https://www.MotorDoctor.it' title=

Pensioni, le notizie del 14.05.2019

 

 

pens

(ANSA) - LOCRI (REGGIO CALABRIA), 14 MAG - Hanno incassato la pensione di parenti morti causando un danno all'Inps da 500 mila euro. Una circostanza resa possibile dalla mancata segnalazione dei decessi agli uffici competenti. La truffa è stata scoperta dai finanzieri del Gruppo di Locri che a conclusione dell'indagine, denominata "vita eterna", hanno denunciato 15 persone che hanno percepito il denaro e segnalato alla Corte dei conti 19 pubblici ufficiali, tra dipendenti comunali e medici necroscopi, che hanno omesso la comunicazione dei decessi.
    Il prelievo del denaro avveniva tramite carte bancomat intestate al deceduto ed utilizzate fino alla loro naturale validità. Sono stati accertati 17 casi di persone decedute, alcuni nel 2011, 2013 e 2014 e, per 9 di loro l'Inps stava ancora continuando a pagare la pensione non essendo a conoscenza della morte. In un caso, i finanzieri hanno addirittura scoperto come un parente di una persona deceduta nel 2014 sia riuscito a prelevare quasi 100 mila euro.


Verso la pensione 500mila dipendenti pubblici
Roma, 14 mag. (Labitalia) - Per l’effetto combinato di varie misure di riduzione della spesa degli ultimi anni, tra pensioni di vecchiaia, Opzione donna, pensioni anticipate e quota 100 (per cui si contano già 41mila domande, che potrebbero arrivare a 100mila entro l’anno), circa 500mila dipendenti pubblici nell’arco dei prossimi 3-4 anni avranno maturato i requisiti per ritirarsi dal lavoro, ma potranno essere sostituiti da nuovo personale grazie allo sblocco del turn over di compensazione al 100% (secondo cui le Pa potranno reinvestire sui nuovi assunti ciò che risparmiano con i pensionamenti). Emerge dalla ricerca sul pubblico impiego presentata oggi in apertura della trentesima edizione di Forum Pa 2019, la manifestazione sull’innovazione e la sostenibilità nella Pubblica amministrazione organizzata da Fpa, società del gruppo Digital360, al Roma Convention Center La Nuvola, con il supporto di Aws Intel, Cisco, Dxc Technology, Vodafone Business e Aci, che per tre giorni darà vita a convegni, workshop e momenti di formazione secondo il filo conduttore 'la Pa c’è che crea valore pubblico'. Un ricambio che comporterà nell’immediato qualche problema di gestione dell’uscita per settori in sottorganico come sanità e scuola (per cui solo per requisiti anagrafici si stima il pensionamento in 3-4 anni rispettivamente di 100mila e 204 mila persone), per i Comuni e per gli enti che non rispettano il pareggio di bilancio, ma che rappresenta una straordinaria opportunità di rinnovamento per una Pa sempre più anziana, in cui l’età media del personale è di 50,6 anni, e sale oltre i 54 anni nei ministeri, alla presidenza del Consiglio, nelle prefetture o negli enti pubblici non economici. Gli over 60 sono il 16,4% e gli under 30 solo il 2,8%. Una Pa poco qualificata, in cui ciascun dipendente ha usufruito mediamente solo di 1,04 giornate di formazione l’anno, mentre gli investimenti per l’aggiornamento si sono dimezzati in 10 anni (da 263 milioni di euro nel 2008 a 147 nel 2017). E molto precaria, con 340mila lavoratori flessibili nel 2017, di cui sono stati stabilizzati solo lo 0,6% nell’ultimo anno. La forza lavoro però non è troppo abbondante: con 3,2 milioni di persone, l’Italia ha il 70% dei dipendenti pubblici rispetto alla Germania, il 65% rispetto all’Inghilterra, il 60% della Francia e il personale si è ridotto di quasi 200mila unita` in 10 anni (-5,6%). Se però non si modificheranno le modalità di ingresso, gestione e sviluppo del personale, la sostituzione di mezzo milione di persone rischia di non essere una reale opportunità di rinnovamento, ma una rottamazione agevolata con l’uscita di competenze e esperienze preziose. "Per creare valore pubblico - afferma Carlo Mochi Sismondi, presidente di Fpa - la Pa deve innanzitutto investire sulle proprie persone. Deve diventare più giovane, più qualificata, libera di misurare e valutare il personale, capace di premiarlo e motivarlo, agendo sulla cultura dei dipendenti e ripensando i modelli organizzativi. Per fare questo, le amministrazioni devono definire le risorse umane necessarie sulla base di una programmazione dei fabbisogni secondo principi qualitativi e prospettici, non quantitativi o legati all’organico storico. Devono attrarre i migliori talenti e dare possibilità di crescita con una politica di employer branding, un miglioramento dei salari medi e un nuovo approccio di sviluppo del personale". "Va anche rivisto - aggiunge Gianni Dominici, direttore generale di Fpa - il sistema di entrata e modificato il sistema attuale di valutazione delle performance, a cominciare dalla fissazione degli obiettivi, divenuti mero adempimento. Ma, soprattutto, serve la partecipazione attiva degli impiegati pubblici attraverso azioni di empowerment e di engagement perché possano sentirsi partecipi dello sforzo e del raggiungimento dei risultati”. "In Italia - dice Andrea Rangone, Ceo di Digital360 - la spesa pubblica pesa il 50% del pil: una Pa efficiente, motivata e sempre più digitale è indispensabile per consentire un vero ammodernamento e rilancio dell’intero Paese".

