Centri per l’impiego: Regioni chiedono urgentemente i decreti attuativi per concretizzare il piano di potenziamento


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Centri per l’impiego: Regioni chiedono urgentemente i decreti attuativi per concretizzare il piano di potenziamento


Roma, 16 maggio 2019 (comunicato stampa)

“Dopo l’Intesa in Conferenza Stato–Regioni sul Piano straordinario per il potenziamento dei centri per l’impiego, chiediamo al Governo un’accelerazione per il rilancio dei servizi, in particolare con l’emanazione del decreto che consente l’assunzione di 4.000 unità di personale e con la possibilità di utilizzare per le assunzioni previste le graduatorie già esistenti”, lo ha dichiarato Donato Toma, presidente della Regione Molise, che oggi ha presieduto la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

La richiesta – illustrata nel corso della Conferenza delle Regioni dalla Coordinatrice della Commissione lavoro e Assessore della Regione Toscana, Cristina Grieco -, è stata formalizzata con una lettera inviata oggi dal Presidente Stefano Bonaccini ai Ministri Luigi Di Maio e Giulia Bongiorno e al Viceministro Massimo Garavaglia.

Nel piano di potenziamento dei centri per l’impiego (Cpi) proposto dal Governo con l’Intesa delle Regioni è prevista “l’assunzione straordinaria di quattromila unità di personale a tempo indeterminato che tempestivamente dovrà essere reclutato dalle Regioni per entrare in forma stabile negli organici”, scrive Bonaccini, consentendo così “il rafforzamento necessario all’attuazione delle riforme in atto, tra cui il reddito di cittadinanza”.

Per questo obiettivo è però “indifferibile – sottolinea il Presidente della Conferenza delle Regioni - l’emanazione dei necessari decreti interministeriali di attribuzione delle risorse finanziarie alle Regioni, alla luce dei criteri di riparto condivisi nel Piano”.

Per “immettere subito personale nei Centri per l’impiego” e “dare le dovute risposte ai cittadini”, bisogna “reintrodurre per le amministrazioni regionali” - scrive Bonaccini - “la facoltà di utilizzare le graduatorie già in essere per il reclutamento del personale da destinare ai Cpi”.

Sulla base di una precedente deroga, in attesa di poter dare luogo alle procedure concorsuali, “le Regioni hanno utilizzato e stanno utilizzando le graduatorie esistenti sui territori, al fine di reperire con tempestività i profili professionali idonei e congrui con le finalità del potenziamento dei centri per l’impiego”.

“Infine, per dar seguito al programma di significativo rafforzamento dei CPI, che nel triennio porterà al raddoppio degli organici, occorre poter disporre di sedi strutturalmente adeguate per ospitare il nuovo personale e gli utenti”.

Bisogna quindi – conclude Bonaccini nella sua lettera – “procedere in tempi brevi alla ripartizione dei fondi stanziati dalla Legge di Bilancio per le annualità 2019–20, pari a 467,2 milioni di euro per il 2019 ed a 403,1 milioni di euro per il 2020” rendendo poi strutturali tali risorse a decorrere dal 2021, secondo quanto condiviso nel Piano straordinario per il potenziamento dei Cpi.

Si tratta di “interventi per l’assunzione del personale e per l’adeguamento delle sedi che rivestono carattere di assoluta urgenza, necessari per la corretta gestione del reddito di cittadinanza”.

Temi su cui il Presidente Bonaccini propone al Governo un incontro in tempi rapidi.

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[Comunicato stampa Giunta regionale Toscana]
Centri per l'impiego, intesa con i sindacati sulle assunzioni: sarà valorizzata esperienza e professionalità maturata
mercoledì 15 maggio 2019

FIRENZE – Regione Toscana e Cgil, Cisl e Uil hanno firmato un accordo sul potenziamento dei Centri per l'impiego: in particolare sul reclutamento del personale. Per la Regione hanno siglato l'intesa l'assessore alla presidenza e al personale e l'assessora al lavoro.

L'attuale modello dei servizi pubblici per l'impiego della Regione Toscana ha saputo valorizzare in questi anni il ruolo dei centri per l'Impiego attraverso un'originale e produttiva sinergia fra pubblico e privato, mediante l'appalto dei servizi per il lavoro al fine di assicurare in tutte le sedi del territorio i migliori standard di qualità previsti dalla Carta dei servizi regionale e i livelli essenziali delle prestazioni previsti a livello nazionale.

Questo modello sarà confermato. La Regione Toscana, in qualità di coordinatrice delle Regioni sul tema del lavoro, ha svolto inoltre un ruolo di primo piano nei confronti del Governo per definire il piano di rafforzamento dei Centri per l'impiego.

Il piano è stato approvato in Conferenza Stato Regioni il 17 aprile: prevede un potenziamento dei centri dal punto di vista infrastrutturale e delle dotazioni organiche e consentirà all'Agenzia ARTI di consolidare e acc rescere la propria pianta organica.

Sono 709 le assunzioni previste in tre anni, da qui al 2021, nei centri per l'impiego. Nel protocollo firmato le parti hanno convenuto che, nel rispetto delle normative sull'accesso al pubblico impiego, venga comunque valorizzata l'esperienza e la professionalità maturata dagli operatori che da tempo si occupano di politiche attive del lavoro e che in questi anni vi hanno lavorato.

Per individuare idonee soluzioni sarà costituito entro la prossima settimana, velocemente, un apposito tavolo tecnico. L'impegno comune è far sì che l'Agenzia regionale toscana per l'impiego, da cui dipendono i centri, possa bandire i concorsi entro il 30 giugno. L'intesa firmata da Regione e sindacati prevede anche l'istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio costante sui processi in corso per il potenziamento dei centri per l'impiego e l'avvio di un confronto sull'aggiornamento del sistema e sui servizi esternalizzati.

Delle 709 assunzioni previste per potenziare la struttura pubblica che dovrà favorire l'incrocio di domande ed offerte di lavoro, 405 sono attese nel 2019 (97 sono i posti a tempo determinato, ma con la prospettiva di stabilizzazione nel 2021), altre 152 saranno fatte nel 2020 e 152 nel 2021. Le parti hanno condiviso, inoltre, di avviare un confronto sull'aggiornamento del sistema regionale dei centri per l'impiego toscano e, relativamente ai servizi esternalizzati, un confronto tecnico preventivo con l'obiettivo, in coerenza alle politiche regionali in materia di appalti, di garantire qualità e stabilità del lavoro.