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Decreti Ape sociale e quota 41 per i lavoratori precoci

Ape sociale

 I decreti dell'Ape sociale e quota 41 per i lavoratori precoci pronti per la pubblicazione dopo la manovra correttiva

13/06/2017 - I decreti attuativi dell'Ape sociale e di quota 41 per i lavoratori precoci stanno per essere pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

L'ultimo passaggio, prima del via ufficiale alla pubblicazione, è rappresentato dall'approvazione della manovra correttiva, attesa per la giornata di oggi, martedì 13 giugno.

Ciò significa che al più tardi entro questa settimana, terminerà l'attesa di migliaia di lavoratori italiani, che attendono l'ufficialità delle misure sulla pensione anticipata studiate dal precedente governo Renzi.

Ape social, i requisiti

Per avere diritto all’indennizzo, al momento della richiesta, occorre:

  • avere almeno 63 anni di età;
  • avere almeno 30 anni di anzianità contributiva. Solo per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose (i cosiddetti “gravosi social”, coloro che rientrano nelle 11 categorie comprese nell’elenco allegato al Decreto firmato dal Presidente del consiglio Gentiloni), l’anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni;
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi;
  • non essere titolari di alcuna pensione diretta.

Ape Social: requisiti per i lavoratori precoci

Nello stesso Decreto firmato dal Presidente Gentiloni, sono puntualizzati anche alcuni aspetti che riguardano i cosiddetti “precoci”: coloro che hanno lavorato per non meno di 12 mesi prima dei 19 anni di età e si trovano nelle stesse condizioni dei beneficiari dell’Ape social, ovvero sono disoccupati e non godono di alcun ammortizzatore da almeno 3 mesi. Questi, potranno andare in pensione con 41 anni contributivi, ovvero con un anticipo di 10 mesi netti sui requisiti attuali per gli uomini e di un anno e 10 mesi per le donne.

Questa la modalità di richiesta: chi matura i requisiti entro il 31 dicembre del 2017 potrà presentare domanda entro il 15 luglio del 2017; invece, chi matura i requisiti entro il 31 dicembre del 2018 possibilità di presentarla entro il mese di marzo del prossimo anno.

L’Inps risponderà entro il 15 ottobre 2017, per le domande presentate entro luglio 2017 e per le richieste presentate entro il 31 marzo 2018 sarà data risposta entro il 30 giugno del 2018.
Il provvedimento di governo precisa, inoltre, che:  "le domande presentate oltre il 15 luglio 2017 e il 31 marzo 2018 e comunque non oltre il 30 novembre sono prese in considerazione esclusivamente se all'esito del monitoraggio residuano le necessarie risorse finanziarie”.
In altra parole, sono previsti limiti di spesa per lo stato. L’Ape social sarà riconosciuta, a domanda, entro i limiti annuali di spesa previsti dall’ultima legge di Bilancio.

Nel caso le domande fossero in eccesso, rispetto alle risorse stanziate, la priorità sarà data sulla base della data del raggiungimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia. A parità di requisito sarà considerata la data di presentazione della domanda.

Ci sono, comunque, alcune novità riguardo ai  cosiddetti “lavoratori precoci”. Il Decreto del presidente del consiglio (Dpcm) prevede che chi ha lavorato per non meno di 12 mesi prima dei 19 anni di età e si trova nelle stesse condizioni dei beneficiari dell’Ape social, oppure è disoccupato e senza ammortizzatore da almeno 3 mesi, potrà andare in pensione con 41 anni di contributi. Alle condizioni attuali per il pensionamento ci sarebbe, quindi, un anticipo di 10 mesi per gli uomini e di un anno e 10 mesi per le donne.