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Altre due sentenze su Auchan

 

Auchan

13/06/2017 - Altre due sentenze su Auchan

Novità e commenti sulle iniziative giudiziarie delle lavoratrici e dei lavoratori per il ripristino dell’ ”assegno ad personam” illegittimamente scomparso dalle buste paga.

Ritenendo giusto ed onesto aggiornare nel bene e nel male, come abbiamo sempre fatto, le lavoratrici e i lavoratori sugli accadimenti relativi al tema in questione, dobbiamo purtroppo comunicare un incidente di percorso, per fortuna subito recuperato il giorno successivo.

L’INCIDENTE DI PERCORSO

Il 29 maggio u.s. un Giudice del Tribunale del Lavoro di Torino ha respinto i ricorsi riuniti in una unica causa di otto lavoratori in forza all’ipermercato di Torino, tratto in inganno da ricostruzioni fantasiose avanzate dai legali Auchan sulla natura dell’assegno ad personam, utilizzando a tale scopo, anche iniziative e dichiarazioni della FILCAMS CGIL, oggettivamente insipienti ed improvvide, soprattutto nel definire in modo improprio l’assegno personale di cui alla domanda di causa.

IL RECUPERO DEL GIORNO SUCCESSIVO

Il 30 maggio, il giorno dopo l’incidente di percorso, un altro Giudice del Tribunale del Lavoro di Torino, ha invece dato ragione a tre lavoratori, anch’essi in forza all’ipermercato di Torino, riconoscendo loro l’assegno ad personam non assorbibile, recuperando sulla materia l’orientamento ormai consolidato della giurisprudenza come fino ad ora si è espressa.

COMMENTO

Innanzi tutto è da mettere in evidenza il cinismo con il quale Auchan si inventa di tutto pur di arricchirsi impoverendo i propri dipendenti, basti ricordare che fu proprio l’Azienda nel 2007 ad insistere su quanto ora nega e cioè che le precedenti erogazioni salariali riconosciute a livello aziendale costituissero un assegno ad personam non assorbibile di esclusiva pertinenza della retribuzione individuale dei lavoratori che le avevano acquisite, espuntandole, di conseguenza, dalla competenza del contratto collettivo.

Ciò nonostante, occorre comunque tenere presente l’effetto positivo per i lavoratori delle azioni giudiziarie da essi intraprese, infatti persino le conciliazioni proposte dall’Azienda, pur di valore molto inferiore agli esiti delle cause, sono frutto dell’iniziativa giudiziaria in corso, infatti esse sono proposte al fine di evitare le cause e di risparmiare sull’esito delle stesse.

Infine riteniamo, che nonostante l’incidente di percorso, le azioni giudiziarie per il recupero dell’assegno ad personam procederanno secondo gli esiti prevalenti, gli stessi lavoratori che si sono visti respinto il ricorso in primo grado, in Corte d’Appello riceveranno giustizia, essendosi quest’ultima già espressa in precedenza sulla questione favorevolmente ai lavoratori.

L’Azienda ha infatti pubblicizzato, guarda caso solo in luoghi distanti dal torinese, quell’unica sentenza ad essa favorevole, “trascurando” di pubblicizzare anche quella del giorno dopo, di nuovo, come tutte le altre sull’argomento, favorevole ai lavoratori.

PROSPETTIVE

La UILTuCS continuerà ad assistere i lavoratori nelle loro azioni di recupero economico e di ripristino della integrità retributiva, nella quale è ricompreso l’assegno ad personam per coloro che ne beneficiavano.

I legali dell’Azienda durante la discussione di causa hanno strumentalmente posto la domanda: perché il sindacato dovrebbe difendere un trattamento economico individuale se la sua azione è notoriamente collettiva?

La risposta è: perché, sicuramente la UILTuCS, è e sarà a fianco dei lavoratori, certamente per valorizzare i loro interessi collettivi, ma anche e con la stessa convinzione, per difendere ed esigere il rispetto dei loro diritti individuali, come nel caso di specie.