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COOPERATIVE SOCIALI, LA CONSULTAZIONE DEI LAVORATORI APPROVA L’ACCORDO SUL NUOVO CONTRATTO NAZIONALE

CCNL

COOPERATIVE SOCIALI, LA CONSULTAZIONE DEI LAVORATORI APPROVA L’ACCORDO SUL NUOVO CONTRATTO NAZIONALE APPLICATO AI 400MILA ADDETTI DEL COMPARTO SOCIO SANITARIO ASSISTENZIALE EDUCATIVO.
Mercoledì, 22 Maggio, 2019

FERRARI: «NECESSARIO DEFINIRE IL GRADUALE ALLINEAMENTO ECONOMICO E NORMATIVO DELLA CONTRATTAZIONE IN UN SETTORE IN ESPANSIONE»

Roma, 22 maggio 2019 - Siglato l’accordo per il nuovo contratto nazionale delle cooperative sociali applicato agli oltre 400mila addetti ai servizi privati alle dipendenze delle circa 30mila cooperative sociali nel comparto socio sanitario assistenziale educativo ed alle attività connesse. La sottoscrizione dell’intesa tra i sindacati di categoria Fp Cgil, Fp Cisl, Fisascat Cisl, Uiltucs, Uil Fpl e le associazioni imprenditoriali Legacoopsociali, Confcooperative Federsolidarietà, Agci Solidarietà - alla quale seguirà la stesura definitiva del contratto programmata nel mese di luglio - arriva a circa due mesi dalla definizione dell’ipotesi di accordo approvata da oltre il 95% delle lavoratrici e dei lavoratori nella fase di consultazione. Tangibili nell’immediato gli effetti economici del rinnovo contrattuale in vigore fino al 31 dicembre 2019: ai lavoratori del comparto verrà erogato un importo complessivo di 300 € a titolo di una tantum, di cui 200,00 € erogati con la retribuzione del mese di maggio oltre a € 100,00 erogati nel mese di luglio. L’aumento economico a regime di 80€ sarà erogato in tre tranche (35 euro a novembre 2019, 25 euro ad aprile 2020; 20 euro a settembre 2020). L’intesa prevede anche una indennità di funzione di 50,00€ per l’affiancamento all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Ambito di applicazione, relazioni sindacali, diritti di informazione e struttura della contrattazione ai due livelli nazionale e decentrata, norme di garanzia del funzionamento dei servizi essenziali, mercato e organizzazione del lavoro, orario di lavoro e welfare sono i principali capitoli del nuovo contratto nazionale che definisce un nuovo sistema di classificazione del personale – con l’introduzione di figure professionali che lavorano in ambiti assistenziali e socio assistenziali anche riferite all’assistenza domiciliare ed ai servizi alla persona – oltre alle linee guida su sistema premiante territoriale e banca delle ore. L’accordo recepisce integralmente la nuova normativa sul contrasto alla violenza di genere disciplinando un articolato ad hoc sul congedo per le donne vittime di violenza di genere. Corollario dell’intesa un accordo di impegno tra le parti sulla corretta e completa applicazione delle previsioni della contrattazione nazionale di settore e a sviluppare il confronto sulle tematiche del terzo settore anche con le istituzioni competenti, il Mise, la Conferenza Stato Regioni e l’Anci. Le parti rinnovano l’impegno a sostenere l’attività degli Osservatori Provinciali sulla Cooperazione, istituiti presso gli Ispettorati Territoriali del Lavoro, come sede di contrasto al mancato rispetto della contrattazione siglata dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative. Il segretario nazionale della Fisascat Cisl Fabrizio Ferrari ha espresso «grande soddisfazione per l’esito della consultazione tra i lavoratori che hanno pienamente approvato e condiviso l’intervento di rivisitazione degli articolati contrattuali, anche riferito ai sistemi di classificazione del personale, rendendoli più aderenti alle tipologie professionali che operano in un settore in profonda trasformazione e che nei prossimi anni avrà una evoluzione significativa in termini occupazionali, considerati il progressivo invecchiamento della popolazione e la riduzione degli interventi di welfare pubblico». «Il nostro auspicio – ha concluso il sindacalista - è che il contratto delle cooperative sociali diventi leader nel comparto socio sanitario assistenziale educativo dove è necessario definire il graduale allineamento economico e normativo della contrattazione esistente e garantire l’applicazione di regole certe ed esigibili».