https://www.MotorDoctor.it' title=

Conservazione dello stato di disoccupazione dopo il decreto sul reddito di cittadinanza

RDC

Conservazione dello stato di disoccupazione dopo il decreto sul reddito di cittadinanza

Il Decreto Legge n. 4/2019, relativo a reddito di cittadinanza e quota 100, ha modificato nuovamente le norme sullo stato di disoccupazione.

7 ottobre 2019
Il Decreto Legge n. 4/2019, relativo a reddito di cittadinanza e quota 100, ha modificato nuovamente le norme sullo stato di disoccupazione. L’art. 4 - comma 15-quater stabilisce infatti che “Per le finalità di cui al presente decreto e ad ogni altro fine si considerano in stato di disoccupazione anche i lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art. 13 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi , di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917” (al momento, come precisato dalla circolare dell’Anpal n. 1/2019, € 8.145 annui nel caso di lavoro dipendente ed € 4.800 annui nel caso di lavoro autonomo nel corso dell’anno solare).


Precedentemente il Decreto Legislativo  n. 150/2015 emanato in attuazione della legge n. 183/2014 (Jobs Act), aveva introdotto cambiamenti sostanziali alle norme sullo “stato di disoccupazione” eliminando, in particolare l'istituto della "conservazione" che consentiva di acquisire lo stato di disoccupazione o di conservarlo anche a chi svolgeva un’attività lavorativa che comportasse, nel corso dell’anno solare, un reddito lordo non superiore a € 8.000,00, per lavoro dipendente (anche a chiamata o intermittente o a progetto), e non superiore a € 4.800,00 lordi per lavoro autonomo od occasionale.


Per effetto di quella normativa tutti coloro che svolgevano una qualsiasi attività lavorativa anche di scarsissima entità erano considerati occupati, non potevano  rilasciare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) e non si potevano iscrivere nelle liste del collocamento o perdevano il diritto all’iscrizione.


Con le innovazioni introdotte dal decreto legge n. 4/2019 viene a cadere anche  quel doppio regime introdotto dalla circolare del Ministero del Lavoro n. 34/2015 secondo cui le persone con disabilità che si iscrivevano per la prima volta alle liste del collocamento mirato dovevano essere prive di qualsiasi attività lavorativa indipendentemente dal reddito, mentre le persone già iscritte potevano mantenere l’iscrizione  nelle liste del collocamento mirato se non superavano il limite di reddito di € 8.000 annui nel caso di lavoro dipendente ed € 4.800 annui nel caso di lavoro autonomo.

Infatti la circolare n. 34/2015 – punto 3 stabiliva che, per le persone con disabilità già iscritte nell’elenco del collocamento mirato si dovessero applicare le disposizioni di cui agli articoli 9 e 10 del decreto legislativo n. 22/2015 che  definiscono i requisiti per il diritto alla NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per il Lavoro), in quanto si individuavano gli stessi obiettivi a fondamento dei due benefici: favorire l’inserimento lavorativo delle persone disoccupate evitando, in particolare, i disincentivi legati alla perdita immediata dei benefici connessi allo stato di disoccupazione.

Con le norme introdotte dal Decreto Legge n. 4/2019 viene perciò a cadere non solo la diversità di trattamento tra persone con disabilità già iscritte alle liste speciali e quelle non ancora iscritte, ma anche la diversità di trattamento tra la generalità dei lavoratori, e i percettori di ammortizzatori sociali per la disoccupazione involontaria come la NASpI, per i quali le norme prevedevano invece la compatibilità dello stato di disoccupazione con lo svolgimento di attività lavorativa.

Si ricorda comunque che i “disoccupati” ai sensi dell’articolo 19 – comma 1 del Decreto Legislativo n. 150/2015 come modificato dall’art. 1 – comma 1 – lett. i) del decreto Legislativo n. 185/2016 sono “i soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro di cui all'articolo 13, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l'impiego”.
Attualmente, in base alle disposizioni del Decreto Legge n. 4/2019 i requisiti dello stato di disoccupazione sono, alternativamente:
l’assenza di attività lavorativa;
lo svolgimento di un lavoro subordinato o autonomo da cui derivi un reddito inferiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale (€ 8.145 annui nel caso di lavoro dipendente ed € 4.800 annui nel caso di lavoro autonomo nel corso dell’anno solare).
Per le persone con contratti di lavoro a termine fino a sei mesi, a prescindere dall'ammontare del reddito, lo stato di disoccupazione è sospeso, per la durata del contratto, come avveniva in precedenza.

In conclusione, per facilitare la comprensione delle norme, riportiamo di seguito  gli esempi contenuti nella circolare del Ministero del Lavoro n. 34/2015 che noi abbiamo rivisitato alla luce delle norme introdotte dal decreto legge n. 4/2019, ad oggi validi per tutti i lavoratori con disabilità:
la persona con disabilità iscritta nell’elenco del collocamento mirato che instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia superiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale (€ 8.145), decade dall’iscrizione, salvo il caso in cui la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a sei mesi. In tal caso, l’iscrizione è sospesa per la durata del rapporto di lavoro. Es. Nel caso in cui l’iscritto svolga una attività lavorativa di tipo subordinato da cui derivi un reddito annuo pari a € 9000, della durata di sette mesi, decade dall’iscrizione. Nel caso in cui l’iscritto svolga una attività lavorativa di tipo subordinato da cui derivi un reddito annuo pari a € 9000, della durata di cinque mesi, l’iscrizione è sospesa;
la persona che instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia inferiore al reddito minimo escluso da imposizione (€ 8.145 ), si può iscrivere e conserva l’iscrizione;
la persona che intraprenda un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale dalla quale ricava un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti (€ 4.800) ai sensi dell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, si può iscrivere e conserva l’iscrizione.

Per approfondimenti si rinvia alle schede su:
Regole relative allo stato di disoccupazione – Circolare Anpal n. 1 del 23 luglio 2019;
La dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (D.I.D.).
Normativa di riferimento:
Legge 12 marzo 1999, n. 68 : "Norme per il diritto al lavoro dei disabili";
Legge 10 dicembre 2014, n. 183: “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”;
Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22: “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183;
Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150: “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183;
Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 23 dicembre 2015, n. 34: “D. Lgs. n. 150/2015 recante “disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183” – prime indicazioni”;
Decreto Legislativo 24 settembre 2016, n. 185: “Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 15 giugno 2015, n. 81 e 14 settembre 2015, nn. 148, 149, 150 e 151, a norma dell'articolo 1, comma 13, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”;
Decreto-Legge 28 gennaio 2019, n. 4: “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni” convertito con modificazioni dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26;
Circolare Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro 23 luglio 2019, n. 1: “Regole relative allo stato di disoccupazione alla luce del d.l. n. 4/2019 (convertito con modificazioni dalla l. n. 26/2019).
© Copyright SuperAbile di Alessandra Torregiani