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Congedo straordinario retribuito - Interruzione in caso di malattia o maternità

 

 

Congedo straordinario retribuito - Interruzione in caso di malattia o maternità

Il congedo straordinario retribuito può essere interrotto solo in caso di malattia o maternità e solo se esplicitamente richiesto del lavoratore

4 ottobre 2019
Il congedo straordinario retribuito previsto dal Decreto Legislativo 151/2001, non può essere interrotto, nel periodo di fruizione, da altri eventi che di per sé potrebbero giustificare un'astensione dal lavoro. Unici eventi che derogano a questo principio sono la malattia e la maternità, in tal caso il lavoratore, può scegliere di interrompere la fruizione del congedo straordinario. La possibilità di godimento del residuo periodo di congedo straordinario è naturalmente subordinata alla presentazione di una nuova domanda.

Si riporta sul punto il testo della circolare INPS 15 marzo 2001, n. 64:
“Il verificarsi, per lo stesso soggetto, durante il "congedo straordinario", di altri eventi che di per sé potrebbero giustificare una astensione dal lavoro, non determina interruzione nel congedo straordinario. In caso di malattia o maternità è però fatta salva una diversa esplicita volontà da parte del lavoratore o della lavoratrice volta ad interrompere la fruizione del congedo straordinario, interruzione che può comportare o meno, secondo le regole consuete, l'erogazione di indennità a carico dell'INPS; in tal caso la possibilità di godimento, in momento successivo, del residuo del congedo straordinario suddetto, è naturalmente subordinata alla presentazione di nuova domanda (v. par. 4). A proposito della indennizzabilità o meno dell'evento di malattia o di maternità che consente l'interruzione del congedo straordinario si sottolinea in particolare che, considerato che la fruizione del congedo straordinario comporta la sospensione del rapporto di lavoro, l'indennità è riconoscibile solo se non sono trascorsi più di 60 giorni (6) dall'inizio della sospensione (in linea di massima coincidente, come è noto, con l'ultima prestazione lavorativa)”.

Nota n. 6 - In caso di malattia il termine di 60 giorni è elevato a due mesi, se il computo è più favorevole.

Normativa di riferimento
Circolare INPS del 15.3.2001, n. 64 -  “Legge 23.12.2000, n. 388, all’art.80, comma 2. Congedi per gravi e documentati motivi familiari. Indennizzabilità fino a due anni delle relative assenze ai genitori o, in caso di loro decesso, ai fratelli o sorelle conviventi di soggetti handicappati in situazione di gravità. Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti”.
© Copyright SuperAbile Articolo di Giorgia Di Cristofaro