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Avviso 8 le ordinanze del CGA DEL 2 AGOSTO 2017

CGA 

02.08.2017 - Il Cga ha  accolto il ricorso di alcuni enti di Formazione  Il tribunale amministrativo ha imposto all'assessorato regionale guidato da Bruno Marziano di rimodulare due dei criteri alla base della graduatoria relativa al bando da oltre 130 milioni che forse dovrebbe portare, dopo due anni di "fermo" al riavvio dei corsi.


8"> Pubblicato il 02/08/2017

N. 00549/2017 REG.PROV.CAU.

N. 00449/2017 REG.RIC.           

logo

REPUBBLICA ITALIANA

Il CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA

in sede giurisdizionale

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

Sul ricorso numero di registro generale 449 del 2017, proposto da: Associazione Politea, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato Girolamo Rubino, con domicilio eletto presso il suo studio in Palermo, via Guglielmo Oberdan N. 5;


contro

Regione Siciliana-Assessorato Istruzione e Formazione Professionale-Dipartimento Istruzione e Formazione Professionale, Commissione di Istruttoria e Valutazione non costituiti in giudizio;
Regione Siciliana Assessorato Regionale Istruzione e Formazione Professionale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale, domiciliata in Palermo, via Alcide De Gasperi. 81;

nei confronti di

Società Cooperativa Isvire, Enaip Enna, Strec Società Consortile A Responsabilità Limitata non costituiti in giudizio;
Centro Studi Aurora, Ted Formazione Professionale, Form Azione Europea, Ires, I.R.I.P.A. Sicilia, Ce.S.A.M., En.Aip- Palermo, I.D.E.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall'avvocato Carlo Comande', con domicilio eletto presso lo studio Carlo Comande in Palermo, via Caltanissetta 2/D;
Anapia - Palermo, En.Aip - Palermo, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall'avvocato Carlo Comandè, con domicilio eletto presso lo studio Carlo Comandè in Palermo, via Caltanissetta, 2/D;

Per la riforma per quanto riguarda il ricorso introduttivo: dell'ordinanza cautelare del T.A.R. SICILIA - PALERMO: SEZIONE I n. 00483/2017, resa tra le parti;

Per quanto riguarda il ricorso incidentale presentato da ASSOCIAZIONE CIRF il 27\7\2017: per la parziale riforma in via incidentale dell'ordinanza del TAR Palermo, Sezione Prima, n. 483/2017 del 20.4.2017, pubblicata il 22.4.2017, nella parte in cui non ha dichiarato inammissibili, perché tardivi, i motivi di ricorso dedotti in ordine ai criteri di valutazione A1 e A2 dell'Avviso 8/2016;

Nonché per il rigetto dell'appello cautelare proposto dall'Associazione Politea avverso detta ordinanza, appello con il quale sono stati censurati i capi della stessa


Visto l'art. 62 cod. proc. amm;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Centro Studi Aurora e di Anapia - Palermo e di En.Aip - Palermo e di Ted Formazione Professionale e di Form Azione Europea e di Regione Siciliana Assessorato Regionale Istruzione e Formazione Professionale e di Ires e di I.R.I.P.A. Sicilia e di Ce.S.A.M. e di En.Aip- Palermo e di I.D.E.A.;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di ed il ricorso incidentale proposto dal ricorrente incidentale Associazione Cirf;

Vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di accoglimento parziale della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado;

Viste le memorie difensive;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 31 luglio 2017 il Cons. Giuseppe Verde e uditi per le parti gli avvocati Lucia Alfieri su delega di Girolamo Rubino, l'avv. dello Stato La Spina, Carmelo Restivo e Enzo Puccio su delega di Carlo Comandè;


Preliminarmente, sia pure alla luce del sommario esame proprio della fase cautelare, non appare fondato il motivo dell’appello incidentale riguardante la presunta tardività del ricorso di primo grado attesa la natura della procedura in questione che determina l’interesse all’impugnazione con l’approvazione della graduatoria;

In riferimento ai motivi dedotti nel ricorso in appello (e nella successiva memoria) relativamente ai criteri di valutazione B4 e B5, appaiono almeno prima facie assistite dal necessario fumus boni juris le prospettazioni circa la loro illegittimità.

