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Ex lsu ed appalti storici: Aggiornamento in tempo reale dei lavori alla Camera

 

 lsu

02/12/2019
Esame del decreto sul reclutamento del personale scolastico
Esame del decreto sul reclutamento del personale scolastico

Oggi alla Camera si sono conclusi i lavori sul decreto scuola. Votati glli emendamenti e gli ordini del giorno.
Domani alle 11:00 si riprende con le dichiarazioni di voto finali sul provvedimento e con l’ultimo voto.

La Camera ha proseguito l'esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, recante misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti (C. 2222-A).

Respinti gli emendamenti delle opposizioni sulla internalizzazione degli ex lsu ed appalti storici

2. 204. Rizzetto,  Frassinetti,  Bucalo,  Mollicone.

Al  comma  5,  lettera a), sostituire  le  parole: 29  febbraio  2020 con  le  seguenti: 30giugno  2020.

Conseguentemente, al medesimo comma:

alla  lettera b), sostituire  la  parola:« marzo» con la seguente:« luglio»

alla  letterac),  sostituire  la  parola:« marzo» con la seguente:« luglio».2. 

EMENDAMENTO RESPINTO!!!!!!

205.Sisto,  Zangrillo,  Aprea,  Casciello,Marin,  Palmieri,  Ruffino,  Saccani  Jotti.

Al  comma  5,  letterac),  dopo  la  parola:« marzo», aggiungere le seguenti: , le parole« 10  anni,  anche  non  continuativi,  purché includano il 2018 e il 2019» sono sostituite dalle  seguenti:  «24  mesi,  anche  non  continuativi,  nell’ultimo  quinquennio».

Emendamento respinto!!!!!

2. 22.Mollicone,  Bucalo,  Frassinetti,  Riz-zetto.

Al  comma  5,  lettera c),dopo  la  parola:« marzo», aggiungere le seguenti:  ,  dopo  leparole:  «in  qualità  di  dipendente  a  tempo indeterminato  di  imprese  titolari  di  con-tratti  per  lo  svolgimento  dei  predetti  se-vizi»  sono  aggiunte  le  seguenti:  «e  il  per-sonale  collaboratore  scolastico  con  ventiquattro  mesi  di  servizio  prestato  con  con-tratto a tempo determinato presso le scuole del  servizio  nazionale  di  istruzione».

Emendamento respinto!!!!!

2. 23.Frassinetti,  Bucalo,  Mollicone,  Rizzetto,  Varchi.

Al  comma  5,  dopo  la  letterae),  aggiun-gere la seguente:e-bis) dopo  il  comma  5-sexies è  aggiunto  il  seguente:« 5-septies.  Le  imprese  titolari  di  contratti  per  l’esecuzione  dei  servizi  di  puliziae  ausiliari  che  a  causa  della  perdita  delcontratto  di  appalto  dovranno  avviare  leprocedure di licenziamento, sono esoneratedal  pagamento  del  contributo  di  cui  all’articolo  2,  commi  31  e  35,  della  legge  n.92del  2012  per  tutto  il  personale  dipendente impiegato,  in  via  esclusiva,  nell’ambito  dei predetti  servizi» L’individuazione  dell’elenco  dei  lavoratori  interessati  è  oggetto  di  accordo  sin-dacale.

Emendamento respinto!!!!!

2. 28. Murelli,  Caffaratto,  Caparvi,  Duri-gon, Legnaioli, Eva Lorenzoni, Moschioni,Belotti, Basini, Colmellere, Fogliani, Fur-giuele,  Latini,  Patelli,  Racchella,  Sasso.

Al  comma  5,  dopo  la  letterae),  aggiungere la seguente:e-bis)dopo  il  comma  5-sexiesè  ag-giunto  il  seguente:« 5-septies.  

Per   le   imprese   titolari   dicontratti  per  l’esecuzione  dei  servizi  di  pulizia e ausiliari che a causa della perdita del contratto  di  appalto  avviano  le  procedure di  licenziamento,  nelle  more  dello  svolgimento  della  procedura  selettiva  di  cui  al comma  5-ter,  è  sospeso  il  versamento  del contributo di cui all’articolo 2 comma 31 e35  della  legge  n.92  del  2012  per  il  personale dipendente impiegato, in via esclusiva,nell’ambito   dei   predetti   servizi.   All’esito della  procedura  selettiva  di  cui  al  comma 5-ter,  le  imprese  di  cui  al  primo  periodo effettuano  il  versamento  del  contributo  dicui all’articolo 2 comma 31 e 35 della leggen.92  del  2012  per  il  personale  dipendenteimpiegato,  in  via  esclusiva,  nell’ambito  deiservizi  di  pulizia  e  ausiliari  per  i  soli  d-pendenti  licenziati  e  non  assunti  ai  sensidel  comma  5-ter.»

Emendamento respinto!!!!!

2.27. Zangrillo,  Aprea,  Casciello,  Marin,Palmieri,  Saccani  Jotti,  Ruffino.CommissioneGovernoDopo il comma 5, aggiungere il seguente:5-bis.  Qualora  per  effetto  della  succes-sione  di  contratti  di  lavoro  a  tempo  deter-minato  stipulati  con  il  personale  ammini-strativo  tecnico  e  ausiliario  (ATA)  per  lacopertura  di  posti  vacanti  e  disponibili,  ilrapporto di lavoro abbia complessivamentesuperato  i  ventiquattro  mesi,  comprensividi  proroghe  e  rinnovi,  indipendentementedai  periodi  di  interruzione,  si  dà  luogoall’assunzione  a  tempo  indeterminato,  inottemperanza  a  quanto  previsto  dalla  di-rettiva  1999/70/CE  del  Consiglio,  del  28giugno  1999,  ovvero  alla  conversione  delrapporto  di  lavoro  a  tempo  indeterminatoa  partire  dal  1osettembre  dell’anno  scola-stico  successivo.  Con  successivo  provvedi-mento  del  Ministero  dell’istruzione,  dell’u-niversità  e  della  ricerca,  di  concerto  con  ilMinistero dell’economia e delle finanze, daadottare   entro   120   giorni   dalla   data   dientrata  in  vigore  della  presente  legge,  nelrispetto  della  procedura  autorizzatoria  dicui  all’articolo  39,  commi  3  e  3-bis,  dellalegge  27  dicembre  1997,  n.449,  e  succes-sive   modificazioni,   saranno   individuati   icriteri  di  ripartizione  regionale  dei  posti.

Emendamento respinto!!!!!

17,16  Fino  adesso nessun emendamento sugli ex lsu ed appalti storici

17,10 Arrivati a pagina 12  di 44 PAGINE del fascicolo

Ore 16,55, prosegue la votazione  degli emendamenti che fino adesso hanno riguardato solo i docenti

Prosegue la votazione sugli emendamenti, la maggioranza compatta

Ore 16.12 EMENDAMENTIO - FRASSINETTI - RESPINTO


Ore 16,00 Emendamenti Aprea, Garavaglia (Lega), Marino ( Forza ITALIA) Furgiuele (Lega)  sui docenti della formazione professionale e delle scuole paritarie. Votazione: RESPINTO

 Riprende la seduta alla Camera con la votazione degli emendamenti

Si passa alle informative urgente del Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, sulle modifiche del Trattato sul Meccanismo europeo di stabilità

XVIII LEGISLATURA

Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 269 di lunedì 2 dicembre 2019

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ETTORE ROSATO

La seduta comincia alle 11.

