non viene impugnato, se il rendiconto viene parificato, se l’impianto della legge di stabilità regge e le impugnative del Governo Nazionale sono riferite solo a disposizioni di settore, sarà davvero il frutto di un sinistro complotto fra il Governo regionale, il Governo nazionale, le sezioni riunite della Corte dei conti , il vice Procuratore generale della Corte dei Conti e (perché no?) le lobbies dei poteri forti, come insinuato da alcune testate giornalistiche on line, con l’autorevole sostegno di esponenti di rango che invocano una due diligence alla ricerca di un fantomatico default (ignorando che la traduzione del termine due diligence nel settore pubblico è il giudizio di parificazione, ovvero la verifica di regolarità da parte della Corte dei Conti) o forse siamo semplicemente di fronte alla nuda evidenza di un bilancio risanato e in ordine, per quanto tale circostanza possa parecchio infastidire, alla vigilia della tornata elettorale del 5 novembre prossimo?