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Via libera al nuovo contratto per i regionali

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FUNZIONE PUBBLICA - Via libera al nuovo contratto per i regionali

"Un altro passo avanti per la riorganizzazione della macchina amministrativa. Un risultato straordinario con il quale restituiamo valore all'impegno dei lavoratori".
Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, commentando il via libera definitivo dopo 12 anni al nuovo Contratto del personale regionale del comparto.
"Celebriamo oggi - aggiunge assessore alla Funzione pubblica Bernardette Grasso - un risultato storico e chiudiamo finalmente la stagione dei "non-contratti". Unitamente alla riorganizzazione della macchina amministrativa, il nuovo contratto segna il cambiamento di passo che il Governo Musumeci sta imprimendo con decisione al sistema Regione. Lavoreremo adesso per chiudere anche il contratto dirigenziale".

"Bisogna sfatare la leggenda che parla dei Regionali come degli impiegati che non lavorano. Non è vero, si tratta invece di personale che lavora e che è sottoposto a pressioni e grandi responsabilità", dichiara il presidente dell'Aran Accursio Gallo. I sindacati hanno firmato il testo così come modificato dopo le indicazioni della Corte dei conti. "Un ottimo risultato - ancora Gallo, il migliore che potevamo raggiungere. Ringrazio i rappresentanti sindacali per la loro sensibilità. Il contratto, adesso, ha immediata vigenza e non dovrà ritornare alla Corte dei conti

La dichiarazione dei sindacati

"Grazie all'incessante lavoro di contrattazione dei sindacati e alla collaborazione dei vertici dell'Aran Sicilia abbiamo ottenuto uno dei migliori risultati possibili", dicono Gaetano Agliozzo e Franco Campagna, segretario generale e coordinatore regionale della Fp Cgil Sicilia, Paolo Montera e Fabrizio Lercara, segretario generale e segretario regionale della Cisl Fp Sicilia, Enzo Tango e Luca Crimi, per la Uil Fpl Sicilia, e Gianni Borrelli, della Uil Sicilia. "Usciamo dalla sede di via Trinacria con un impegno preciso del presidente Gallo che, su nostra precisa richiesta - proseguono i sindacalisti - ha assicurato che già nei prossimi giorni, e con la massima urgenza, convocherà e farà insediare formalmente la Commissione paritetica, a cui toccherà il compito di occuparsi della riclassificazione di tutto il personale della pubblica amministrazione regionale. Un passaggio fondamentale che non può più essere rimandato, perché i lavoratori della pubblica amministrazione regionale aspettano da troppo tempo risposte a cui hanno diritto".

I sindacati, infine, hanno chiesto "che vengano posti in essere tempestivamente tutti gli adempimenti per l'immediata corresponsione degli aumenti del trattamento economico fondamentale e la liquidazione degli arretrati, per scongiurare il rischio di ulteriori ritardi che potrebbero compromettere ancora il diritto di migliaia di lavoratori di ottenere in tempi certi i miglioramenti economici che oggi si sono sbloccati".

Anche il Siad e la Cisal, che in una prima fase non avevano firmato la preintesa hanno apposto la firma. I due sindacati hanno depositato una serie di osservazioni. “Lamentiamo – affermano Angelo Lo Curto e Vincenzo Bustinto segretari generali del Siad, - il rinvio della definizione del sistema di classificazione a dopo la ratifica, il mancato finanziamento delle progressioni verticali previste dalla legge Madia, la mancata attivazione dei profili evoluti C Super e D Super e l’Area dei Direttivi, la mancata istituzione delle indennità legate allo svolgimento di particolari funzioni professionali, i tagli economici operati su permessi, congedi, terapie salvavita e indennità varie”.

Una posizione critica è stata espressa anche da Giuseppe Badagliacca della Cisal. “Non è stato condiviso – afferma Badagliacca - il mancato recupero della perdita del potere d’acquisto determinato da dodici anni di blocco contrattuale, la pochezza degli aumenti previsti per gli anni 2016 e 2017, la determinazione di economie per più di 8 milioni di euro, sui 43 destinati al rinnovo, il mancato investimento nel riconoscimento delle professionalità possedute dai dipendenti”.

Il Siad e la Cisal, hanno chiesto al presidente della Regione Nello Musumeci e all’assessore alla funzione pubblica, Bernadette Grasso, di disporre con urgenza l’immediato avvio delle progressioni verticali per rendere più efficiente la macchina amministrativa e rendere i servizi e i tempi di espletamento dei procedimenti, più conformi alle attese dei cittadini e dell’utenza. “Abbiamo chiesto visto che il contratto 2016/2018 è di fatto già scaduto lo scorso 31 dicembre, - dicono il Siad e Cisal - al presidente Musumeci di procedere con immediatezza oltre che alla corresponsione degli aumenti contrattuali già scaduti, anche al pagamento della indennità di vacanza contrattuale pari al 50% della previsione Istat dell’inflazione”.