PRESIDENTE. La seduta è aperta.

Invito il deputato segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.

LUCA PASTORINO, Segretario, legge il processo verbale della seduta del 28 novembre 2019.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.

(È approvato).

La seduta, sospesa alle 11,10, è ripresa alle 11,20.

Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, recante misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti (A.C. 2222-A) (ore 11,21).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2222-A: Conversione in legge del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, recante misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti.

DEBORA SERRACCHIANI, Relatrice per la XI Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DEBORA SERRACCHIANI, Relatrice per la XI Commissione. Grazie, Presidente. Le chiederemmo un rinvio dell'Aula fino alle 12, perché stiamo raccogliendo il parere della Commissione bilancio, che è quasi pronto; quindi si tratta proprio di completare gli ultimissimi lavori.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni, resta così stabilito.

Sospendiamo la seduta, che riprenderà alle 12 con il provvedimento all'ordine del giorno.

Salutiamo, però, prima, gli studenti e gli insegnanti dell'Istituto comprensivo “Eduardo De Filippo” di Guidonia Montecelio, in provincia di Roma. Benvenuti bambini e ai vostri insegnanti (Applausi).

Colleghi, sospendiamo la seduta, che riprenderà alle ore 12.

La seduta, sospesa alle 11,25, è ripresa alle 12.

PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Riprendiamo la discussione del decreto-legge n. 2222-A. Colleghi, non disturbate il Governo. Colleghi, possiamo liberare i banchi? Collega Olgiati? Grazie. Ricordo che, nella seduta del 25 novembre, si è conclusa la discussione sulle linee generali e la rappresentante del Governo è intervenuta in sede di replica.

(Esame dell'articolo unico - A.C. 2222-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione, nel testo della Commissione, e delle proposte emendative riferite agli articoli del decreto-legge (Vedi l'allegato A).

Le Commissioni I (Affari costituzionali) e V (Bilancio) hanno espresso i prescritti pareri (Vedi l'allegato A), che sono in distribuzione.

In particolare, il parere della Commissione bilancio reca alcune condizioni volte a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione, che sono in distribuzione e che saranno poste in votazione ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento (Vedi l'allegato A).

Avverto che la Presidenza non ritiene ammissibili, ai sensi dell'articolo 96-bis, comma 7, del Regolamento, le seguenti proposte emendative, già dichiarate inammissibili in sede referente, pregherei maggior silenzio, colleghi: 1.109 Fratoianni; 1-ter.200 Aprea; 2.2 Mollicone e l'analogo 2.202 Santelli; 2.3, 5.7, 5.6 e 5.1 Belotti; 2.5, 2.43, 5.03 e 5.01 Frassinetti; 2.9 D'Attis; 2.212 Castiello; 2.11 Frassinetti; 2.13 e 2.12 Varchi; 2.31 Bucalo; 2.200 Bucalo; 2.01 Mugnai; 5.3 Torto; identici emendamenti 6.200 Menga e 6.250 Tasso.

Avverto, inoltre, che la Presidenza non ritiene ammissibili, ai sensi dell'articolo 86, comma 1, e 96-bis, comma 7, del Regolamento, le seguenti ulteriori proposte emendative, non previamente presentate nelle Commissioni, in quanto non strettamente attinenti rispetto ai contenuti del provvedimento in esame: 1.209 Vietina, relativo all'inserimento dei docenti di sostegno in possesso di laurea nel profilo stipendiale della sesta fascia delle tabelle retributive; 1.250 Bucalo, relativo alla determinazione da parte dell'ufficio scolastico regionale dei posti di insegnante di sostegno; 1.255 Belotti, limitatamente ai commi 18-novies e 18-decies, volti, rispettivamente, a prevedere un incremento del Fondo per il finanziamento ordinario delle università e l'assegnazione di un contributo per la Scuola di scienze Sissa di Trieste; su tale ultima materia interviene anche l'emendamento 1.259 Belotti, da ritenersi, quindi, parimenti inammissibile; 1.254 Fratoianni, relativo ai requisiti di ammissione all'esame di Stato nel secondo ciclo di istruzione; 6.0200 Patelli, relativo agli effetti del blocco del meccanismo di adeguamento retributivo per il personale non contrattualizzato, di cui all'articolo 3 del decreto legislativo n. 165 del 2001; 6.0201 Patelli, volto a rimuovere i vincoli finanziari alle assunzioni da parte delle università; 6.0202 Patelli, in materia di progressione stipendiale biennale. Colleghi, per l'ultima volta, pregherei maggior silenzio. Colleghi! Ancora: 6.0203 Patelli, volto a prevedere un innalzamento a domanda dell'età pensionabile per i ricercatori a tempo indeterminato ed i professori associati delle università; 7.0202 Schullian, volto a disciplinare la composizione delle commissioni di esame degli esami di Stato del secondo ciclo di istruzione nella provincia di Bolzano; 7.0203 Siragusa, relativo ai requisiti che deve possedere il personale italiano o straniero per l'affidamento degli insegnamenti obbligatori nell'ordinamento italiano nelle scuole statali all'estero; 7.0204 Patelli, volto ad introdurre l'obbligo di redazione di una relazione tecnica in materia di sicurezza degli edifici scolastici. Avverto che le Commissioni hanno ritirato l'emendamento 1-sexies.400.

Salutiamo gli studenti e gli insegnanti dell'Istituto comprensivo “Giovanni Paolo II”, di Arce, in provincia di Frosinone, e l'Istituto secondario di primo grado “De Blasi e Taviano” di Taviano, in provincia di Lecce (Applausi).

