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Regione Sicilia: avvio della procedura per la stabilizzazione dei precari. Le dichiarazioni dei sindacati

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Regione Sicilia: avvio stabilizzazione dei precari. I commenti dei sindacati

Palermo 23.10.2017 -  “L’avvio  della procedura per la stabilizzazione dei precari della Regione è un fatto positivo,  atteso da anni.  L’attenzione ora deve andare però subito ai temi della riorganizzazione complessiva della macchina amministrative , delle progressioni verticali dei dipendenti regionali e della riqualificazione del personale assunto nelle categorie A e B. Questi, assieme ai rinnovi contrattuali  e alla formazione  saranno gli obiettivi del confronto col prossimo governo regionale affinché la Regione possa  funzionare ed essere volano di sviluppo  economico per la Sicilia”. Lo dice Clara Crocé segretaria regionale della Fp Cgil  Sicilia  a proposito della direttiva della dirigente generale del dipartimento Funzione pubblica  che riguarda 598 precari della Regione e che “apre la strada – dice Crocè- alle riqualificazione del personale assunto nelle categorie A e B che da anni, a causa delle carenze in organico  dell’amministrazione ,svolgono  mansioni superiori  e alle progressioni verticali che i dipendenti in C e D attendono da anni “.
La Fp tuttavia sottolinea che “tutti i dipendenti devono avere accesso alle procedure per realizzare un’adeguata crescita professionale, secondo i criteri e i titoli previsti dalla normativa vigente e individuati attraverso la contrattazione collettiva. I dipendenti regionali- sottolinea Crocè-  rivendicano l’opportunità di potere avere una crescita professionale sia in termini di riconoscimento economico attraverso le progressioni orizzontali, sia in termini di riconoscimento giuridico attraverso la piena attuazione delle progressioni verticali”.  Per la Fp “la riorganizzazione della macchina buroratica e la valorizzazione del personale si rende tanto più necessaria anche alla luce del calo della  platea dei dipendenti regionali  che nei prossimi anni saranno circa 8.000, la metà del 2015”.

I Cobas Codir contestano a Baccei e Crocetta , “modalità e tempi scelti, a due settimane dalle elezioni, per scatenare vere e proprie guerre tra poveri”.

“La smania di raccattare voti dal disagio dei precari – scrivono i responsabili del sindacato – ha fatto perdere di vista all’agonizzante governo, che tali operazioni vanno condotte nel pieno rispetto dei diritti degli interessati ma anche nel rispetto dei principi costituzionali e contabili, nonché tenendo conto del fatto che – prima di nuove immissioni di personale negli organici – buon senso e logica, vorrebbero che si valorizzasse il personale che già c’è”.

“E’ il caso di tutti i dipendenti regionali di ruolo del comparto non dirigenziale della Regione siciliana – scrivono – che, ormai da qualche anno, attendono un indispensabile processo di riclassificazione utile a una loro più efficace e moderna utilizzazione oltreché un dovuto riconoscimento alla carriera bloccata da quasi 30 anni”.

“Questo processo di stabilizzazione, invece, messo in piedi in fretta e furia – continuano – da un governo dalle sembianze circensi, null’altro è, in realtà, che l’applicazione della cosiddetta legge Madia in materia di stabilizzazioni che, approvata dal governo nazionale, prevede un percorso ancora lungo e tortuoso che presumibilmente durerà quattro o cinque anni e consentirà le prime stabilizzazioni non prima di un anno. A ciò si aggiunga il rischio concreto (mal celato dagli addetti) che molti di questi precari possano addirittura perdere il posto a causa delle selezioni pubbliche cui dovranno sottoporsi. Si tratta di coloro che non ‘dimostrino di essere stati reclutati a tempo determinato con procedure concorsuali anche espletate presso amministrazioni pubbliche diverse da quelle che procede all’assunzione’”.

“Alle selezioni potranno partecipare – con varie riserve di legge – anche semplici cittadini o dipendenti di ruolo. Ci sembra, inoltre, ingiusta, a questo punto, anche l’esclusione da questo processo di ex precari storici come il personale dei cosiddetti bacini culturali (ex catalogatori)”.

“Questa operazione sarà, comunque, gestita dal nuovo governo che uscirà vincente dalle prossime elezioni del 5 novembre e che potrebbe intervenire anche sulla materia, apportando eventuali modifiche e rinvii a quanto oggi avviato in questo scorcio di fine legislatura”.

Per il sindacato vanno stabilizzati subito nei ruolo i precari diretto della Regione che sono 58 (37 in fascia A e 21 in fascia B) mentre per gli altri va avviato il percorso con la collocazione in Resais, la partecipata regionale già usata in passato, ma la vicenda appare tutt’altro che semplice.