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Precari Siciliani, le decisioni del Consiglio dei Ministri

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Precari Siciliani, le decisioni del Consiglio dei Ministri

20.04.2019 - Bocciata (impugnata)  la legge recante “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2019. Legge di stabilità regionale” che  prevedeva il transito del personale Asu dei Beni culturali all'assessorato stesso. E soprattutto disponeva il transito in Resais dei precari degli enti locali in dissesto. In questo caso, il governo nazionale ha ricordato che per un transito di questo tipo è necessario il concorso pubblico.

Approvata (non impugnata)  la la legge della Regione Sicilia n. 2 del 22/02/2019, recante “Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio 2019-2021”; che dà il via libera, senza più dubbi interpretativi, all'assunzione di migliaia di precari degli enti locali.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Erika Stefani, ha esaminato venti leggi delle Regioni e delle Province Autonome e ha quindi deliberato
di impugnare:
la legge della Regione Sicilia n. 1 del 22/02/2019, recante “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2019. Legge di stabilità regionale”, in quanto varie norme in materia di personale invadono la materia dell’ordinamento civile e contrastano con i principi di coordinamento della finanza pubblica, nonché con il principio del pubblico concorso e del buon andamento della pubblica amministrazione, in violazione degli artt. 97 e 117, secondo comma, lett. l), e terzo comma, della Costituzione. Un’altra norma in materia di concessioni demaniali marittime viola il principio di tutela della concorrenza di cui all’art. 117, secondo comma, lett. e), della Costituzione. Un’ultima norma infine riguardante la gestione del patrimonio faunistico del territorio regionale viola l’art. 117, secondo comma, lett. s), della Costituzione, in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema;

Per quanto riguarda i precari.bocciati due articoli che riguardano i precari siciliani. L'articolo 11 prevedeva il transito del personale Asu dei Beni culturali all'assessorato stesso. E soprattutto disponeva il transito in Resais dei precari degli enti locali in dissesto. In questo caso, il governo nazionale ha ricordato che per un transito di questo tipo è necessario il concorso pubblico.

Una brutta notizia per i lavoratori a tempo determinato degli enti locali in difficoltà economiche, in cui non si sa quale sarà la loro sorte, visto che proprio in questi ultimi giorni si stanno formalizzando le assunzioni degli ex Pip  in Resais, grazie ad una norma dalla Finanziaria

Nella stessa riunione il Consiglio dei Ministri non ha impugnato la legge della Regione Sicilia n. 2 del 22/02/2019, recante “Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio 2019-2021”; che dà il via libera, senza più dubbi interpretativi, all'assunzione di migliaia di precari degli enti locali.
Adesso, fuori da qualsiasi dubbio interpretativo, i lavoratori precari a tempo determinato in tutti gli enti locali potranno essere assunti a tempo indeterminato.

Le dichiarazioni

“Esprimo soddisfazione per questo risultato, che ieri mi ha vista impegnata per tutto il pomeriggio in una lunga e proficua interlocuzione con il Ministero competente. Fino a ieri, infatti - ha dichiarato Bernardette Grasso, assessore alla Funzione pubblica e alle Autonomie locali - si era paventata ancora una volta l’impugnativa da parte dello Stato, poi ritirata grazie ai chiarimenti da noi forniti all’ufficio legislativo e al dipartimento della funzione pubblica nazionale. La norma ha così superato il vaglio di legittimità e potremo finalmente chiudere la triste pagina del precariato e dare definitive certezze a tanti lavoratori”. “Auspico che anche i deputati del Movimento 5 stelle, più che attribuirsi meriti per un risultato frutto dei miei sforzi e del lavoro degli uffici che mi hanno collaborato, supportino lealmente l’azione del Governo nelle prossime attività che riguarderanno la norma sulla Resais”, conclude Grasso.

Il riferimento è a una nota del Movimento 5 stelle dell'Ars. "È una grande vittoria per la Sicilia - afferma il deputato regionale M5s Giancarlo Cancelleri - e, soprattutto, scriviamo la parola fine sull'orrenda vicenda del precariato all'interno dei Comuni siciliani. Oggi questi lavoratori potranno guardare con maggiore serenità al proprio futuro, i sindaci al proprio incarico, i cittadini alle potenzialità dei Comuni, che potranno garantire maggiori e più efficienti servizi". "La fine del precariato è finalmente una realtà e questo grazie al M5S che - prosegue - ha bene interpretato la norma e ha sventato una possibile impugnativa, dando tutti i necessari riferimenti e tutte le pezze d'appoggio a chi all'interno del Cdm doveva valutare. Fondamentale il ruolo di Di Maio e del premier Conte per garantire questo diritto ai siciliani, che da più di 25 anni vivono nel precariato e ora possono toccare con mano quella stabilizzazione che agognavano e che meritavano".

Soddisfazione anche da parte dei sindacati della Funzione pubblica. "Da domani - dice Giuseppe Badagliacca, segretario generale regionale del Csa - i lavoratori precari a tempo determinato in tutti gli enti locali potranno essere assunti a tempo indeterminato. Così si chiude una lunga pagina del precariato in Sicilia". "La mancata impugnativa del governo nazionale, - aggiunge il segretario del Csa - chiude definitivamente questa pagina nera che riguarda migliaia di lavorati a tempo determinato che assicurano servizi fondamentali alla cittadinanza in tutti gli enti della Regione Sicilia. Finalmente, la legge non lascia più dubbi alle interpretazioni, ma soprattutto da certezza ai lavoratori sui propri diritti senza che si corrano rischi per il futuro. Il sindacato Csa chiede quindi la trasformazione immediata dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato".

"È la fine di un calvario - dice Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia -. Fino a ieri, infatti, si paventava il rischio di un'impugnativa. E invece abbiamo conseguito un risultato importante, raggiunto grazie al duro lavoro dei nostri dirigenti sindacali e all'impegno concreto dell'assessore Bernardette Grasso e del suo staff. Un nuovo traguardo dopo quello di qualche giorno fa relativo alla stabilizzazione dei precari della Regione". "Insomma, adesso che è arrivato anche il nulla osta del governo nazionale - conclude Montera - le amministrazioni locali avviino speditamente i percorsi per le stabilizzazioni di questi lavoratori che da troppo tempo sono in bilico e attendono il riconoscimento dei loro diritti".