MASSIMO GARAVAGLIA (LEGA). Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MASSIMO GARAVAGLIA (LEGA). Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori e in relazione all'iter abbastanza tortuoso di questo decreto. Qui, ci sono due questioni che interessano la Presidenza in maniera abbastanza rilevante. La prima riguarda le questioni di costituzionalità sollevate più e più volte. La Ragioneria, in una prima nota, rileva che le modifiche introdotte…

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Garavaglia… io non riesco a sentire quello che… no, guardi, è anche il suo gruppo, è anche il suo gruppo che disturba chi sta parlando, tra l'altro, del suo gruppo… Chiederei ai colleghi del MoVimento 5 Stelle e degli altri gruppi…

MASSIMO GARAVAGLIA (LEGA). Grazie, Presidente, perché il tema è particolarmente rilevante. Nell'iter abbastanza confuso che ha visto approvare gli emendamenti prima del passaggio in V Commissione è successo, come capita spesso, che si facciano dei pasticci; qui, i pasticci sono di due tipi. Il primo riguarda la costituzionalità di una serie di misure che sono state introdotte dagli emendamenti 1.49, 4.1, 6.5, 6.6, 6.9, 6.13, 6.10, 6.11 e 6.12 che non risultano essere in linea con l'articolo 97 della Costituzione, in maniera abbastanza palese, direi. La cosa è stata rilevata in una prima nota della Ragioneria, è stata rilevata dal nostro gruppo nella Commissione bilancio venerdì, è stata ribadita nell'ultima nota della Ragioneria, è ribadita nello speech del sottosegretario che è venuto oggi in Aula. Quindi, sarebbe interessante capire se l'intendimento di quest'Aula è procedere palesemente, approvando delle norme incostituzionali, oppure no, oppure se non si ritiene opportuno un passaggio in I Commissione per valutare con la giusta attenzione un rilievo che è stato posto più e più volte e confermato anche questa mattina da una nota ufficiale del Governo. Quindi, il Governo stesso ribadisce che quelle norme sono incostituzionali, ma intende procedere. La cosa ci pare abbastanza curiosa.

La seconda questione riguarda i tanti rilievi di carattere finanziario; a fronte di una lista infinita di rilievi di carattere finanziario fatta dal MEF e dalla Ragioneria, adesso qui la faccio breve, perché non abbiamo purtroppo il tempo di entrare nel merito, come abbiamo fatto in Commissione, di tutti i punti, però alla fine gli si è girato sostanzialmente intorno, prevedendo che tutti i rilievi più importanti e più rilevanti sono stati o oggetto di stralcio oppure oggetto di inserimento della classica clausola “si fa tutto a legislazione vigente e con le risorse umane e strumentali e finanziarie esistenti”, cioè, praticamente, non si fa niente.

Tuttavia, alla fine, l'esito di questo mitico decreto è il decremento di 60 milioni di euro del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, quindi, il fondo che il Ministro Fioramonti voleva incrementare di 3 miliardi si riduce di 60 miliardi. Ma, d'altronde, il Ministro è famoso per le sue uscite sulle merendine e su Ferrero che può pagare le tasse, perché tanto lui è ricco. Ecco, al di là di queste questioni, che sono però rilevanti e dicono quanto una cosa così importante sia stata trattata con leggerezza, vorremmo sapere dalla Presidenza e, a questo punto, anche dal Comitato dei nove, come si intende procedere.

Per la parte finanziaria, va bene, si è capito che, alla fine, questo decreto o è una roba da nulla, perché se non ci sono soldi non si fa nulla, o, ed è quello che temiamo, comporterà un buco nel bilancio successivamente. Tra l'altro, terremo buona nota di quello che è successo in Commissione bilancio, perché risulta un modo interessante per coprire futuri decreti, perché è stata fatta una forzatura, a nostro avviso, parecchio, parecchio interessante, che può fare da precedente; sarebbe importante che gli uffici ne tenessero conto, perché è un precedente non simpatico, passare sopra bellamente a rilievi puntuali della Ragioneria (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Onorevole Garavaglia, le risponderò senz'altro.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Anche lei sullo stesso tema? Prego, ne ha facoltà.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Sì, Presidente, solo perché credo che sia assolutamente importante che quest'Aula prenda atto e conoscenza di quello che abbiamo dovuto vivere in Commissione bilancio. È noto a tutti che siamo stati sostanzialmente sequestrati per tre ore, venerdì, e siamo stati sequestrati, perché il Governo era assolutamente incapace di portare in Commissione le coperture necessarie per questo provvedimento, che noi riteniamo un provvedimento assolutamente fondamentale, importante e che, invece, ci sembra - anzi, ne siamo certi - sia stato trattato dal Governo con pressapochezza, che è anche un termine abbastanza gentile. Vede, non è soltanto una questione di termini di copertura, per i quali probabilmente la Commissione avrebbe dovuto avere più tempo a disposizione – noi siamo stati, come dicevo, venerdì, 3 ore in attesa che ci fossero delle risposte rispetto ai pareri contrari rilasciati in maniera puntuale dalla Ragioneria su singoli articoli e commi di questo provvedimento –, ma arriviamo questa mattina in Commissione e ci ritroviamo una relazione completamente diversa che, ovviamente, non aveva preso in esame i punti fondamentali e i rilievi fatti dalla Ragioneria. Abbiamo chiesto di sospendere e di darci spiegazioni e maggiori delucidazioni su quello che le opposizioni avevano fatto rilevare e, anche in quel caso, ci è arrivato un documento assolutamente generico, in cui, invece di individuare numeri e coperture, si sono fatti generici riferimenti che, ovviamente, ci danno adito a ritenere e a pensare che le coperture di fatto non ci siano.

Tutto questo, ricollegandoci anche alla questione che mi pare quella più dirimente e più importante, già sollevata dal collega Garavaglia, ma che ritengo sia assolutamente fondamentale ribadire, che ci sono delle norme palesemente in violazione dell'articolo 97 della Costituzione. Credo che alcune norme debbano essere riviste; sicuramente questo provvedimento merita, a questo punto, un nuovo passaggio in Commissione, anche in virtù del fatto che la palese violazione dell'articolo 97 della Costituzione è stata sostanzialmente certificata da quanto dichiarato da parte del Governo che, poi, però, quando ci dà la relazione prima dell'approvazione del documento finale della Commissione bilancio, si limita a dire che verrà valutata l'opportunità di ripristinare i testi precedenti. Parliamo dell'articolo 4 e dell'articolo 6, io non entro nel merito, perché non voglio impegnare l'Aula troppo lungamente, ma credo che, a questo punto, sia davvero fondamentale riportare il provvedimento nelle sedi di valutazione, perché altrimenti costringeremmo quest'Aula, alle volte anche nella inconsapevolezza, all'approvazione di un provvedimento che è in palese contrasto con principi costituzionali.

PRESIDENTE. Onorevole Lucaselli, dopo, proviamo a dare una risposta complessiva.

ANDREA MANDELLI (FI). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANDREA MANDELLI (FI). Grazie, Presidente. Solo per sottolineare un po' quello che era stato l'intervento che ho fatto in chiusura, la settimana scorsa. Siamo entrati in Commissione di corsa, oggi, per valutare quella che è stata la risposta al documento della Ragioneria che, di fatto, stravolgeva il provvedimento così come era stato portato in Commissione, con una serie di rilievi che erano davvero preoccupanti e che, davvero, certificavano anche, veramente, la debolezza del provvedimento così come è stato scritto e pensato. È ovvio che c'è una bella differenza tra la Commissione di merito e poi fare i conti in Commissione bilancio, però, sotto il profilo finanziario, il provvedimento viene completamente smontato e anche la maniera con cui, in maniera certe volte evasiva, vengono date le risposte, dicendo che non ci sarebbe stato nessun problema delle coperture perché all'interno delle pieghe si potevano trovare le risorse e le risposte, per poter rendere invece cogente il provvedimento, così come è stato scritto, ci lascia ovviamente perplessi. Certo che i numeri, che evidenziava anche l'onorevole Garavaglia, sono sicuramente reali e sono per noi un momento di grande preoccupazione. Questo, quindi, come primo ragionamento.

