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Assunzione delle persone disabili presso i datori di lavoro privati

 

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Assunzione delle persone disabili presso i datori di lavoro privati

L’art. 3 della legge 68/99 prevede che i datori di lavoro, privati, come quelli pubblici, sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori invalidi
Fotografia: una donna ed un uomo seduti ad un tavolo si stringono la mano.

9 maggio 2019
Le persone disabili in età lavorativa (che abbiano compiuto i 16 anni e che non abbiano raggiunto l'età pensionabile) e disoccupate possono essere assunte presso i datori di lavoro privati ed enti pubblici economici purché appartenenti ad una delle seguenti categorie:

    invalide civili (persone affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali o portatrici di handicap intellettivo) con un riconoscimento di invalidità superiore al 45%, nonché alle persone nelle condizioni di cui all’art. 1 – comma 1 della Legge n. 222/1984. L’art. 2 del Decreto Legislativo n. 151 del 14 settembre 2015, emanato in attuazione della legge n. 183/2014 (Jobs Act) ha modificato l’art. 1 – comma 1, lettera a) della legge n. 68/99 ampliando la platea degli aventi diritto alle persone la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle proprie attitudini, sia ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale, a meno di un terzo (percettori di assegno ordinario di invalidità di cui all’art. 1, comma 1, della legge 12 giugno 1984, n. 222);
    invalide del lavoro con un riconoscimento di invalidità INAIL superiore al 33%;
    non vedenti (persone colpite da cecità assoluta o che hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi);
    sorde (persone colpite da sordità alla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata);
    invalide di guerra, invalide civili di guerra, invalide per servizio con minorazioni ascritte dalla I all’VIII categoria di cui alle tabelle annesse al T.U. in materia di pensioni di guerra.

L’art. 3 della legge 68/99 prevede che i datori di lavoro, privati, come quelli pubblici, sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori invalidi nella seguente misura:
a) 7% dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti;
b) 2 lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti;
c) 1 lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti.
Per quanto riguarda le imprese che occupano da 15 a 35 dipendenti, si ricorda che l’articolo 3 del Decreto Legislativo n. 151/2015, ha modificato l’art. 3 della legge n. 68/99, e con l’abrogazione del comma 2, ha eliminato il cosiddetto “regime di gradualità”. I datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipendenti sono obbligati all’assunzione di una persona con disabilità. Precedentemente l’obbligo insorgeva solo in caso di nuove assunzioni, ora il semplice fatto di avere dai 15 ai 35 dipendenti impone al datore di lavoro di assumere  un lavoratore disabile.
Analoga disposizione vale per partiti politici, organizzazioni sindacali ed organizzazioni che, senza scopo di lucro operano nel campo della solidarietà sociale, dell'assistenza e della riabilitazione. Infatti, anche queste organizzazioni erano obbligate solo in caso di nuove assunzioni.
N.B. - Queste norme che dovevano applicarsi dal 1° gennaio 2017, hanno subito uno slittamento e sono entrate in vigore il 1° gennaio 2018 per effetto delle disposizioni  introdotte dall'art. 3, comma 3-ter del Decreto legge n. 244/2016 (c.d. Milleproroghe) convertito con modificazioni dalla Legge n. 19/2017 che hanno modificato l’art. 3 – commi 1 e 2 del Decreto Legislativo 151/2015.
Modalità di assunzione:
L’articolo 6 del Decreto Legislativo n. 151/2015 ha nodificato l’art. 7 della legge n. 68/99.
Con la sostituzione del comma 1 - art. 7 della Legge n. 68/99, si prevede che i datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici possono effettuare tutte le assunzioni a cui sono obbligati per richiesta nominativa a prescindere dal numero degli occupati.
Questi datori di lavoro potranno quindi assumere con chiamata nominativa o tramite le convenzioni di cui all’art. 11.
La chiamata nominativa può essere preceduta dalla richiesta agli uffici competenti di
effettuare la preselezione delle persone con disabilità iscritte negli elenchi tenuti dai centri per l’impiego, che aderiscono alla specifica occasione di lavoro sulla base delle qualifiche e secondo le modalità concordate dagli uffici con il datore di lavoro.
In proposito si segnala che l’art. 8 del Decreto Legislativo n. 151/2015 ha abrogato il comma 2 - art. 9 della legge n. 68/99 in cui si prevedeva che, in caso di impossibilità di avviare lavoratori con la qualifica richiesta, o con altra concordata con il datore di lavoro, gli uffici competenti potevano avviare lavoratori di qualifiche simili, secondo l'ordine di graduatoria e previo addestramento o tirocinio.
La nuova norma tende a sollecitare la collaborazione del datore di lavoro e ad eliminare la possibilità di pratiche dilatorie ed elusive dell’obbligo.
Si ricorda che la Corte dia Cassazione, con sentenza n. 15058 del 22 giugno 2010, ha ribadito l'orientamento della precedente sentenza n. 6017 del 12 marzo 2009 secondo cui a fronte di un avviamento numerico ai sensi della legge n. 68/99, effettuato dai Servizi per l'Impiego, è legittimo che il datore di lavoro rifiuti l'avviamento del lavoratore con una qualifica diversa o similare da quella richiesta. Per la Suprema Corte, in pratica, il disabile da avviare deve essere in possesso delle capacità di natura tecnico – professionale richieste per l'inserimento nell'azienda.
La possibilità di assumere tutti i lavoratori disabili con chiamata nominativa è sicuramente una delle principali novità introdotte dal Decreto Legislativo n. 151/2015. Si rammenta, però, che i datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici possono assumere i lavoratori con disabilità attraverso chiamata nominativa (l’azienda individua autonomamente la persona da inserire), ma non possono effettuare l’assunzione diretta in quanto potranno essere assunti solo i disabili inseriti nelle apposite  liste.
Con l’introduzione del comma 1 bis all’art. 7 della Legge n. 68/99, si prevede che in caso di mancata assunzione, entro 60 giorni dal momento in cui insorge l’obbligo, gli uffici competenti dovranno avviare i lavoratori secondo l'ordine di graduatoria per la qualifica richiesta o altra specificamente concordata con il datore di lavoro sulla base delle qualifiche disponibili. Gli uffici possono procedere anche previa chiamata con avviso pubblico e con graduatoria limitata a coloro che aderiscono alla specifica occasione di lavoro.
Si segnala infine che l’art. 8 del Decreto Legislativo n. 151 ha abrogato anche il comma 5 - art. 9 della legge n. 68/99 in cui si prevedevano procedure e modalità di avviamento mediante chiamata con avviso pubblico e con graduatoria limitata a coloro che aderivano alla specifica occasione di lavoro. Tale procedura è attualmente prevista nella nuova formulazione dell’art. 7 – commi 1 e 1bis della legge n. 68/99.
Pertanto, la normativa, pur prevedendo la possibilità per i datori di lavoro privati di effettuare tutte le assunzioni per chiamata nominativa, non ha abolito la richiesta numerica che resta una ulteriore modalità di assunzione utilizzabile dal datore di lavoro.
In sintesi le modalità di assunzione restano tre:

