Ammortizzatori sociali, il testo in Gazzetta Ufficiale

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Titolo II Misure a sostegno del lavoro Capo I Estensione delle misure speciali in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale

Art. 19 (Norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario)

1.  I  datori  di  lavoro  che  nell’anno  2020  sospendono  o  riducono  l’attività  lavorativa  per  eventi  riconducibili  all’emergenza  epidemiologica  da  COVID-19,  possono  presentare  domanda  di  concessione  del  trattamento  ordinario  di  integrazione  salariale  o  di  accesso  all’assegno  ordinario  con  causale  “emergenza  COVID-19”,  per  periodi  decorrenti  dal  23  febbraio  2020  per  una  durata  massima  di  nove  settimane  e  comunque  entro  il  mese di agosto 2020. 

2. I datori di lavoro che presentano domanda di cui al comma 1 sono dispensati dall’osservanza dell’articolo 14 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 e dei termini del procedimento previsti dall’ articolo 15, comma 2, nonché dall’articolo 30, comma 2 del predetto decreto legislativo, per l’assegno ordinario, fermo restando  l’informazione,  la  consultazione  e  l’esame  congiunto  che  devono  essere  svolti  anche  in  via  telematica  entro  i  tre  giorni  successivi  a  quello  della  comunicazione  preventiva.  La  domanda,  in  ogni  caso,  deve  essere  presentata  entro  la  fine  del  quarto  mese  successivo  a  quello  in  cui  ha  avuto  inizio  il  periodo  di  sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa e non è soggetta alla verifica dei requisiti di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148. 

3. I periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario concessi ai sensi del comma 1 non sono conteggiati ai fini dei limiti previsti dall’articolo 4, commi 1 e 2, e dagli articoli 12, 29, comma 3, 30,  comma  1,  e  39  del  decreto  legislativo  14  settembre  2015,  n.  148,  e  sono  neutralizzati  ai  fini  delle  successive  richieste.  Limitatamente  all’anno  2020  all’assegno  ordinario  garantito  dal  Fondo  di  integrazione  salariale  non  si  applica  il  tetto  aziendale  di  cui  all’articolo  29,  comma  4,  secondo  periodo,  del  decreto  legislativo 14 settembre 2015, n. 148.

4. Limitatamente ai periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario concessi ai sensi del comma 1 e in considerazione della relativa fattispecie non si applica quanto previsto dagli articoli 5, 29, comma 8, secondo periodo, e 33, comma 2, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148. 5. L’assegno ordinario di cui al comma 1 è concesso, limitatamente per il periodo indicato e nell’anno 2020, anche  ai  lavoratori  dipendenti  presso  datori  di  lavoro  iscritti  al  Fondo  di  integrazione  salariale  (FIS)  che  occupano mediamente più di 5 dipendenti. Il predetto trattamento su istanza del datore di lavoro può essere concesso con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS.

6. I Fondi di cui all’articolo 27 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 garantiscono l’erogazione dell’assegno  ordinario  di  cui  al  comma  1  con  le  medesime  modalità  di  cui  al  presente  articolo.  Gli  oneri  finanziari  relativi  alla  predetta  prestazione  sono  a  carico  del  bilancio  dello  Stato  nel  limite  di  80  milioni  di  euro per l’anno 2020 e sono trasferiti ai rispettivi Fondi con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

7. I fondi di solidarietà bilaterali del Trentino e dell’Alto Adige, costituiti ai sensi dell’articolo 40 del decreto legislativo  14  settembre  2015,  n.148,  garantiscono  l’erogazione  dell’assegno  ordinario  di  cui  al  comma  1,  con le medesime modalità del presente articolo.

8. I lavoratori destinatari delle norme di cui al presente articolo devono risultare alle dipendenze dei datori di lavoro  richiedenti  la  prestazione  alla  data  del  23  febbraio  2020  e  ai  lavoratori  stessi  non  si  applica  la  disposizione di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.

9. Le prestazioni di sostegno al reddito di cui ai commi da 1 a 5 e di cui all’articolo 21 sono riconosciute nel limite massimo di spesa pari a 1.347,2 milioni di euro per l’anno 2020. L'INPS provvede al monitoraggio del limite di spesa di cui al primo periodo del presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato  raggiunto  anche  in  via  prospettica  il  limite  di  spesa,  l’INPS  non  prende  in  considerazione  ulteriori  domande. 10. Alla copertura degli oneri previsti dal presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo 126.