Come secondo ragionamento, le ripeto, non ci sono i tempi per lavorare in maniera corretta. Venerdì una serie di schiaffi notevoli della Ragioneria. Oggi, con un parere abbastanza raffazzonato, ci viene detto che è tutto a posto. Quindi, nel weekend, il mare si è placato, le giornate sono belle, il sole splende e il cielo è azzurro. Questo, come secondo ragionamento.

Il terzo ragionamento, che volevo farle, è quello che mi preoccupa ancora di più, che sono i rilievi sulla costituzionalità, tant'è vero che l'osservazione che viene riportata nel documento che ci è stato distribuito in Commissione, è: si valuti l'opportunità di ripristinare il testo originario del provvedimento, in ordine all'articolo 4, comma 1, articolo 6, comma 1, capoverso 4-bis, 4-ter, 4-quater e 1-bis. Allora, il problema è ovviamente importante. Non possiamo pensare di alzare le spalle e proseguire nell'analisi di questo provvedimento, senza perlomeno - e chiedo a lei, se lo riterrà il caso o se il Presidente Fico lo riterrà il caso - di fare un passaggio in I Commissione, per capire se esattamente queste violazioni, su cui noi di fatto non facciamo una piega e continuiamo ad andare avanti come se non fossero state fatte, sono davvero una risposta reale, che non infrange l'articolo 97, tanto poi da dover costringere, nel parere, il Governo a fare una retromarcia, non dico frettolosa, perché ci vogliono tre giorni per fare questa retromarcia, ma sicuramente di mettere nelle osservazioni quello che ho testé letto.

Quindi, per significare la necessità di avere tutti i chiarimenti, rispetto a queste situazioni, che abbiamo voluto evidenziare a lei e, per tramite suo, a tutta l'Aula e, quindi, rimanere in attesa di una sua risposta, sulla necessità della convocazione della I Commissione e anche su questi aspetti di copertura finanziaria, che sostanzialmente inficiano davvero la possibilità di portare, con questo provvedimento, un risultato reale alla nostra scuola (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Grazie, colleghi. Io credo che ci sono due tipi di obiezioni od osservazioni, che i colleghi Lucaselli, Mandelli e Garavaglia hanno fatto. Sul primo tema, quelli di carattere più politico, naturalmente non mi pronuncio. Su quelli di carattere più tecnico e procedurale, richiamo in primo luogo la possibilità, sempre, di ogni Commissione, in questo caso anche delle Commissioni chiamate a lavorare su questo provvedimento, di richiedere il parere di un'altra Commissione. È stato sottolineato il parere della I Commissione. Poteva essere richiesto, se fosse stato ritenuto utile, da parte della VII Commissione. Un parere poteva essere richiesto e, previo consenso del Presidente Fico, senz'altro ci poteva essere questa espressione.

Altresì, per i pareri della Commissione bilancio, ci atterremo naturalmente ai pareri della Commissione bilancio. Ove sono state richiamate delle note che il Governo ha prodotto, ove il Governo ritenesse di esprimere valutazioni diverse sul testo, ha sempre la possibilità di sottolinearle durante l'esame degli emendamenti. Io, quindi, procederei con l'esame degli emendamenti, che saranno oggetto evidentemente di una discussione, che farà tesoro anche delle osservazioni, che sono state fatte in questa tesi.

Avverto che le Commissioni hanno presentato la nuova formulazione del loro emendamento 1.401, che è in distribuzione (Vedi l'allegato A), in relazione alla quale risulta alla Presidenza che tutti i gruppi abbiano rinunciato alla fissazione del termine per la presentazione dei subemendamenti.

Ha chiesto di parlare sul complesso delle proposte emendative l'onorevole Melicchio.

ALESSANDRO MELICCHIO (M5S). Presidente, con questo decreto, dopo il lavoro svolto nelle Commissioni, interveniamo con forza non solo sulla scuola, ma anche sulla ricerca, e questo è un intervento atteso da fin troppo tempo.

Nelle Commissioni è stato fatto un lavoro aggiuntivo alle norme, già buone, arrivate dal Governo e, grazie agli emendamenti, andiamo ad ottenere risultati che non esito a definire come i migliori dell'ultimo decennio, in questo settore.

In particolare, diamo maggiori tutele ai ricercatori precari. Diamo loro la possibilità di stabilizzazione, trasformando i contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, ed eliminiamo la discriminazione fra ricercatori con lo stesso percorso, ma appartenenti ad enti diversi, garantendo, quindi, pari opportunità per completare la stabilizzazione dei nostri ricercatori.

E, ancora, sburocratizziamo gli acquisti per le attrezzature necessarie alla ricerca, per le università e per gli enti pubblici, e proroghiamo l'abilitazione scientifica nazionale fino a nove anni, sopperendo così al blocco del turnover, derivante da scelte di Governi di centrodestra, e diamo la possibilità a tutti i docenti universitari di partecipare a concorsi pubblici, per entrare finalmente di ruolo. Stiamo facendo un grande lavoro, quindi, per migliorare, con opportuni emendamenti, un decreto già largamente apprezzabile. Supportare la ricerca vuol dire traghettare il nostro Paese verso il futuro.

Purtroppo, i nostri ricercatori, fondamentali per il progresso tecnologico, scientifico, economico e culturale dell'Italia, sono da sempre Cenerentole bistrattate e precarizzate, ed è successo con le menti migliori. Sono state costrette a mettere il loro talento al servizio di altri Paesi e di industrie straniere. Con questo decreto mettiamo un argine a questa pessima circostanza, per invertire finalmente questa tendenza.

All'articolo 6 affermiamo un principio nuovo, che incredibilmente finora non esisteva negli enti pubblici di ricerca italiana. Mi riferisco alla cosiddetta tenure track: chi ha un contratto come assegnista di ricerca a tempo determinato, chi lavora già stabilmente sulla ricerca in Italia, anche se non contrattualizzato come permanente, può accedere ad una procedura per trasformare le posizioni a tempo determinato in contratti finalmente stabili. In sostanza, introduciamo per la prima volta una procedura consolidata a livello internazionale, per assicurare un futuro ai nostri ricercatori. In passato ci si è limitati ad approvare norme una tantum, per correggere un sistema che restava comunque malato e che permetteva le stabilizzazioni solo di un piccolo numero di ricercatori in un tempo limitato; mentre oggi stabiliamo un meccanismo permanente e strutturale, con cui i ricercatori, se sono validi e se sono in grado di dimostrare un'adeguata attività di ricerca, potranno accedere a delle procedure concorsuali, che permetteranno un'assunzione a tempo indeterminato. Con questa norma daremo un colpo veramente forte al precariato.

