Povertà, 3 miliardi per il reddito di inclusione
VALENTINA CONTE
ROMA.
Dal primo gennaio 2018 le famiglie bisognose potranno richiedere la “Carta Rei” — che sostituisce la Carta Acquisti — su cui l’Inps caricherà il Reddito di inclusione, la nuova misura nazionale unica di contrasto alla povertà, ogni mese per 18 mesi (rinnovabile). Per il primo anno (2018) l’importo sarà pari all’assegno sociale, circa 450 euro al mese. E poi calcolato secondo una formula specifica. Il decreto attuativo del Rei (25 articoli, 41 pagine) sarà esaminato oggi, in via preliminare, dal Consiglio dei ministri. Secondo la bozza entrata ieri in pre-Consiglio, il Rei sostituisce il Sia (Sostegno all’inclusione attiva), sebbene si preveda un passaggio morbido tra i due strumenti. Non solo. Il Rei assorbe anche l’Asdi, l’Assegno di disoccupazione che, al pari del Sia, non verrà più erogato dal primo gennaio 2018. Sarà possibile richiedere il Rei già dal primo dicembre 2017 presso i “punti di accesso”, localizzati nei Comuni. Il Rei viene riconosciuto dall’Inps entro 20 giorni, solo se la domanda è accompagnata dall’impegno a sottoscrivere un “progetto personalizzato”. Ovvero un piano per uscire dalla povertà, con l’impegno a svolgere specifiche attività: ricerca di un lavoro, cura della salute, obbligo di scuola per i piccoli. Tra i requisiti per accedere al Rei, un Isee non superiore a 6 mila euro, con la sua componente di reddito (Isre) fino a 3 mila euro, un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20 mila euro, e un patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) fino a 10 mila euro. Rei negato se nei 2 anni precedenti alla domanda un familiare ha acquistato moto, auto, barche. Per facilitare le domande, nel 2018 arriva anche l’Isee precompilato (ma modificabile) da Agenzia delle entrate e Inps. Una modalità che dal 1° settembre 2018 diventerà l’unica via per ottenere l’Isee. Il decreto infine calcola in 1,482 miliardi lo stanziamento per il Rei nel 2018 e 1,568 miliardi dal 2019. Previste infine sanzioni salate per chi mente sui requisiti, dalle mensilità decurtate fino alla decadenza dal beneficio.