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516 licenziamenti alla Ksm

guardie giurate

La manifestazione è stata indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Sicilia.

14/06/2017 - “Se un network prende un servizio al Nord ad una cifra e poi arriva in Sicilia ad un’altra stiamo facendo un danno enorme a tutto il settore della vigilanza. Purtroppo questo è quello che è successo e ha fatto sì che il settore si incancrenisse”, spiega Salvo Leonardi, segretario regionale della Filcams Cgil.

Tra i principali network italiani, infatti, risulta anche la Società Operazioni di Sicurezza (SOS), controllata dalla Biks Spa facente capo alla famiglia Basile, a sua volta proprietaria della Ksm. Una società che gestisce decine di servizi su tutto il territorio nazionale e con un giro d’affari considerevole.

Per Mimma Calabrò, segretario regionale Fisascat Cisl, “stiamo vivendo un mercato del lavoro nel settore della vigilanza fortemente drogato, dove i cambi d’appalto e i bandi di gara, la maggioranza dei quali indetti da enti pubblici, vengono a monte banditi con un costo orario di gran lunga inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale”.

La situazione della vertenza Ksm, chiarisce Marianna Flauto, segretario della Uiltucs Sicilia, non è cambiata. “Abbiamo proposto alcune soluzioni, ma sino ad oggi l’azienda non si è detta disponibile a trovare una soluzione al fine di garantire tutti i livelli occupazionali”.

“Oggi siamo qui per discutere dei licenziamenti ingiustificati intimati dalla KSM. Ingiustificati non perché manchino i livelli occupazionali, piuttosto per le gare d’appalto che vengono aggiudicate a costi orari ben al di sotto delle tabelle indicate dal ministero del lavoro e a cui tutte le aziende si presentano”. Queste le parole di Salvo Marrone, della Fisascat Cisl Palermo Trapani che assieme ad altri lavoratori e sindacati ha partecipato al  corteo tenutosi questa mattina a Palermo, con tappa alla Prefettura. 

La KSM, società del settore della vigilanza privata, ha recentemente avviato le procedure per  il licenziamento di 516 guardie giurate in tutta la regione Sicilia, di cui circa 300 solo a Palermo. “

Noi siamo qui – continua Salvo  Marrone – per sensibilizzare ancora una volta le istituzioni nei controlli, nel rispetto dei contratti; sempre più imprese creano una concorrenza sleale con un abbattimento dei costi, a scapito però della qualità del servizio e soprattutto della sua sicurezza. Trattandosi di guardie giurate, queste stanno in luoghi sensibili come aeroporti, banche, ospedali, e in altre parole si mette a rischio anche la sicurezza dei cittadini. Siamo qui per chiedere quindi un incontro alla prefettura di Palermo, al fine di trovare soluzioni alternative che possano scongiurare questi licenziamenti. Ci siamo già riuniti precedentemente in altri sit in, ben riusciti, raggiungendo varie prefetture territoriali della Sicilia, dove abbiamo chiesto di istituire un osservatorio che ci permetta di vigilare e trovare rimedi su quanto sta vivendo il settore della vigilanza oggi”.

Salvo Marrone ha infine concluso: “Dopo oggi, saremo impegnati a prendere contatto con la prefettura di Ragusa e Siracusa ove alcuni istituti locali ricorrono a dei contratti che noi definiamo ‘pirata’, dal momento che usano tariffe di paga oraria ancora più bassa di quelle riconosciute dal nostro contratto e che regolamenta il settore della vigilanza.

 Chiederemo quindi che questi istituti si adeguino al nostro contratto”.