C'è stato il massimo impegno per dare condizioni di lavoro dignitose e il giusto riconoscimento a chi ha il merito di saper proiettare nel futuro il nostro Paese, anche cercando di superare tutti quegli ostacoli che avevano finora lasciato fuori dal percorso di stabilizzazione alcune categorie di ricercatori. Mi riferisco agli assegni di ricerca, ai borsisti di ricerca, a tutta quella fascia di precariato che oggi ha le minori tutele dal punto di vista lavorativo, quelle più deboli sostanzialmente. Potranno essere stabilizzati, in modo da poter operare nella ricerca in maniera più serena e produttiva, che poi è la ragione principale che ci ha spinto a questo percorso.

Per chiarire questo principio, Presidente, ricordo il dato secondo cui le più grandi conquiste scientifiche sono state ottenute nella storia da ricercatori fra i 25 e i 30 anni di età. I nostri ricercatori in Italia, oggi, a quell'età, non fanno solo ricerca di nuove scoperte, ma fanno ricerca di un nuovo contratto di lavoro, e questo ovviamente peggiora la qualità della nostra ricerca.

Le stabilizzazioni già in atto hanno visto numerose resistenze, provenienti da alcune presidenze di alcuni enti, in disaccordo con quelle norme dello Stato, non permettendo la stabilizzazione dei ricercatori che ne avevano diritto. Questo testo, invece, tende ad uniformare l'interpretazione della norma per tutti gli enti pubblici di ricerca, così come per tutti i ricercatori di tutti gli oltre quaranta enti. Saranno uguali tra loro e potranno accedere allo stesso modo alle procedure di stabilizzazione, che hanno il diritto di intraprendere.

Gli interventi possono non fermarsi qui, però. Tra gli emendamenti che esamineremo, c'è l'1.253 Fusacchia, che ha il parere favorevole del Governo, per valorizzare i dottori di ricerca anche nelle nostre scuole, con evidente notevole beneficio per la qualità e l'innovazione della didattica. Passo dopo passo, stiamo affrontando i guasti di un settore fondamentale e stiamo invertendo la tendenza, che negli ultimi anni ha visto l'Italia occuparsi sempre meno della ricerca e dell'università, a forte discapito dello sviluppo e dell'innovazione dell'Italia, ma anche dei tanti ricercatori costretti a lavorare in condizioni non ottimali.

Concludo dicendo che premiamo il merito e favoriamo condizioni standard per tutti, per un lavoro che, sono sicuro, darà frutti preziosissimi a vantaggio dell'intero sistema Paese. Il segnale che abbiamo voluto dare a favore delle nostre migliori risorse è un segnale importante. Lo Stato deve tornare a offrire opportunità concrete per i nostri giovani ricercatori, risorse preziose a cui non dobbiamo mai più voltare le spalle (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sul complesso degli emendamenti l'onorevole Piccoli Nardelli. Ne ha facoltà.

FLAVIA PICCOLI NARDELLI (PD). Grazie, Presidente. Intervengo sempre sul complesso degli emendamenti per rendere noto ai colleghi, all'Aula e a lei, Presidente, di come questo sia, se lei vuole, l'ennesimo intervento sulla scuola a cui l'Aula è chiamata. Tutti sappiamo come ogni volta abbiamo l'ansia, la preoccupazione di mettere un punto fermo, di ricominciare senza portarci dietro problemi, senza avere un pregresso che limiti il mondo della scuola e il mondo degli insegnanti, la grande comunità scolastica. Ogni volta facciamo fatica e ogni volta ci arrabattiamo. Ebbene, questa volta abbiamo lavorato devo dire con grande compattezza sia con la maggioranza sia anche in un'interessante interlocuzione con l'opposizione. Pertanto il complesso degli emendamenti raccoglie una serie di suggestioni importanti che hanno cercato di venire incontro alle esigenze del gran numero di interlocutori che abbiamo sentito. È stata un'interlocuzione attenta, che ha cercato di tener conto delle osservazioni che ci venivano date. Come sapete, interveniamo con un numero importante di assunzioni, interveniamo con due tipi di prove concorsuali, con un concorso straordinario e con un concorso ordinario che escono però nello stesso momento, a dare il senso di come la scuola abbia bisogno, da un lato, di professionalità nuove, di competenze fresche e di coloro che vogliono mettersi in gioco nel mondo della scuola, dall'altra però, senza dimenticare la grande professionalità acquisita dentro le aule che ha consentito alle scuole di andare avanti, in questi anni. Per tale ragione i due elementi concorrono e per noi era estremamente importante dare il segnale a tutto il Paese che questi due elementi concorrono positivamente per assicurare tranquillità alle nostre scuole. Accanto a tali previsioni, è stabilita una serie di altri interventi che abbiamo ereditato, che ci portiamo dietro e che cerchiamo di affrontare al meglio. L'internalizzazione dei collaboratori scolastici per le scuole, naturalmente con tutte le difficoltà che ciò comporta, con gli aspetti positivi e con anche gli aspetti naturalmente difficili da affrontare e da risolvere, ma con la consapevolezza che vogliamo farlo al meglio.

Sono affrontati i problemi, inoltre, come voi sapete e come ha ricordato chi mi ha preceduto, relativi all'università, relativi al mondo del precariato e della ricerca, cercando anche qui di affrontare e di risolvere problemi annosi che si sono sedimentati e che, un pezzetto per volta, cerchiamo di affrontare e di risolvere.

Naturalmente, Presidente, il grande problema è, da un lato, assicurare alla comunità scolastica, agli 8 milioni di alunni che abbiamo e ai 9 milioni che rappresentano tutto il mondo della comunità scolastica, continuità, sicurezza, certezza nell'andare avanti, nel portare avanti norme che non siano contraddittorie, che riescano insieme a dare un senso al provvedimento; dall'altro lato, la necessaria discontinuità di un mondo che ha bisogno di confrontarsi con quanto sta avvenendo fuori dal mondo della scuola, ma che naturalmente deve essere affrontato con i mezzi migliori. Sappiamo tutti che la sfida vera è una sfida formativa, è l'unica sfida democratica a cui noi non possiamo sottrarci perché è, attraverso questa, che noi possiamo davvero dare un senso al Paese e proporre obiettivi che per noi sono forti, importanti, su cui siamo disposti a combattere.