Infatti, l’art. 125, comma 3 del Regolamento UE 1303/2013 richiede un accertamento della capacità amministrativa del beneficiario “prima dell’approvazione dell’operazione” che può anche essere dimostrato attraverso una dichiarazione che però deve avere ad oggetto un requisito posseduto. Al contrario è illogica l’attribuzione di un punteggio per qualcosa che non si possiede ancora, perché così facendo si viola la par condicio fra gli aspiranti e si incide sulla libera concorrenza legittimando a priori soggetti allo stato non in possesso dei requisiti dinanzi a soggetti, sempre allo stato, in regola con le richieste dell’avviso. Al proposito, a nulla rileva che i partecipanti all’avviso 8/2016 siano accreditati ai sensi del regolamento regionale n. 25 del 2015, poichè il suddetto accreditamento avviene su parametri del tutto diversi da quelli di cui ai criteri B4 e B5 dell’avviso 8/2016.

In riferimento ai motivi dedotti nel ricorso in appello incidentale, non appaiono sostenuti da elementi di fumus boni iurisi le seguenti prospettazioni:

- necessità della riapertura dei termini per la presentazione delle proposte a seguito della decisione cautelare;

- assoggettamento della procedura alla disciplina propria dei contratti pubblici là dove invece la procedura deve essere assoggettata alla disciplina del procedimento amministrativo;

- logicità e ragionevolezza dei criteri A1 e A2. Infatti correttamente il Giudice di primo grado rileva come il criterio A1 sia palesemente illogico perché finirebbe con riconoscere lo stesso punteggio a prescindere dalla quantità e qualità dei corsi espletati; parimenti illogico è il criterio A2 perché determinerebbe l’attribuzione di un certo punteggio a enti che avendo svolto un numero inferiore di corsi presenterebbero un minor tasso di dispersione. La strutturazione dei criteri effettuata in modo da consentire a tutti - o a quasi tutti gli enti – il raggiungimento di un certo punteggio di fatto elimina la capacità selettiva del criterio. Così operando l’Amministrazione definisce i criteri in modo illogico e del tutto irragionevole, non rispettando nella sostanza quanto richiesto dal Comitato di sorveglianza, determinando la violazione dei principi sopra ricordati i quali presiedono al corretto svolgimento dell’azione amministrativa;

- illegittimità del criterio D, atteso che le stesse determinazioni del Comitato di sorveglianza contemplano l’esercizio da parte dell’Amministrazione di poteri discrezionali il cui esercizio non perviene a determinazioni illogiche e contraddittorie.


P.Q.M.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale,

Accoglie l'appello principale nei termini di cui in motivazione limitatamente alla paventata illegittimità dei criteri B4 e B5 (Ricorso numero: 449/2017) e, per l'effetto, in riforma dell'ordinanza impugnata, accoglie parzialmente l'istanza cautelare proposta in primo grado.

Respinge l’appello incidentale.

Provvede sulle spese della presente fase cautelare come segue: le compensa.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 31 luglio 2017 con l'intervento dei magistrati:

Claudio Zucchelli, Presidente

Nicola Gaviano, Consigliere

Carlo Modica de Mohac, Consigliere

Giuseppe Barone, Consigliere

Giuseppe Verde, Consigliere, Estensore

     
     
L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE
Giuseppe Verde   Claudio Zucchelli
     
     
     

IL SEGRETARIO


8"> Pubblicato il 02/08/2017

N. 00552/2017 REG.PROV.CAU.

N. 00457/2017 REG.RIC.           

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REPUBBLICA ITALIANA

Il CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA

in sede giurisdizionale

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

Sul ricorso numero di registro generale 457 del 2017, proposto da: E.A.P Fedarcom, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato Lucia Alfieri, con domicilio eletto presso il suo studio in Palermo, via G. Oberdan, 5;


contro

Regione Sicilia Assessorato Istruzione e Formazione Professionale - Dipartimento Istruzione e Formazione Professionale non costituito in giudizio;
Regione Siciliana Assessorato Regionale Istruzione e Formazione Professionale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale, domiciliata in Palermo, via Alcide De Gasperi. 81;

