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Ex sportellisti Scoperta truffa

sportellisti

 

 


07/06/2017  Ex sportellisti Scoperta truffa

Improvvisamente il numero degli sportellisti è stranamente cresciuto da 1.700 stimati a circa 1.900. I controlli furono affidati ai Carabinieri con cui l’assessorato ha un protocollo di collaborazione.

Giacinto Pipitone

palermo

Ci avevano provato, ora rischiano una denuncia per falsa dichiarazione. Avevano provato a risultare ex sportellisti, una delle storiche categorie di precari della Regione, per ottenere così il posto che l’assessorato al Lavoro sta cercando di riassegnare a questa categoria grazie a un finanziamento di 60 milioni. Ma sono stati scoperti.

È un caso, quello che si è aperto su una delle categorie di precari che meglio di altre fotografa i disastri degli anni d’oro della Regione. Gli ex sportellisti sono un numero imprecisato di persone che hanno lavorato fra la fine degli anni Novanta e un paio di anni fa ai servizi di orientamento gestiti dagli enti di formazione professionale. Finita l’epoca dei fondi a pioggia a questo settore, gli ex sportellisti hanno perso il posto.

Tuttavia, seppure saltuariamente, politici di ogni schieramento, sono riusciti a far avere impieghi a tempo. E proprio un mese fa l’ultima Finanziaria approvata all’Ars ha stanziato i fondi per dar vita a nuovi progetti in cui impiegare questo personale, nel frattempo rimasto di nuovo senza lavoro.

In vista della realizzazione di questi progetti il dipartimento Lavoro, guidato da Antonella Bullara, ha avviato delle verifiche. Per ottenere il nuovo posto bisogna infatti essere iscritti nell’albo degli ex sportellisti: un elenco a cui negli anni passati si è avuto accesso grazie a una semplice autocertificazione con cui ogni interessato dichiarava di essere uno degli storici lavoratori di questo settore.

Improvvisamente il numero degli sportellisti è cresciuto - ricostruiscono in assessorato - passando dai 1.700 stimati a circa 1.900. E a questo punto la Bullara ha attivato i controlli, affidati ai Carabinieri con cui l’assessorato ha un protocollo di collaborazione. «È venuto fuori - commenta la dirigente - che un centinaio di sportellisti non avevano i requisiti. Hanno dichiarato di aver lavorato nel settore ma non c’erano i riscontri». Scoperto il bluff, i primi cento sono stati cancellati dagli elenchi e hanno perso il diritto a qualsiasi paracadute pubblico. Ma, non appena si è sparsa la voce di queste revoche, un altro centinaio di «sedicenti» ex sportellisti ha autonomamente chiesto la cancellazione dagli elenchi ufficiali: «Diciamo che si sono accorti successivamente che qualcosa non era apposto», osserva la Bullara.

Su un altro centinaio di nomi sospetti sono in corso altre verifiche e solo nei prossimi giorni si capirà se hanno o meno i requisiti dichiarati.

In questo modo il bacino degli ex sportellisti dovrebbe tornare agli originari 1.700 nomi. Essere in questo elenco ha vantaggi indubbi: a parte la prospettiva di trovare un nuovo lavoro per il tramite della Regione, da ieri c’è anche l’ipotesi di andare in prepensionamento. La stessa Bullara ha pubblicato una circolare con cui chiede a tutti gli ex sportellisti nati fra il 1951 e il 1956 di farsi certificare dall’Inps il possesso dei contributi necessari al prepensionamento. La manovra avverrà - come si ipotizza di fare con gli esuberi della Formazione professionale - sfruttando le nuove regole nazionali sulla cosiddetta Ape. In pratica ci sarà un contributo pubblico e una parallela rinuncia da parte del lavoratore per coprire gli anni mancanti alla normale pensione. Proprio ieri gli assessori al Lavoro, Carmencita Mangano, e alla Formazione, Bruno Marziano, sono stati a Roma per trattare l’accordo col governo nazionale sull’avvio di questi prepensionamenti.