Consip:pulizia scuola,6 rischio giudizio

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Accusati turbativa asta per essersi accordati su divisione lotti

(ANSA) - ROMA, 25 MAG - Un accordo di cartello per dividersi, nel 2012, i lotti del mega appalto Consip da 1,6 miliardi di euro per i servizi di pulizia negli istituti scolastici.
    Accusati di turbativa d'asta sei tra titolari e responsabili legali delle società Consorzio Nazionale Servizi, Manutencoop e Roma Multiservizi spa, rischiano ora di finire sotto processo nella capitale perchè i pm gli hanno notificato la chiusura dell'inchiesta. Si tratta di uno dei filoni della mega inchiesta sugli appalti Consip.


(Il Sole 24 Ore  Avrebbero “manipolato” il maxi appalto Consip “Scuole belle” del valore di 1,6 miliardi di euro. Una commessa già finita sotto l'attenzione dell'Antitrust, che costa l'accusa di turbativa d'asta per Csn, Manutencoop e Roma Multiservizi.

Il “cartello”
Stando all'imputazione, come formulata dal procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo e dal sostituto Mario Palazzi, le tre società si «coordinavano per la loro partecipazione alla gara, condividendo la scelta» su 8 dei 13 lotti, «scambiandosi reiteratamente informazioni sulle strategie da seguire». Secondo gli inquirenti, Roma Multiservizi - controllata al 49% da Manutencoop - si sarebbe impegnata a «rinunciare alle gare in favore di Cns» che, a sua volta, si “obbligava” a concedere subappalti alla società capitolina.

L'Antitrust
L'indagine nasce da un precedente provvedimento dell'Antitrust, che ha sanzionato a gennaio scorso le tre coop che avrebbero dovuto eseguire lavori di pulizia. Secondo l'Autorità Cns, Manutencoop e Roma Multiservizi avevano raggiunto una «intesa segreta di tipo orizzontale» per «restringere la concorrenza» e «condizionare gli esiti della gara». Un sospetto “cartello” che aveva l'obiettivo di spartirsi una maxi commessa, così da escludere altri concorrenti estranei al presunto accordo illecito.

Inchiesta Consip
Intanto i magistrati stanno approfondendo diversi capitoli del maxi procedimento Consip. Parallelamente stanno chiarendo la posizione del capitano del Noe Gianpaolo Scafarto, accusato dalla Procura di Roma di aver compiuto “volontari” falsi all'interno di una informativa investigativa, con lo scopo di incastrare Tiziano Renzi. Non si tratta dell'unico filone: a breve, infatti, i pm presentarono richiesta di giudizio per l'imprenditore Alfredo Romeo, accusato di aver corrotto il dirigente di Consip Marco Gasparri, il quale, invece, è in procinto di depositare una richiesta di patteggiamento.


 

Chiusa la prima parte dell’inchiesta Consip: 6 accusati di turbativa d’asta. Si spartivano l’appalto “Scuole Belle”

Gli indagati si consultavano per accordarsi sulle modalità di aggiudicazione delle gare di pulizie e altri serviziANSA
La Stampa
Pubblicato il 25/05/2017
Ultima modifica il 25/05/2017 alle ore 16:19
 

Chiusa la prima tranche dell’inchiesta Consip. La procura di Roma ha chiuso le indagini nei confronti di 6 indagati tra cui i titolari delle cooperative Cns, Manutencoop Facility Management Spa, e Roma Multiservizi Spa. L’accusa mossa dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dai pm Mario Palazzi e Letizia Golfieri nei confronti degli indagati è turbativa d’asta per aver di fatto manipolato l’appalto «Scuole belle» da 1,6 miliardi divisa in 8 lotti su 13 disponibili per un totale da 1,6 miliardi. Gli indagati si consultavano per accordarsi sulle modalità di aggiudicazione della gara.  

L’inchiesta è partita da un provvedimento con cui l’Antitrust ha sanzionato lo scorso gennaio le cooperative degli appalti di pulizia nelle scuole. Centodieci pagine piene di accuse e prove circostanziate di «un’intesa segreta di tipo orizzontale» per «restringere la concorrenza» e «condizionare gli esiti della gara». Un vero e proprio «cartello» che si è spartito una torta di oltre un miliardo e mezzo di euro di soldi pubblici, alle spalle dello Stato che con la gara Consip avrebbe dovuto risparmiare. Invece il Cns, Manutencoop, Roma Multiservizi si erano messe d’accordo per dividersi i lotti, conservando il proprio portfolio di clienti nelle rispettive aree di interesse.  

Non finisce qui. I pm romani stanno approfondendo diversi capitoli della maxi inchiesta. Sotto la lente di ingrandimento oltre alla posizione del capitano del Noe Gianpaolo Scafarto, accusato dai magistrati di aver compiuto «volontari» falsi all’interno di una informativa investigativa, con lo scopo di incastrare Tiziano Renzi, anche la richiesta di giudizio immediato per l’imprenditore Alfredo Romeo, accusato corruzione in concorso con il dirigente di Consip Marco Gasparri che arriverà a breve.