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La lavoratrice licenziata dopo la maternità da venerdì torna in azienda

sentenza

 

Si è conclusa con un lieto fine, la vicenda della lavoratrice rientrata dalla maternità lo scorso settembre e licenziata dopo 15 anni di attività alla Reggiani Macchine di Grassobbio, in provincia di Bergamo. "Da venerdì 9 giugno la lavoratrice tornerà in azienda con la mansione di impiegata e con la garanzia del mantenimento dello stesso stipendio che percepiva prima della sospensione", spiega Andrea Agazzi della Fiom-Cgil di Bergamo che ha tutelato la donna. "Siamo soddisfatti per aver ottenuto una ricollocazione che all'inizio sembrava impossibile. Il risultato è stato reso possibile dalla determinazione della lavoratrice, dal sostegno e dalla solidarietà che ha ricevuto da parte dei suoi colleghi di lavoro", aggiunge.

"Certo resta l’amarezza per un punto su cui l'azienda ha usato, fino all'ultimo, un'inspiegabile intransigenza: per giungere all’accordo la direzione ha preteso che la lavoratrice accettasse un demansionamento, un abbassamento del livello contrattuale. L'azienda ha puntato i piedi per un aspetto solo formale, che dunque non avrà ripercussioni economiche, e che davvero poteva essere evitato, apparendo quasi un accanimento gratuito. Nell’accordo, comunque, è scritto che alla lavoratrice non si precluderà la possibilità di crescita professionale", sottolinea l'esponente sindacale.

 

 

"Finalmente ho riottenuto un posto di lavoro", commenta la lavoratrice. "Per questo vorrei ringraziare tutti coloro che in modi diversi mi hanno fatto ottenere questo risultato", dice la donna il cui caso è finito alla ribalta della stampa e che "senza alcun preavviso, dopo 15 anni di lavoro, aveva ricevuto la lettera di licenziamento martedì 23 maggio". Nell’azienda lavorano 230 persone, di cui circa 130 impiegati.