Il neo ministro del Lavoro Orlando ha convocato i sindacati

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Si avvia il confronto in vista della scadenza della misura il 31 marzo: se non verrà prorogato Cgil, Cisl e Uil prevedono lo scoppio di una bomba sociale, solo nel 2020 sono stati persi 444mila posti di lavoro.
 14 febbraio 2021

Il giorno dopo il suo insediamento il nuovo ministro del Lavoro ha convocato i sindacati.

Una scelta naturalmente apprezzata dai leader di Cgil, Cisl e Uil da sempre convinti che il dialogo e la concertazione siano imprescindibili. Tanto più in questo momento difficile per il Paese.

Nel 2020 sono andati persi 444 mila posti di lavoro e solo a dicembre si sono registrati 101 mila occupati in meno, di cui 99 mila sono donne. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri chiedono non solo di mantenere il divieto di licenziare finché resterà lo stato di emergenza, ma anche di mantenere la Cassa integrazione Covid, che è a spese dello Stato.

Nel tempo in cui i lavoratori resteranno protetti, occorrerà fare l’attesa riforma degli ammortizzatori sociali, che i sindacati vogliono nel segno dell’universalità. Ma tutti convergono sulla necessità di attuare finalmente politiche attive del lavoro: una riforma ritenuta indispensabile dall’Europa.

Il nuovo ministro dovrà anche decidere cosa fare del Reddito di emergenza, varato col decreto Rilancio, e della misura simbolo del M5S, il Reddito di cittadinanza, che a giudizio diffuso manca ancora della parte di inserimento al lavoro; di conseguenza, va disegnato il futuro dell’Anpal e dei navigator. Infine, resta il nodo pensioni: i sindacati vogliono un sistema più flessibile e pensioni di garanzia per i giovani.

Orlando con i sindacati ‘gioca in casa’: Furlan lo ha salutato come “un ottimo politico”, conosciuto da molto tempo. “Penso – ha detto - si possa lavorare assolutamente bene assieme”.

Anche Landini conosce bene Orlando e ha avuto occasione in appuntamenti pubblici di richiamare quella che è per lui una delle priorità del Paese: la lotta alla precarietà del lavoro.

Tutti temi già fatti presente al premier Mario Draghi nell’incontro precedente alla formazione del governo. "Draghi ci ha ascoltato – ha riferito Bombardieri - Le posizioni sono chiare, crediamo e speriamo che dopo si aprirà una discussione".

La Uil – assicura - è pronta al confronto, per avanzare proposte a difesa delle lavoratrici e dei lavoratori, per rivendicare investimenti per nuovi posti di lavoro per le giovani e i giovani, per tutelare le pensionate e i pensionati. La storia, anche quella recente, insegna che, nei momenti difficili, il contributo del sindacato è stato decisivo”.

Ma naturalmente Orlando non sentirà solo la campana dei sindacati: martedì è la volta delle imprese.

La dichiarazione di Orlando

Ho incontrato questo pomeriggio in videoconferenza i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil.
Si tratta del primo di una serie di incontri che stiamo programmando con tutte le parti sociali, per avviare un’interlocuzione sulle questioni più stringenti e per la definizione dell’agenda del ministero.
Dal confronto sono emerse una serie di questioni molto serie e importanti, aggravate dalla crisi economica e sociale che colpisce il Paese e che richiedono risposte urgenti ed efficaci. Gran parte dei temi emersi erano già oggetto dell’attenzione e del lavoro della ministra Catalfo che ringrazio. Alcuni sono il frutto dell’evoluzione e dei dati che sono emersi in queste settimane. Penso ai dati sulla disoccupazione che segnano un’impressionante crescita tra i giovani e le donne e che per questo reclamano misure urgenti e di respiro.
Alla fine del giro di incontri proporrò un’agenda delle questioni da affrontare che tra le priorità vede, come ho espresso: ammortizzatori sociali e crisi occupazionale di donne e giovani.
Questo è l’orizzonte sul quale credo sia urgente iniziare a muoverci.