 
Pensioni, l'allarme del leghista sul taglio degli assegni: "È il caos dell'Inps"

Sale la tensione tra il governo e i vertici dell'Inps dopo la diffusione della circolare che di fatto esclude dal taglio per le pensioni d'oro tutti quegli assegni frutto del cumulo dei contributi. Tra i primi a protestare è il sottosegretario al Lavoro, il leghista Claudio Duringon che a Repubblica annuncia una modifica rapida della circolare da parte dell'Inps.

Il caos però resta, visto che l'istituto di previdenza non è nuovo a diffondere circolari su leggi che ormai non sono più in vigore, come se l'Inps andasse un po' per conto suo: "La distanza con il ministero del Lavoro in questi anni era palese, le liti con l'ex presidente Boeri all'ordine del giorno. Per questo abbiamo messo un vice e un consiglio di amministrazione. Il caos dell'attuale Inps deriva da questo. È come se ci fosse ancora la vecchia Inps".

Nel frattempo però diversi pensionati stanno ancora incassando l'assegno senza alcun taglio, anzi arricchito dal "calcolo Prodi" dell'inflazione, per altri invece il taglio è arrivato da aprile. Secondo Durigon anche questo è frutto: "del caos Inps. In alcuni casi che ho potuto verificare c'è stato un taglio di 10-15 euro anziché pochi centesimi. Su 5 milioni di pensionati coinvolti dalla nuova perequazione, più della metà rinunciano a cifre simboliche, sotto i 40 centesimi".

https://quifinanza.it/pensioni/quota-100-i-nodi-da-sciogliere-quando-si-puo-cumulare-la-pensione-con-i-redditi-da-lavoro/274970/

Quota 100 non è cumulabile, fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia, “con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5mila euro lordi annui”

14 maggio 2019 - Uno degli argomenti più caldi degli ultimi mesi è sicuramente quello che riguarda le pensioni con le novità introdotte dalla formula Quota 100 che prevede la possibilità di accedere alla pensione anticipata sommando un’età anagrafica di almeno 62 anni con un minimo di 38 anni di contributi.

Partiamo da una considerazione: la legge (comma 3, articolo 14), prevede che la pensione Quota 100 non sia cumulabile, fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia, “con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5mila euro lordi annui”. L’Inps, con la circolare attuativa 11/2019, specifica che il divieto di cumulo “si estende anche ai redditi derivanti da qualsiasi attività lavorativa, svolta anche all’estero“.

Tradotto: l’unica ipotesi di cumulabilità ammessa è con il reddito da lavoro autonomo occasionale, purché appunto non superi il limite di 5.000 euro lordi annui. Ancora: l’incumulabilità si applica fino alla maturazione del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia. Poi vale la regola generale della totale cumulabilità dei redditi da lavoro dipendente e autonomo con la pensione.

Questa  la normativa che regola a livello generale il rapporto tra trattamento pensionistico anticipato ed i redditi di lavoro. Tuttavia ci sono delle particolari eccezioni, appunto.

Cosa significa lavoro autonomo occasionale? – Occorre stare molto attenti a  cosa si intende  per lavoro autonomo occasionale. La parole d’ordine è attenzione: se, infatti, l’attività occasionale si pone in una sorta di continuità con il lavoro precedentemente svolto dal soggetto, questo potrebbe in qualche misura, far venir meno il requisito fondamentale di occasionalità del lavoro autonomo. C’è il rischio che possa essere letto come una continuazione della carriera professionale dell’individuo stesso. Questo, come scritto sopra, comporterebbe la possibilità di sospensione della pensione anticipata per quel determinato anno.

Opzione del cumulo contributivo –  Più complesso il discorso  che riguarda i pensionati “Quota 100” che hanno conseguito la pensione con il cumulo dei periodi assicurativi. Qui si deve infatti tenere conto del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia previsto dalla gestione interessata al cumulo nella quale risulta maturato il relativo requisito contributivo, considerando la sola contribuzione versata nella medesima gestione. In caso di maturazione dei requisiti anagrafico e contributivo, in più gestioni interessate al cumulo, “vale” il requisito anagrafico meno elevato. Qualora non risulti maturato il requisito contributivo per la pensione di vecchiaia in alcuna gestione interessata al cumulo, occorre prendere in considerazione il requisito anagrafico più elevato tra quelli previsti dalle gestioni interessate al cumulo.

Domande all’INPS superano soglia 131 mila – Intanto, sul fronte dei numeri, superano quota 131 mila le domande per Quota 100. Lo conferma l’INPS che ha fornito i numeri del monitoraggio delle richieste pervenute per l’anticipo pensionistico. La gran parte delle domande – complessivamente 131.099 – sono state presentate presso i patronati (121 mila) ed il resto (poco più di 10 mila) direttamente.

A livello geografico, Roma è la città da cui provengono più richieste (9.808), seguita dalle città metropolitane di Milano (5.827) e Napoli (5.520).