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Siglata la Convenzione per l'attuazione del Testo Unico della Rappresentanza

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Siglata la Convenzione per l'attuazione del Testo Unico della Rappresentanza
19 settembre 2019

​Oggi, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, è intervenuto alla stipula della Convenzione Inps, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil per l'attuazione del Testo Unico della Rappresentanza, presso Palazzo Wedekind a Roma.


"Quella di oggi è una tappa importante per arrivare ad una legge sulla rappresentanza sindacale e sul salario minimo orario che valorizzi a pieno l'autorità salariale della contrattazione collettiva nazionale" ha dichiarato il Ministro alla presenza del Presidente dell'INPS, Pasquale Tridico, al Capo dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro, Leonardo Alestra, e alle parti sociali.

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Buongiorno a tutte e tutti.   Mi fa molto piacere essere qui, oggi, in un momento così importante e cruciale per i lavoratori, il sindacato e le imprese. Le parti sociali hanno rappresentato e rappresentano un pilastro insostituibile che ha accompagnato la storia e lo sviluppo del nostro Paese; una storia fatta di lotte e conquiste che ancora oggi garantiscono un adeguato sistema di tutele del lavoro e dei lavoratori.   Quello di oggi è un primo ma fondamentale cambio di passo per il rinnovamento del sistema della rappresentanza sindacale, che completerà il suo percorso con i provvedimenti che il Governo ha inserito nel programma e che intende realizzare nel corso della sua azione. Una tappa importante per arrivare ad una legge sulla rappresentanza sindacale e sul salario minimo orario che valorizzi a pieno l’autorità salariale della contrattazione collettiva nazionale.    Attraverso l’adozione di un sistema di misurazione e certificazione della rappresentatività sindacale, dotiamo il nostro ordinamento di uno strumento con il quale aggrediamo il fenomeno del dumping salariale, determinato dalla contrattazione “pirata” che negli anni ha contribuito a livellare verso il basso la vita di milioni di lavoratori.  La proliferazione dei contratti collettivi nazionali, 864 quelli depositati al CNEL di cui solo un terzo sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative, ha messo in crisi il funzionamento dell’ordinamento intersindacale teorizzato da Gino Giugni nel 1960 e concretizzatosi nell’accordo del ’93.   Con la firma di questa convenzione è possibile completare il rinnovamento del sistema dando immediato effetto a quanto previsto, fra l’altro, dall’art. 3 del disegno di legge sull’istituzione del salario minimo. Tale disposizione prevede che, nei settori in cui vi è una pluralità di contratti collettivi nazionali applicabili, quello stipulato dalle organizzazioni sindacali e datoriali “comparativamente più rappresentative” sia il contratto “leader” ai fini della determinazione del salario.   Dobbiamo fare in modo che in un Paese come l’Italia, nel 2019, non vi siano più cittadini che – pur avendo un lavoro – siano costretti a vivere con salari sotto la soglia di povertà, non in linea con il dettato costituzionale che all’art. 36 sancisce che “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.   Secondo Eurostat, in Italia quasi il 12% dei lavoratori riceve un salario inferiore ai minimi contrattuali contro una media europea del 9,6%. Un fenomeno, quello del lavoro povero, cresciuto in maniera esponenziale tra il 2015 e il 2016. Non solo. Inoltre, il CENSIS ha rilevato che ben 5,7 milioni di giovani precari, Neet o working poor, rischiano di avere nel 2050 pensioni sotto la soglia di povertà. Un circolo vizioso che dobbiamo assolutamente spezzare nel più breve tempo possibile.      Un percorso che vogliamo intraprendere non da soli ma attraverso il confronto con le parti sociali.   Confronto, questa sarà la parola d’ordine che caratterizzerà la nostra azione per il raggiungimento di tutti gli obiettivi fissati nel programma di Governo: dalla riduzione del “cuneo fiscale” all’introduzione di una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni, passando per l’approvazione – fondamentale e non più rinviabile – di un piano strategico di prevenzione degli infortuni sul lavoro che già dalla prossima settimana getterà le sue basi durante il tavolo convocato al Ministero del Lavoro, al quale sarà presente anche il Ministero della Salute.      Sono certa che con questa convenzione inizi un nuovo percorso nella storia delle nostre relazioni industriali che negli anni hanno permesso di migliorare le condizioni di milioni di lavoratori e aziende.   Un percorso che vedrà fra i suoi punti d’arrivo l’emanazione di una legge sulla rappresentanza sindacale che attui – per la prima volta nella storia – la seconda parte dell’art. 39 della Costituzione, indispensabile per inverare il principio dell’eguaglianza sostanziale e realizzare pienamente la previsione di una Repubblica fondata sul lavoro.   Vi ringrazio per l’attenzione.