    la chiamata nominativa;
    la richiesta numerica;
    le convenzioni (di cui all’art. 11 della legge n. 68/99).

Secondo quanto già previsto dall’art. 9 – comma 4 della Legge n. 68/99, le persone con disabilità di tipo psichico continuano ad essere assunte su richiesta nominativa mediante le convenzioni tra datore di lavoro e Centro per l'Impiego di cui all'art. 11 della Legge n. 68/99.
Per effettuare la chiamata nominativa il datore di lavoro può sia consultare l'elenco contenente la graduatoria unica degli aventi diritto (la lista infatti è pubblica e consultabile purché nel rispetto della privacy degli iscritti) così come scegliere tra gli aspiranti che si sono autocandidati presso l'azienda stessa.

Come era in precedenza
Precedentemente l’assunzione di lavoratori disabili avveniva tramite chiamata nominativa per le aziende da 15 a 35 dipendenti obbligate ad assumere una sola persona disabile, per i partiti politici, le organizzazioni sindacali e sociali e gli enti da essi promossi.  Le aziende con un numero di dipendenti da 36 a 50, obbligate ad assumere due lavoratori disabili, potevano procedere all’assunzione di un lavoratore con chiamata nominativa e dell’altro con richiesta numerica. Nel caso di aziende con più di 50 dipendenti, il 60% poteva essere assunto con chiamata nominativa ed il restante 40% con richiesta numerica.

Dove andare
E' consigliabile recarsi presso il Centro per l'impiego della propria zona di residenza per l'iscrizione alla liste speciali; qui è possibile inoltre consultare i prospetti informativi dei datori di lavoro obbligati all'assunzione: i prospetti sono pubblici e consultabili (in spazi aperti al pubblico) ai sensi della legge 241/91 che garantisce il diritto d'accesso ai documenti amministrativi.
L'avente diritto all'assunzione può quindi auto candidarsi presso le aziende selezionando quelle di maggiore interesse.


Normativa di riferimento

    Legge 12 giugno 1984 n. 222: “Revisione della disciplina della invalidità pensionabile”;
    Legge 12 marzo 1999 n. 68: "Norme per il diritto al lavoro dei disabili";
    Corte di Cassazione sentenza 12 marzo 2009, n. 6017;
    Corte di Cassazione sentenza 22 giugno 2010, n. 15058;
    Legge 10 dicembre 2014, n. 183: “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”;
    Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 151: “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183”;
    Decreto-Legge 30 dicembre 2016, n. 244: “Proroga e definizione di termini” convertito con modificazioni dalla Legge 27 febbraio 2017, n. 19.

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