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Sicilia, servizi digitali alla Liguria

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07.11.2019 - “Musumeci e Razza riferiscano al Parlamento", chiedono i Cinquestelle. Ma anche nella maggioranza si registrano sussulti: "Va chiesta un’apposita riunione in commissione Sanità e lo farò già lunedì mattina", avverte il deputato autonomista Carmelo Pullara. La notizia — rivelata ieri da Repubblica — che la Regione assegnerà la digitalizzazione dei servizi di assistenza sanitaria alla Regione Liguria scatena polemiche trasversali.

Da settori della maggioranza all’opposizione, tutti vogliono vederci chiaro sull’affidamento dei servizi di assistenza informatica sanitaria. Dalla Regione guidata dall’ex forzista Giovanni Toti arriveranno otto esperti “in prestito” per ovviare al flop di Sicilia digitale. Il tutto a un costo di 689mila euro, con lo scopo di salvare 200 milioni che si perderebbero se non si trasmettessero in tempo i dati a Roma. Una scelta che va a incardinarsi nel novero di altre esternalizzazioni a Regioni del Nord. L’estate scorsa aveva fatto scalpore la scelta di cedere gli appalti della Sanità alla Lombardia, guidata dal leghista Attilio Fontana, e proprio sul modello lombardo era stato avviato il numero unico per le chiamate di emergenza.

Per Schifani, l’affidamento alla Liguria non archivia il problema: "Se si continua sul percorso dell’esternalizzazione dei nostri servizi — dice — si rischia di non risolvere strutturalmente i problemi endemici della nostra macchina regionale". Chiederà spiegazioni in commissione Pullara, che sulla bontà dell’esternalizzazione non si sbilancia: “Non la considera né una cosa positiva, né negativa è stato un modo per evitare di perdere i soldi, per carità, hanno fatto benissimo. Bisogna però capire come proseguire per il futuro”.

Ancora più duro Claudio Fava: "La Sicilia di Musumeci — accusa — vive solo in un passato fatto di cavalli e iniziative folkloristiche, mentre per digitalizzazione e innovazione si va a chiedere alle Regioni del Nord". In un settore strategico, secondo il deputato di sinistra, la Regione "dovrebbe adoperarsi per recuperare il terreno perso e colmare il divario dal resto del Paese, invece diventa terra di conquista. Magari appaltando servizi strategici e indirizzando cospicui fondi a Regioni governate, attualmente, da sodali politici di Musumeci".

Ma il servizio poteva restare in Sicilia? Secondo il Pd, sì: "Nel campo del digitale la Sicilia non è seconda a nessuno — sottolinea Franco De Domenico, membro della commissione Sanità — ci sono aziende siciliane che in questo settore sono eccellenze, così come tanti spin-off universitari forniscono ricerca e sviluppo a supporto di progetti di informatizzazione".


La Sicilia ceduta al Nord - Buttanissima Sicilia

 

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