Art. 20 (Trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in Cassa integrazione straordinaria)

1.  Le  aziende  che  alla  data  di  entrata  in  vigore  del  decreto-legge  23  febbraio  2020,  n.  6,  hanno  in  corso  un  trattamento   di   integrazione   salariale   straordinario,   possono   presentare   domanda   di   concessione   del   trattamento ordinario di integrazione salariale ai sensi dell’articolo 19 e per un periodo non superiore a nove settimane.  La  concessione  del  trattamento  ordinario  sospende  e  sostituisce  il  trattamento  di  integrazione  straordinario  già  in  corso.  La  concessione  del  trattamento  ordinario  di  integrazione  salariale  può  riguardare  anche i medesimi lavoratori beneficiari delle integrazioni salariali straordinarie a totale copertura dell’orario di lavoro. 

2.  La  concessione  del  trattamento  ordinario  di  integrazione  salariale  è  subordinata  alla  sospensione  degli  effetti  della  concessione  della  cassa  integrazione  straordinaria  precedentemente  autorizzata  e  il  relativo  periodo di trattamento ordinario di integrazione salariale concesso ai sensi dell’articolo 19 non è conteggiato ai fini dei limiti previsti dall’articolo 4, commi 1 e 2, e dall’articolo 12 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.

3. Limitatamente ai periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale concessi ai sensi del comma 1 e in  considerazione  della  relativa  fattispecie  non  si  applica  quanto  previsto  dall’articolo  5  del  decreto  legislativo 14 settembre 2015, n. 148.

4.  In  considerazione  della  limitata  operatività  conseguente  alle  misure  di  contenimento  per  l’emergenza  sanitaria,  in  via  transitoria  all’espletamento  dell’esame  congiunto  e  alla  presentazione  delle  relative  istanze  per  l’accesso  ai  trattamenti  straordinari  di  integrazione  salariale  non  si  applicano  gli  articoli  24  e  25  del  decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, limitatamente ai termini procedimentali.

5.  Le  prestazioni  di  sostegno  al  reddito  di  cui  ai  commi  da  1  a  3  sono  riconosciute  nel  limite  massimo  di  spesa pari a 338,2 milioni di euro per l’anno 2020. L'INPS provvede al monitoraggio del limite di spesa di cui  al  primo  periodo  del  presente  comma.  Qualora  dal  predetto  monitoraggio  emerga  che  è  stato  raggiunto  anche in via prospettica il limite di spesa, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande. 6. All’articolo 14, comma 1, del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, le parole “all’interruzione” sono sostituite dalle seguenti: “alla sospensione”. 7. Alla copertura degli oneri previsti dal presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo 126.

Art. 21 (Trattamento di assegno ordinario per i datori di lavoro che hanno trattamenti di assegni di solidarietà in corso) 1. I datori di lavoro, iscritti al Fondo di integrazione salariale, che alla data di entrata in vigore del decreto-legge  23  febbraio  2020,  n.  6,  hanno  in  corso  un  assegno  di  solidarietà,  possono  presentare  domanda  di  concessione  dell’assegno  ordinario  ai  sensi  dell’articolo  19  per  un  periodo  non  superiore  a  nove  settimane.  La  concessione  del  trattamento  ordinario  sospende  e  sostituisce  l’assegno  di  solidarietà  già  in  corso.  La  concessione  dell’assegno  ordinario  può  riguardare  anche  i  medesimi  lavoratori  beneficiari  dell’assegno  di  solidarietà a totale copertura dell’orario di lavoro. 

2. I periodi in cui vi è coesistenza tra assegno di solidarietà e assegno concesso ai sensi dell’articolo 19 non sono  conteggiati  ai  fini  dei  limiti  previsti  dall’articolo  4,  commi  1  e  2,  e  dall’articolo  29,  comma  3,  del  decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.

3. Le prestazioni di sostegno al reddito di cui ai commi da 1 a 2 sono riconosciute ai sensi di quanto previsto dall’articolo 19, comma 9.

