Contratto Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, i sindacati scrivono ai ministeri del Lavoro e dell’Interno

 

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26.11.2019 - E‘ scaduto dal 2015 il contratto nazionale di lavoro applicato ai 70mila addetti della vigilanza privata e dei servizi fiduciari. I sindacati di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e UIltucs accendono ancora una volta i riflettori sullo stallo delle trattative, al palo nonostante i molteplici tentativi da parte dei sindacati di riavviare i negoziati di rinnovo in un sistema che opera prevalentemente in regime di appalto e dunque particolarmente esposto al dumping.  In due missive trasmesse ai ministeri del Lavoro e Dell’Interno le tre sigle chiedono di avviare un confronto in sede istituzionale finalizzato alla risoluzione della vertenza.  I sindacati puntano il dito contro le procedure di assegnazione delle gare di appalto indette da committenze centrali, regionali e locali in cui il prezzo del servizio è persino inferiore al costo del salario.  
Il contenimento dei costi si realizza anche con la riduzione delle guardie giurate – con decreto e porto d’arma – a fronte di un aumento del numero degli addetti generici, senza decreto e disarmati ma anche con l’applicazione della contrattazione in dumping sottoscritta da organizzazioni sindacali non rappresentative falsando le regole di una corretta concorrenza.  I sindacati richiamano le Prefetture a svolgere i compiti di vigilanza e controllo delle norme esistenti, compreso il potere di revoca della licenza alle aziende irregolari.  A complicare la situazione il mancato aggiornamento delle tabelle per la determinazione del costo del lavoro – ferme al 31 dicembre 2015 – con l’inevitabile impatto sulle gare di appalto e sulle committenze a svantaggio dei lavoratori e sulla qualità del servizio reso