Ecco, Presidente, perché chiediamo all'Aula di avere pazienza, di vedere con attenzione il provvedimento, di affrontare ancora una volta insieme a noi i temi della scuola nella consapevolezza dell'importanza che i temi della scuola hanno per noi e anche nella consapevolezza che un grande lavoro è stato fatto per cercare di risolvere al meglio i nodi problematici che ci sono (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

YLENJA LUCASELLI (FDI). Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Lucaselli, abbiamo concluso peraltro l'illustrazione degli emendamenti.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Presidente, grazie. Mi rendo conto e chiedo venia per la mia distrazione, che siamo già in una in un momento differente, però rileggendo a verbale - alla Presidenza non sarà sicuramente sfuggito - avevo richiesto che il provvedimento ritornasse in I Commissione. Se e ove la mia richiesta non fosse stata chiara, la ribadisco: io formalizzo la richiesta che il provvedimento torni in Commissione. Tra l'altro la questione sulla costituzionalità non mi pare una questione di poco conto; arriviamo in Aula semplicemente con una valutazione generica sulla possibilità che il provvedimento ritorni nella formulazione ordinaria e credo, dato anche i tempi dell'Aula che comunque chiuderà alle ore 13, che ci sia tutto il tempo per riportare il provvedimento in Commissione. Ribadisco tutto ciò è dato dalla importanza dei temi costituzionali che stiamo trattando.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lucaselli. Avevo ascoltato la sua richiesta che era stata discorsiva all'interno di un progetto a cui avevo risposto, dopodiché pensavo la risposta fosse stata sufficientemente chiara ma è sua facoltà chiedere il rinvio in Commissione. Dopo il parere dei relatori, è ammissibile un intervento a favore e un intervento contro. Relatrice, prego.

VITTORIA CASA, Relatrice per la VII Commissione. Parere contrario.

PRESIDENTE. Ci sono due richieste: una a favore e una contro. Ha chiesto di parlare a favore l'onorevole Mollicone. Ne ha facoltà.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Presidente, a sostegno di quanto detto dalla collega Lucaselli, inviterei i colleghi anche di maggioranza a leggersi le condizioni del parere della Ragioneria riguardo al provvedimento, che infatti richiamano il rispetto all'articolo 81 della Costituzione. Sono pagine e pagine di condizioni per esprimere parere favorevole. Quindi di fatto il parere della Ragioneria decostruisce il provvedimento. Quindi credo che la richiesta che il provvedimento venga rinviato in Commissione sia non solo da attuarsi ma anche nei tempi più rapidi possibili perché è vero, come la collega Nardelli ha detto, che ci sono interessanti spunti positivi che anche Fratelli d'Italia condivide, ma sostanzialmente il provvedimento è un grande caos e purtroppo non vediamo stelle danzanti al riguardo. Pertanto chiediamo assolutamente che il provvedimento venga rimandato in Commissione e invito anche la Presidenza a prendere coscienza e consapevolezza del parere condizionato della Ragioneria perché sono condizioni assolutamente perentorie. Parere favorevole sui vari emendamenti con la condizione volta a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione. Così per pagine e pagine e queste sono le condizioni. Ne posso citare qualcuna, se serve: “Sul testo del provvedimento in oggetto parere favorevole con le seguenti condizioni, volte a garantire rispetto dell'articolo 81 della Costituzione: all'articolo 1, comma 18-quater, apportare le seguenti modificazioni: sostituire il primo periodo con il seguente…” e via così di passo in passo su ogni articolo. All'articolo 1-bis aggiungere in fine il seguente comma; all'articolo 1-ter aggiungere in fine il seguente comma 2-bis; all'articolo 1-quinquies apportare le seguenti modificazioni; al comma 1, lettera a), capoverso allinea, sostituire le parole: “da in riferimento” fino a lettera b); all'articolo 1-sexies, comma 1, primo periodo, dopo le parole: “scuola d'infanzia paritaria” aggiungere la seguente: “comunali” e così via dicendo; all'articolo 2, comma 3, sostituire le parole: “19, 16 milioni” e, quindi, entrando anche proprio nella quantificazione economica; all'articolo 2, comma 5, lettera f), capoverso, aggiungere in fine le seguenti parole, e così per ancora pagine e pagine.

Quindi, colleghi della maggioranza, io capisco la fretta e capisco l'interesse generale di sostenere il mondo della scuola, e noi siamo in prima fila fin dall'apertura di questa legislatura, ma i provvedimenti vanno eseguiti in maniera normativamente corretta. Quindi, la proposta e la sollecitazione della collega Lucaselli è assolutamente pertinente. Io chiedo alla Presidenza di prendere consapevolezza delle condizioni del parere e che venga rimandato in Commissione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare contro l'onorevole Piccoli Nardelli. Prego, onorevole Piccoli Nardelli; l'avevo chiesto prima ma non avevo avuto risposta.

FLAVIA PICCOLI NARDELLI (PD). Presidente, naturalmente devo fare riferimento a una situazione che tutti voi avete vissuto insieme a noi nella giornata di giovedì qui in Aula, quando una nota è stata distribuita e girava fra i banchi ed era una nota che non avrebbe dovuto avere una diffusione pubblica di questo genere, perché era, naturalmente, quella che chiedeva al MIUR una serie di precisazioni su tematiche in cui l'interlocuzione doveva essere del MIUR e del MEF. Ora, Presidente, da quella nota a oggi tutta una serie di contatti che dovevano essere presi sono stati presi, tutta una serie di nodi sono stati sciolti e l'interlocuzione fra il MIUR, il MEF e la Ragioneria ha portato a un esito che noi consideriamo un esito positivo. Dunque, il motivo per cui noi riteniamo che non si debba tornare in Commissione bilancio su questo provvedimento è proprio dovuto a questi continui contatti che ci sono stati, a questi chiarimenti successivi che in una dialettica corretta hanno portato a questo risultato. Quindi, noi siamo assolutamente contrari a far tornare questo provvedimento alla Commissione bilancio.

PRESIDENTE. Per chiarezza di votazione, la Presidenza ritiene che la sospensione, trattandosi anche di un decreto, viene richiesta per due ore (trattandosi, appunto, di un decreto). Quindi, porremo in votazione - e deciderà l'Aula naturalmente - un rinvio in Commissione per una durata di due ore.

Passiamo ai voti.

Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico, senza registrazione di nomi, la richiesta di rinvio in Commissione del provvedimento.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge per 67 voti di differenza.

Invito la relatrice ad esprimere il parere delle Commissioni.

VITTORIA CASA, Relatrice per la VII Commissione. Sull'articolo 1, emendamenti 1.1 e 1.2 Mollicone, 1.114 e 1.8 Bucalo, 1.7 Frassinetti e 1.6 Mollicone, parere contrario.

Emendamento 1.400 delle Commissioni, favorevole.

1.12 Belotti, 1.72 e 1.200 Aprea e 1.22 Frassinetti, contrario.

Emendamento 1.401 delle Commissioni, favorevole con riformulazione: si tratta di sostituire la parola: “concorsuale” con: “straordinaria”. Quindi, al comma 5, lettera a), dopo le parole: “3 maggio 1999,…”

PRESIDENTE. Alla Presidenza risulta già in distribuzione una nuova formulazione.

VITTORIA CASA, Relatrice per la VII Commissione. Perfetto. Quindi, favorevole con riformulazione.

Emendamenti 1.201 Frassinetti e 1.25 Bucalo, contrario; 1.26 Frassinetti, accantonato; 1.80 e 1.202 Aprea, 1.31 Frassinetti, 1.32 Bucalo, identici 1.33 Frassinetti e 1.81 Aprea, identici 1.34 Mollicone e 1.82 Aprea, 1.204 Montaruli e 1.205 Frassinetti, contrario.

