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Almaviva, incontro al Ministero, per la sede di Palermo, annullato

 almaviva

05.09.2019 - Lunedì 9 settembre scatteranno 1.600 esuberi a Palermo, pari al 60 per cento del personale, a causa del taglio delle commesse di Wind-Tre e Tim. Da mesi società e sindacati chiedono interventi per il settore, ma la crisi di governo ha bloccato tutto

Intanto arriva un comunicato rivolto ai sindacati e firmate dal sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio Durigon: “In considerazione dell’imminente cessazione dell’attività del governo – si legge nel documento – la riunione è annullata”. “La riunione” è il vertice che domani avrebbe dovuto aprire la discussione sul settore dei call center e affrontare il nodo Almaviva: da lunedì, in assenza di un accordo, si rischiano 1.600 esuberi su 2.800 dipendenti palermitani, e queste sono dunque le ultime ore per salvare l’organico nel capoluogo siciliano.

Azienda e sindacati chiedono interventi per il settore dei call center, e per i primi di settembre erano stati calendarizzati sia il tavolo di settore sia quello specifico di Almaviva. Ma la caduta dell’esecutivo giallo-verde ha bloccato tutto.

L’ultimo incontro al ministero dello Sviluppo Economico, il 31 luglio scorso, si è concluso con un nulla di fatto (anche per l’assenza del ministro Di Maio). Sindacati e tecnici del dicastero hanno chiesto all'azienda di bloccare le procedure di licenziamento e di proseguire con gli ammortizzatori sociali, ma la società ha alzato un muro, sostenendo che la crisi è sistemica e non è comunque più possibile continuare con la cassa integrazione. A quel punto Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Tlc hanno proposto di usare anche il fondo di integrazione salariale, ammontante a circa 20 milioni di euro stanziati per il 2019, per evitare i licenziamenti, ma Almaviva si è dimostrata sorda anche a questa richiesta.

Tornando alla tabella di marcia, bisogna anzitutto ricordare che il 30 novembre prossimo terminerà il Fondo d’integrazione salariale(Fis), cioè il sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa. Per licenziare, e quindi per non trovarsi il 1° dicembre “scoperta” dagli ammortizzatori sociali, la società dovrà avviare la procedura entro venerdì 7 settembre. E, come si diceva, Almaviva intende proprio procedere su questa strada, come del resto fece per il sito di Roma, dismesso nel dicembre 2016 con conseguenti 1.660 licenziamenti “Sulla carta – dice il rappresentante sindacale unitario Massimiliano Fiduccia – c’è ancora qualche giorno per scongiurare gli esuberi. Bisogna però intervenire quanto prima”. Ai tavoli il nuovo governo dovrà presentarsi con una proposta: l’obiettivo dei sindacati è che il ministero faccia pressione sulle compagnie telefoniche perché riportino in Italia almeno una parte del traffico. La crisi, infatti, è nata dalla delocalizzazione delle commesse: in piena estate Wind, Tre e Tim hanno annunciato il taglio del 70 per cento dei volumi, di fatto compromettendo gran parte del fatturato dell’azienda