4.  Limitatamente  ai  periodi  di  assegno  ordinario  concessi  ai  sensi  del  comma  1  e  in  considerazione  della  relativa  fattispecie  non  si  applica  quanto  previsto  dall’articolo  29,  comma  8,  secondo  periodo,  del  decreto  legislativo 14 settembre 2015, n. 148.

5. Alla copertura degli oneri previsti dal presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo 126


Art. 22 (Nuove disposizione per la Cassa integrazione in deroga)

1. Le Regioni e Province autonome, con riferimento ai datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli,  della  pesca  e  del  terzo  settore  compresi  gli  enti  religiosi  civilmente  riconosciuti,  per  i  quali  non  trovino  applicazione  le  tutele  previste  dalle  vigenti  disposizioni  in  materia  di  sospensione  o  riduzione  di  orario,   in   costanza   di   rapporto   di   lavoro,   possono   riconoscere,   in   conseguenza   dell’emergenza   epidemiologica  da  COVID-19,  previo  accordo  che  può  essere  concluso  anche  in  via  telematica  con  le  organizzazioni  sindacali  comparativamente  più  rappresentative  a  livello  nazionale  per  i  datori  di  lavoro,  trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque  per  un  periodo  non  superiore  a  nove  settimane.  Per  i  lavoratori  è  riconosciuta  la  contribuzione  figurativa e i relativi oneri accessori. Il trattamento di cui al presente comma, limitatamente ai lavoratori del settore  agricolo,  per  le  ore  di  riduzione  o  sospensione  delle  attività,  nei  limiti  ivi  previsti,  è  equiparato  a  lavoro  ai  fini  del  calcolo  delle  prestazioni  di  disoccupazione  agricola.  L’accordo  di  cui  al  presente  comma  non è richiesto per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti.

2. Sono esclusi dall’applicazione del comma 1 i datori di lavoro domestico. 

3. Il trattamento di cui al presente articolo è riconosciuto nel limite massimo di 3.293,2 milioni di euro per l’anno 2020, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e limitatamente ai dipendenti già in forza alla medesima data. Le risorse di cui al primo periodo del presente comma sono ripartite tra le regioni e province autonome con uno o più decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

4. I trattamenti di cui al presente articolo sono concessi con decreto delle regioni e delle province autonome interessate,  da  trasmettere  all’INPS  in  modalità  telematica  entro  quarantotto  ore  dall’adozione,  la  cui  efficacia è in ogni caso subordinata alla verifica del rispetto dei limiti di spesa di cui al comma 3. Le regioni e delle province autonome, unitamente al decreto di concessione, inviano la lista dei beneficiari all'INPS, che provvede  all'erogazione  delle  predette  prestazioni,  previa  verifica  del  rispetto,  anche  in  via  prospettica,  dei  limiti di spesa di cui al comma 3. Le domande sono presentate alla regione e alle province autonome, che le istruiscono secondo l'ordine cronologico di presentazione delle stesse. L'INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa, fornendo i risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e alle  regioni  e  alle  province  autonome  interessate.  Qualora  dal  predetto  monitoraggio  emerga  che  è  stato  raggiunto,  anche  in  via  prospettica  il  limite  di  spesa,  le  regioni  non  potranno  in  ogni  caso  emettere  altri  provvedimenti concessori.

5. Le risorse finanziarie relative ai trattamenti di cui al comma 1, destinate alle Province autonome di Trento e  di  Bolzano,  sono  trasferite  ai  rispettivi  Fondi  di  solidarietà  bilaterali  del  Trentino  e  dell’Alto  Adige,  costituiti  ai  sensi  dell’articolo  40  del  decreto  legislativo  14  settembre  2015,  n.  148,  che  autorizzano  le  relative prestazioni.

6. Per il trattamento di cui al comma 1 non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 19, comma 2, primo periodo  del  presente  decreto.  Il  trattamento  può  essere  concesso  esclusivamente  con  la  modalità  di  pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS, applicando la disciplina di cui all’articolo 44, comma 6-ter, del decreto legislativo n. 148 del 2015.

7. Resta fermo quanto previsto dagli articoli 15 e 17 del decreto legge 2 marzo 2020, n. 9. 8. Alla copertura degli oneri previsti dal presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo 126.


 

Leggi il testo integrale pubblicato sulla G.U. il DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18