nei confronti di

Società Cooperativa Isvire, Enaip-Enna, Strec Società Consortile A Responsabilità Limitata, Associazione Eris, Arche' Impresa Sociale Srl, Consorzio Solco non costituiti in giudizio;
E-Laborando S.r.l., Euroform S.a.s., Evergreen Consulting S.r.l., I.So.R.S. Società Cooperativa Sociale, E.S.F.O. Ente Superiore Formazione Orientamento, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall'avvocato Attilio Luigi Maria Toscano, con domicilio eletto presso lo studio Giovanni Immordino in Palermo, viale Libertà N. 171;
Centro Studi Aurora, Ted Formazione Professionale, Form Azione Europea, Ires, I.R.I.P.A. Sicilia, Anapia - Palermo, En.Aip - Palermo, Ce.S.A.M., I.D.E.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall'avvocato Carlo Comandè, con domicilio eletto presso lo studio Carlo Comandè in Palermo, via Caltanissetta 2/D, appellanti incidentali;

Per la riforma dell'ordinanza cautelare del T.A.R. SICILIA - PALERMO: SEZIONE I n. 00488/2017, resa tra le parti;


Visto l'art. 62 cod. proc. amm;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Centro Studi Aurora e di Anapia - Palermo e di En.Aip - Palermo e di Ted Formazione Professionale e di Form Azione Europea e di Regione Siciliana Assessorato Regionale Istruzione e Formazione Professionale e di Ires e di I.R.I.P.A. Sicilia e di Ce.S.A.M. e di I.D.E.A. e di E-Laborando S.r.l. e di Euroform S.a.s. e di Evergreen Consulting S.r.l. e di I.So.R.S. Società Cooperativa Sociale e di E.S.F.O. Ente Superiore Formazione Orientamento;

Visto l'atto di costituzione in giudizio proposto dal ricorrente incidentale En.Aip - Palermo;

Vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di accoglimento parziale della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado;

Viste le memorie difensive;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 31 luglio 2017 il Cons. Giuseppe Verde e uditi per le parti gli avvocati Lucia Alfieri, l'avv. dello Stato La Spina, Enzo Puccio su delega di Carlo Comandè e Giuseppe Immordino su delega di Attilio Luigi Maria Toscano;


Preliminarmente, sia pure alla luce del sommario esame proprio della fase cautelare, non appare fondato il motivo dell’appello incidentale riguardante la presunta tardività del ricorso di primo grado attesa la natura della procedura in questione che determina l’interesse all’impugnazione con l’approvazione della graduatoria;

In riferimento ai motivi dedotti nel ricorso in appello (e nella successiva memoria) relativamente ai criteri di valutazione B4 e B5, appaiono almeno prima facie assistite dal necessario fumus boni juris le prospettazioni circa la loro illegittimità.

Infatti, l’art. 125, comma 3 del Regolamento UE 1303/2013 richiede un accertamento della capacità amministrativa del beneficiario “prima dell’approvazione dell’operazione” che può anche essere dimostrato attraverso una dichiarazione che però deve avere ad oggetto un requisito posseduto. Al contrario è illogica l’attribuzione di un punteggio per qualcosa che non si possiede ancora, perché così facendo si viola la par condicio fra gli aspiranti e si incide sulla libera concorrenza legittimando a priori soggetti allo stato non in possesso dei requisiti dinanzi a soggetti, sempre allo stato, in regola con le richieste dell’avviso. Al proposito, a nulla rileva che i partecipanti all’avviso 8/2016 siano accreditati ai sensi del regolamento regionale n. 25 del 2015, poiché il suddetto accreditamento avviene su parametri del tutto diversi da quelli di cui ai criteri B4 e B5 dell’avviso 8/2016.

