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Legge 104/1992 la comunicazione e il preavviso da dare al datore di lavoro privato non è disciplinata da alcuna normativa specifica.

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Legge 104/1992 la comunicazione e il preavviso da dare al datore di lavoro privato non è disciplinata da alcuna normativa specifica.

La questione della comunicazione e/o preavviso da dare al datore di lavoro per la fruizione dei permessi lavorativi di cui all’articolo 33 della Legge 104/1992, non è disciplinata da alcuna normativa specifica.

28 novembre 2019
La questione della comunicazione e/o preavviso da dare al datore di lavoro per la fruizione dei permessi lavorativi di cui all’articolo 33 della Legge 104/1992, non è disciplinata da alcuna normativa specifica.
Per quanto riguarda il settore privato, INPS, nelle numerose circolari e nei modelli utilizzati per la domanda e la concessione dei permessi non ha, negli anni, fornito indicazioni al riguardo.
Mentre per il pubblico sono state introdotte indicazioni specifiche nei contratti collettivi di categoria, nulla è stato recepito per il settore privato pertanto riteniamo si debba far riferimento a quanto previsto sino ad ora, anche se è certamente singolare che ad esprimersi in merito sia stato il solo Dipartimento della Funzione Pubblica e non anche l’INPS che, ad oggi, non ci risulta abbia trattato questo specifico tema.
Peraltro, la non chiarezza della normativa e l’assenza di circolari applicative di inps è spesso causa di contenziosi. A questo proposito comunque, non possiamo non rilevare che, in alcuni particolari contesti lavorativi, ad esempio trasporti, sia opportuno, se non necessario, un accordo che tenga conto della complessiva organizzazione del lavoro e dei servizi che si devono espletare.
Molti enti, hanno adottato regolamenti interni per regolamentare questo aspetto.
L’interpello 31 del 6 luglio 2010 nel quale il Ministero del lavoro risponde ad un quesito posto dalla Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori si forniscono alcune indicazioni.
Secondo il ministero si ritiene possibile, da parte del datore di lavoro, richiedere una programmazione dei permessi, verosimilmente a cadenza settimanale o mensile, laddove:
il lavoratore che assiste il disabile sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza;
purché tale programmazione non comprometta il diritto del disabile ad una effettiva assistenza;
segua criteri quanto più possibile condivisi con i lavoratori o con le loro rappresentanze;
fermo restando che improcrastinabili esigenze di assistenza e quindi di tutela del familiare con disabilità, non possono che prevalere sulle esigenze imprenditoriali.
Come per la pubblica amministrazione, anche in questo caso le indicazioni date sono utili solo per i lavoratori che assistono il familiare con grave disabilità. Nell’interpello si fa infatti esplicito riferimento al comma 3 articolo 33 Legge 104/92.
In linea di massima una comunicazione e programmazione su base mensile dei giorni in cui si intende assentarsi potrebbe costituire un buon compromesso tra le necessità di assistenza e quelle di organizzazione del lavoro.
In ogni caso, nessuna giustificazione o informazione deve essere richiesta sullo specifico utilizzo dei giorni o delle ore relative i permessi in oggetto che restano un diritto del lavoratore e del familiare che li richiede e che abbia i requisiti previsti dalla legge.
Resta fermo  l’obbligo di comunicare tempestivamente all’Inps e al datore di lavoro ogni variazione delle situazioni di fatto e di diritto dichiarate nella domanda.

© Copyright SuperAbile Articolodi Giorgia Di Cristofaro