Visite agli articoli
3984608

Abbiamo 221 visitatori e nessun utente online

  • Home
  • Uncategorised
  • Obbligo del dipendente di comunicare al datore di lavoro il cambio di residenza

Benvenuti nel sito di Linklav. Ultime notizie sul mondo del lavoro

Obbligo del dipendente di comunicare al datore di lavoro il cambio di residenza

Sentenza

 


Scarica la sentenza

03.10.2017 - La Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza n. 22295 del 2017, ha stabilito che il licenziamento è valido anche se la comunicazione è stata effettuata ad un vecchio indirizzo nel caso in cui la dipendente non abbia adempiuto, come era suo obbligo, alla comunicazione al datore di lavoro del cambio di residenza.

Nel caso, di cui pubblichiamo la sentenza, un’azienda comunicava ad una dipendente il licenziamento disciplinare tramite una raccomandata spedita all’indirizzo indicato dalla stessa all’atto dell’assunzione e mai aggiornato nonostante la stessa avesse cambiato residenza.

Successivamente venuta a conoscenza della variazione di residenza l’azienda intimava alla lavoratrice un secondo licenziamento, spedendo la missiva all’indirizzo corretto. Tale secondo licenziamento veniva dichiarato «inefficace» dai giudici di merito, in quanto intimato oltre il termine massimo previsto dal contratto collettivo applicato al rapporto (6 giorni successivi alle giustificazioni del lavoratore). I medesimi giudici ritenevano inoltre «irrilevante» il primo licenziamento, in quanto comunicato all’indirizzo errato.

Ma la Corte di Cassazione ha dato ragione all’azienda con la motivazione che la disposizione negoziale «impone, anche in ossequio al principio di buona fede e correttezza che regola il rapporto di lavoro, che il lavoratore comunichi per iscritto eventuali successive variazioni di residenza o di domicilio in modo da rendere tempestivamente edotto il datore di lavoro dell’indirizzo ove lo stesso può essere reperibile»; e tale intento di informare il datore non è evincibile nella lettera di destinazione del Tfr.