In riferimento ai motivi dedotti nel ricorso in appello incidentale, non appaiono sostenuti da elementi di fumus boni iurisi le seguenti prospettazioni:

- necessità della riapertura dei termini per la presentazione delle proposte a seguito della decisione cautelare;

- assoggettamento della procedura alla disciplina propria dei contratti pubblici là dove invece la procedura deve essere assoggettata alla disciplina del procedimento amministrativo;

- logicità e ragionevolezza dei criteri A1 e A2. Infatti correttamente il Giudice di primo grado rileva come il criterio A1 sia palesemente illogico perché finirebbe con riconoscere lo stesso punteggio a prescindere dalla quantità e qualità dei corsi espletati; parimenti illogico è il criterio A2 perché determinerebbe l’attribuzione di un certo punteggio a enti che avendo svolto un numero inferiore di corsi presenterebbero un minor tasso di dispersione. La strutturazione dei criteri effettuata in modo da consentire a tutti - o a quasi tutti gli enti – il raggiungimento di un certo punteggio di fatto elimina la capacità selettiva del criterio. Così operando l’Amministrazione definisce i criteri in modo illogico e del tutto irragionevole, non rispettando nella sostanza quanto richiesto dal Comitato di sorveglianza, determinando la violazione dei principi sopra ricordati i quali presiedono al corretto svolgimento dell’azione amministrativa;

- illegittimità del criterio D, atteso che le stesse determinazioni del Comitato di sorveglianza contemplano l’esercizio da parte dell’Amministrazione di poteri discrezionali il cui esercizio non perviene a determinazioni illogiche e contraddittorie.


P.Q.M.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale,

Accoglie l'appello principale nei termini di cui in motivazione limitatamente alla paventata illegittimità dei criteri B4 e B5 (Ricorso numero: 449/2017) e, per l'effetto, in riforma dell'ordinanza impugnata, accoglie parzialmente l'istanza cautelare proposta in primo grado.

Respinge l’appello incidentale.

Provvede sulle spese della presente fase cautelare come segue: le compensa.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 31 luglio 2017 con l'intervento dei magistrati:

Claudio Zucchelli, Presidente

Nicola Gaviano, Consigliere

Carlo Modica de Mohac, Consigliere

Giuseppe Barone, Consigliere

Giuseppe Verde, Consigliere, Estensore

     
     
L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE
Giuseppe Verde   Claudio Zucchelli
     
     
     

IL SEGRETARIO



 

8"> Pubblicato il 02/08/2017

N. 00554/2017 REG.PROV.CAU.

N. 00467/2017 REG.RIC.           

logo

REPUBBLICA ITALIANA

Il CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA

in sede giurisdizionale

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

Sul ricorso numero di registro generale 467 del 2017, proposto da: Enaip Caltanissetta, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato Armando Buttitta, con domicilio eletto presso il suo studio in Palermo, viale Regina Margherita N. 42;


contro

Dipartimento Regionale Istruzione e Formazione Professionale, Commissione di Istruttoria e Valutazione non costituiti in giudizio;
Regione Siciliana Assessorato Regionale Istruzione e Formazione Professionale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale, domiciliata in Palermo, via Alcide De Gasperi. 81;

nei confronti di

Società Cooperativa Isvire, Strec Società Consortile A Responsabilità Limitata, En.Aip Enna non costituiti in giudizio;
Centro Studi Aurora, Ted Formazione Professionale, Form Azione Europea, Ires, I.R.I.P.A. Sicilia, Ce.S.A.M., I.D.E.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall'avvocato Carlo Comandè, con domicilio eletto presso lo studio Carlo Comandè in Palermo, via Caltanissetta 2/D;
Anapia - Palermo, En.Aip - Palermo, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall'avvocato Carlo Comande', con domicilio eletto presso lo studio Carlo Comandè in Palermo, via Caltanissetta, 2/D;

Per la riforma dell'ordinanza cautelare del T.A.R. SICILIA - PALERMO: SEZIONE I n. 00495/2017, resa tra le parti;


Visto l'art. 62 cod. proc. amm;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Centro Studi Aurora e di Anapia - Palermo e di En.Aip - Palermo e di Ted Formazione Professionale e di Form Azione Europea e di Ires e di I.R.I.P.A. Sicilia e di Ce.S.A.M. e di I.D.E.A. e di Regione Siciliana Assessorato Regionale Istruzione e Formazione Professionale;

Visto l'atto di costituzione in giudizio proposto dal ricorrente incidentale En.Aip - Palermo;

Vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di accoglimento parziale della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado;