Emendamento 1.402 delle Commissioni, favorevole.

Emendamento 1.206 Lattanzio, favorevole con riformulazione: cassare “nel ruolo di appartenenza”.

Emendamenti 1.85 Latini, contrario; 1.43 Bucalo, favorevole; 1.45 Bucalo, 1.89 Aprea e 1.46 Bucalo, contrario; 1.403 delle Commissioni, favorevole; 1.47 Bucalo, contrario; identici 1.48 Bucalo e 1.52 Belotti, accantonati; 1.88 Toccafondi, favorevole; 1.94 e 1.93 Aprea, contrario…

PRESIDENTE. Un momento, collega. Allora, a seguito dell'accantonamento degli identici emendamenti 1.48 Bucalo e 1.52 Belotti, accantoniamo anche gli emendamenti 1.88 Toccafondi e 1.94 e 1.93 Aprea, che vertono sulla stessa materia.

Andiamo all'emendamento 1.95 Aprea.

VITTORIA CASA, Relatrice per la VII Commissione. Contrario.

Emendamento 1.55 Bucalo, contrario; 1.404 delle Commissioni, 1.207 Fusacchia e 1.405 delle Commissioni, favorevole; 1.57 Frassinetti e 1.56 Mollicone, contrario; 1.208 Villani, favorevole; 1.210 Carbonaro, accantonato.

PRESIDENTE. L'emendamento 1.209 Vietina era inammissibile.

VITTORIA CASA, Relatrice per la VII Commissione. Quindi, non leggo gli inammissibili.

Emendamento 2.210 Carbonaro, accantonato; 1.213 Bucalo, contrario.

L'emendamento 1.211 Mollicone è stato dichiarato inammissibile.

PRESIDENTE. No, è ammissibile.

VITTORIA CASA, Relatrice per la VII Commissione. È ammissibile?

PRESIDENTE. Sì. Lo accantoniamo: lo consideri accantonato.

VITTORIA CASA, Relatrice per la VII Commissione. Va bene, accantoniamo.

Emendamento 1.212 Bucalo, contrario; 1.406 delle Commissioni, favorevole; 1.105 Aprea e 1.62 Bucalo, contrario; 1.61 Bucalo, inammissibile.

PRESIDENTE. Questo emendamento non è inammissibile: è ammissibile. Sull'emendamento 1.61 Bucalo mi deve dare il parere. Lo accantoniamo?

VITTORIA CASA, Relatrice per la VII Commissione. Parere contrario.

Emendamento 1.214 Montaruli, contrario.

Emendamento 1.215 Lattanzio, favorevole con riformulazione: dobbiamo aggiungere, nel penultimo rigo di pagina 14, “nelle predette graduatorie ed elenchi aggiuntivi”.

PRESIDENTE. Sta bene.

Poi, c'è il subemendamento 0.1.407.1 Bucalo.

VITTORIA CASA, Relatrice per la VII Commissione. Contrario.

Emendamento delle Commissioni 1.407, favorevole; 1.500, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, favorevole; 1.408 delle Commissioni.

Le Commissioni esprimono parere favorevole sull'emendamento 1.409 delle Commissioni, parere contrario, per la parte ammissibile, sull'emendamento 1. 255 Belotti, parere contrario sull'1.157 Aprea, favorevole sull'1. 253 Fusacchia. Esprimono parere contrario sugli identici 1.104 Aprea e 1. 258 Frassinetti, su 1. 106 Aprea, 1. 155 Aprea, contrario su 1. 039 Belotti, 1. 041 Belotti, 1. 0200 Belotti, 1. 0201 Belotti, 1-bis.2 Mollicone, 1-bis.201 Mollicone, favorevole su 1-bis.202 Toccafondi, contrario su 1-bis. 203 Frassinetti, favorevole su 1-bis.500, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, contrario su 1-bis. 046 Belotti, favorevole su 1-ter.500, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, contrario su 1-quinquies.1 Mollicone, favorevole su 1-quinquies.500, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, contrario su 1-quinquies.200 Bucalo, 1-quinquies. 013 Belotti, favorevole su 1-sexies.500, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, contrario su 1-sexies.043. Belotti, 1-sexies. 0100 Vietina, 2. 201 Vietina, favorevole su 2.500, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, contrario sugli identici 2.15 Aprea e 2.16 Frassinetti, su 2. 203 Casciello, identici 2. 17 Frassinetti e 2. 18 Aprea, 2. 204 Rizzetto, 2. 205 Sisto, 2. 22 Mollicone, 2. 23 Frassinetti, 2. 28 Murelli, 2. 27 Zangrillo, favorevole su 2.501, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, favorevole su 2.502, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, contrario su 2. 34 Belotti, favorevole su 2.503, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, contrario su 2. 211 Mollicone, 2. 210 Bucalo, 3.4 Frassinetti, 3.8 Colmellere, 3.7 Frassinetti, 5.2 Ferraioli, 5. 02 Frassinetti, favorevole su 6.500, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, favorevole su 6.501, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, favorevole sull'emendamento 6.400 delle Commissioni, favorevole sull'emendamento 8.400 delle Commissioni e favorevole sul 9.500, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento.

PRESIDENTE. Il Governo?

LUCIA AZZOLINA, Sottosegretaria di Stato per l'Istruzione, l'università e la ricerca. Parere conforme alla relatrice.

PRESIDENTE. Andiamo all'emendamento 1.1 Mollicone, su cui c'è un parere contrario. Poi, lo dico per i colleghi, riprenderò i pareri su ogni emendamento. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mollicone. Ne ha facoltà.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Grazie, Presidente. Il rosario delle inammissibilità e degli interventi della Commissione bilancio dimostrano quanto questo provvedimento sia stato caotico e disorganico. Comunque Fratelli d'Italia ha più volte, come abbiamo detto anche nella discussione sulle linee generali, affrontato il tema, per la sua delicatezza e per la sua sensibilità sociale, cercando di apportare delle modifiche e delle migliorie, alcune delle quali sono state riconosciute. Il complesso generale per noi comunque rimane caotico, disordinato, e anche ora sospeso sub iudice poi dell'effettiva realizzazione e applicazione del parere della Ragioneria, come abbiamo visto condizionato a una sfilza di condizioni. Questo era un emendamento che andava a riscrivere completamente l'articolo 1 nel tentativo di semplificare le procedure di reclutamento attraverso l'utilizzo delle attuali graduatorie ad esaurimento e di quelle di istituto utilizzate per l'attribuzione delle 200 mila supplenze a causa della reiterazione dei contratti a termine e dell'aumento delle domande di messa a disposizione delle supplenze stesse fuori graduatoria.