Viste le memorie difensive;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 31 luglio 2017 il Cons. Giuseppe Verde e uditi per le parti gli avvocati Lucia Alfieri su delega di Armando Buttitta, l'avv. dello Stato La Spina e Enzo Puccio su delega di Carlo Comandè;


Preliminarmente, sia pure alla luce del sommario esame proprio della fase cautelare, non appare fondato il motivo dell’appello incidentale riguardante la presunta tardività del ricorso di primo grado attesa la natura della procedura in questione che determina l’interesse all’impugnazione con l’approvazione della graduatoria;

In riferimento ai motivi dedotti nel ricorso in appello (e nella successiva memoria) relativamente ai criteri di valutazione B4 e B5, appaiono almeno prima facie assistite dal necessario fumus boni juris le prospettazioni circa la loro illegittimità.

Infatti, l’art. 125, comma 3 del Regolamento UE 1303/2013 richiede un accertamento della capacità amministrativa del beneficiario “prima dell’approvazione dell’operazione” che può anche essere dimostrato attraverso una dichiarazione che però deve avere ad oggetto un requisito posseduto. Al contrario è illogica l’attribuzione di un punteggio per qualcosa che non si possiede ancora, perché così facendo si viola la par condicio fra gli aspiranti e si incide sulla libera concorrenza legittimando a priori soggetti allo stato non in possesso dei requisiti dinanzi a soggetti, sempre allo stato, in regola con le richieste dell’avviso. Al proposito, a nulla rileva che i partecipanti all’avviso 8/2016 siano accreditati ai sensi del regolamento regionale n. 25 del 2015, poichè il suddetto accreditamento avviene su parametri del tutto diversi da quelli di cui ai criteri B4 e B5 dell’avviso 8/2016.

In riferimento ai motivi dedotti nel ricorso in appello incidentale, non appaiono sostenuti da elementi di fumus boni iurisi le seguenti prospettazioni:

- necessità della riapertura dei termini per la presentazione delle proposte a seguito della decisione cautelare;

- assoggettamento della procedura alla disciplina propria dei contratti pubblici là dove invece la procedura deve essere assoggettata alla disciplina del procedimento amministrativo;

- logicità e ragionevolezza dei criteri A1 e A2. Infatti correttamente il Giudice di primo grado rileva come il criterio A1 sia palesemente illogico perché finirebbe con riconoscere lo stesso punteggio a prescindere dalla quantità e qualità dei corsi espletati; parimenti illogico è il criterio A2 perché determinerebbe l’attribuzione di un certo punteggio a enti che avendo svolto un numero inferiore di corsi presenterebbero un minor tasso di dispersione. La strutturazione dei criteri effettuata in modo da consentire a tutti - o a quasi tutti gli enti – il raggiungimento di un certo punteggio di fatto elimina la capacità selettiva del criterio. Così operando l’Amministrazione definisce i criteri in modo illogico e del tutto irragionevole, non rispettando nella sostanza quanto richiesto dal Comitato di sorveglianza, determinando la violazione dei principi sopra ricordati i quali presiedono al corretto svolgimento dell’azione amministrativa;

- illegittimità del criterio D, atteso che le stesse determinazioni del Comitato di sorveglianza contemplano l’esercizio da parte dell’Amministrazione di poteri discrezionali il cui esercizio non perviene a determinazioni illogiche e contraddittorie.

P.Q.M.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale,

Accoglie l'appello principale nei termini di cui in motivazione limitatamente alla paventata illegittimità dei criteri B4 e B5 (Ricorso numero: 449/2017) e, per l'effetto, in riforma dell'ordinanza impugnata, accoglie parzialmente l'istanza cautelare proposta in primo grado.

Respinge l’appello incidentale.

Provvede sulle spese della presente fase cautelare come segue: le compensa.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 31 luglio 2017 con l'intervento dei magistrati:

Claudio Zucchelli, Presidente

Nicola Gaviano, Consigliere

Carlo Modica de Mohac, Consigliere

Giuseppe Barone, Consigliere

Giuseppe Verde, Consigliere, Estensore

     
     
L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE
Giuseppe Verde   Claudio Zucchelli
     
     
     

IL SEGRETARIO