Il testo, così come noi lo abbiamo immaginato, va a disporre la riapertura delle ex graduatorie permanenti in luogo delle nuove da realizzarsi previste dal decreto, e comunque l'utilizzo della percentuale dei posti esauriti agli attuali precari anche senza abilitazione inseriti nelle vigenti graduatorie di istituto, che si prevede siano provinciali per dare la possibilità di aggiornarle periodicamente e lasciarle aperte. Per quanto riguarda l'impatto finanziario, abbiamo valutato che questo non causi maggiori oneri per la finanza pubblica in quanto le assunzioni devono essere autorizzate con apposito decreto ai sensi della normativa vigente. In sostanza è un po' il cuore del tema, nel senso che questo decreto si prefigge di combattere il precariato e il contrattificio a tempo determinato, che crea discontinuità didattica, e noi con questo emendamento - è un po' un emendamento bandiera - cerchiamo invece di ribaltare il principio e il senso. È una delle tante iniziative migliorative che avevamo proposto; dispiace che, in un'ottica di forzature e sintesi che ha caratterizzato i lavori della Commissione, non ci sia stata la freddezza, la lucidità e anche l'apertura per poter andare incontro a quello che è un po' il male storico della scuola italiana (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Ettore. Ne ha facoltà.

FELICE MAURIZIO D'ETTORE (FI). Con riguardo all'emendamento, che sottoscrivo, e con riferimento all'inquadramento di questa norma fin dall'articolo 1 e a tutte le altre che riguardano una questione di fondo che la relatrice ha prima risolto con un semplice “vedremo”. La questione è che molte di queste norme inserite in questa legge, che ha natura ormai provvedimentale, perché è un provvedimento amministrativo di fatto più che una legge, hanno un elemento da valutare che è fondamentale ai fini di quella che è la giurisprudenza già in materia tutte le volte che si è intervenuto con sanatorie o semisanatorie, che è la funzione della norma di natura provvedimentale con riguardo all'interpretazione autentica di queste norme. Anche la Commissione affari costituzionali in più punti ha detto, per esempio sui tre anni di servizio, qual è la natura della norma. Almeno nel provvedimento cominciate a valutare - qui non c'è il Ministro, che è stato presente un attimo e se ne è andato, abbiamo i sottosegretari -, valutiamo questo aspetto, perché se la norma è di carattere interpretativo autentico ha un effetto retroattivo e cambia il livello di copertura, come è stato oggi più volte ricordato dalla Commissione bilancio. Quindi è una questione di inquadramento che non riguarda le parti politiche, ma che riguarda l'efficacia del provvedimento, perché ha natura provvedimentale questa legge, nel momento in cui sarà varata.

Non ha significato alcuno proporre norme delle quali non si capisce se esse abbiano o meno efficacia retroattiva, e qual è la loro coesistenza con principi e valori costituzionali sui quali già la giurisprudenza amministrativa da tempo in materia di sanatoria ha detto che se non c'è chiarezza non si applicano.

È questo il tema! È una questione tecnica, sì, ma ha una funzione politica: diamo delle risposte finte, perché questo provvedimento sarà demolito nel momento in cui non ci saranno questi chiarimenti. E allora, siccome ho sentito prima la relatrice, “vedremo”: ma vedremo cosa? Se non lo fa il Parlamento, se il Parlamento non garantisce questa chiarezza interpretativa e la funzionalità nel quadro costituzionale delle norme, che senso ha stare qui a discutere noi? Allora il Parlamento a che serve? Noi abbiamo questo compito! Lo ricordo al PD, che nel precedente vicinissimo Governo tutte le volte ci ricordava la Costituzione, come se fosse violata anche quando qualcuno si assentava per andare a fare qualche suo bisogno.

È allora evidente che in questo momento il tema è cruciale. Non posso credere che non ci sia un'attenzione su tale questione. Anche questa norma che è emendativa, ha almeno la funzione di chiarire il testo, di dire in che senso va. Quando il testo ha natura provvedimentale, e non dovrebbe averla, quando diventa un provvedimento di fatto amministrativo che passa tramite la mano del legislatore, questo dev'essere chiarito, perché chi lo applica deve sapere se le norme hanno o meno un'interpretazione autentica: se voi date loro questo valore, dando loro questo valore esse hanno effetto retroattivo. È un tema da sempre riconosciuto nel dibattito dei provvedimenti di natura provvedimentale, e quindi non capisco il perché non si possa compiere una valutazione: almeno alcune norme dichiarate nell'interpretazione autentica, per risolvere la questione del conflitto che poi ci sarà.

Non vado nel merito: sollevo solo una questione tecnica, per evitare che poi questo provvedimento non trovi alcuna applicazione. Lo sanno benissimo i sottosegretari, che è un tema; ed è una vicenda che è stata segnalata sia dalla Commissione affari costituzionali sia dalla Commissione bilancio: non per interrompere i lavori o per ritardare, ma semplicemente per consentire al Parlamento di compiere un lavoro efficace, coerente al sistema nel quale questo provvedimento, che è di natura… Dico una fesseria, ma la devo dire: praticamente amministrativa rispetto alla mano del legislatore, non abbia poi un'efficacia applicativa di fronte a una questione che è già dibattuta da tutta la giurisprudenza in materia. Si chiede quindi semplicemente una valutazione da parte del relatore in merito, molto semplice: noi vogliamo che questo provvedimento vada fino in fondo, seppur in parte sbagliando, ma facciamolo in maniera efficiente (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garavaglia. Ne ha facoltà.

MASSIMO GARAVAGLIA (LEGA). Presidente, poi non torniamo sul punto, però il collega D'Ettore ha rilevato la questione fondamentale: se noi procediamo che succede? L'articolo 1 è uno degli articoli che prevede queste incostituzionalità ai sensi dell'articolo 97. Ora, a questo punto servirebbe un minimo di buonsenso: approviamo consapevolmente una norma, pur sapendo che è incostituzionale, solo perché il decreto-legge è in scadenza, o ci mettiamo una pezza? Cosa che è possibilissimo fare, perché basterebbe molto banalmente pulire il testo di ciò che è incostituzionale, far decadere il decreto-legge e mettere in legge di bilancio la parte rimanente: non è così complicato! Anche perché nel successivo passaggio al Senato è evidente che queste cose verranno rilevate, ed è evidente che poi si metterà in imbarazzo il Presidente che sarà di fronte al bivio “firmo, non firmo”. Quindi, onde evitare questo pasticcio in via preventiva, consiglieremmo un po' più di prudenza. Anche perché adesso abbiamo il tempo delle dichiarazioni del Presidente Conte per fare un ragionamento nella Commissione di merito, proprio per evitare questo pasticcio, che poi diventa irrisolvibile e sarà fonte inenarrabile di contenziosi (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1 Mollicone, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 1).

Inizia la seduta, gli emendamenti presentati: clicca qui e leggi gli emendamenti in formato 

(C. 2222-A​) (vedi fascicoli di seduta stampati)


Oggi in Aula alla Camera,lunedì 2 dicembre dalle ore 11 l'esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, recante misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti (C. 2222-A).

Collegandovi su questa pagina dalle ore 11 in poi, Vi daremo gli aggiornamenti in tempo reale

 

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