Class action, approvato in via definitiva il ddl.

 CLASSACTION

 

Class action, approvato in via definitiva il ddl.

Clicca qui e leggi il testo del DDL approvato

05.04.2019 - L’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il ddl sulla class action con 206 sì. I senatori di Forza Italia si sono astenuti. Un solo voto contrario: quello del senatore azzurro Gaetano Quagliariello.
Cosa prevede la legge
Il provvedimento è composto da 7 articoli attraverso i quali riforma l’istituto dell’azione di classe, attualmente previsto dal Codice del consumo (d.lgs. n. 206 del 2005), riconducendone la disciplina al codice di procedura civile. In sintesi, il provvedimento prevede:
1. lo spostamento della disciplina dell’azione di classe dal codice del consumo al codice di procedura civile, nel nuovo Titolo VIII-bis (articoli da 840-bis a 840-sexiesdecies)
2. il passaggio di competenza dal tribunale alla sezione specializzata in materia di impresa dei tribunali (e delle Corti di Appello)
3. l’ampliamento delle situazioni giuridiche tutelate e degli strumenti di tutela, con la previsione di un’azione inibitoria collettiva verso gli autori delle condotte lesive
4. l’articolazione della class Action in tre fasi: la prima e la seconda relative, rispettivamente, all’ammissibilità dell’azione e alla decisione sul merito, e l’ultima relativa alla liquidazione delle somme dovute agli aderenti all’azione
5. la disciplina dell’adesione all’azione di classe, consentita sia prima che dopo la sentenza che accoglie l’azione
6. la disciplina del compenso per i rappresentanti della classe ed i difensori, in caso di accoglimento della domanda, col riconoscimento della cosiddetta quota lite
8. l’ampio ricorso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione a fini di pubblicità della procedura.
Irretroattività. Passa inoltre il principio della irretroattività che blocca il meccanismo, previsto inizialmente nel testo della proposta di legge, che la class action possa essere chiesta anche contro eventi accaduti prima dell’entrata in vigore della legge.


 La class action esce dal Codice del consumo ed entra nel Codice di procedura civile, diventando così uno strumento di più ampia applicazione.   Sarà quindi nella titolarità di ciascun componente della classe, nonché delle organizzazioni o associazioni senza scopo di lucro che hanno come fine la tutela dei suddetti diritti e che sono iscritte in un elenco del ministero della Giustizia. Destinatari dell’ azione di classe sono le imprese ed enti gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità (non la pubblica amministrazione).

Il giudice competente è individuato nel cosiddetto tribunale delle imprese.

La procedura si articola in tre fasi: ammissibilità dell’ azione, decisione sul merito, liquidazione delle somme dovute agli aderenti all’ azione. Per quanto riguarda i tempi la riforma fissa in 30 giorni il termine entro il quale il tribunale deve decidere sull’ ammissibilità dell’ azione; la relativa ordinanza va pubblicata entro 15 giorni ed è reclamabile entro 30 giorni in Corte d’ appello, che decide, in Camera di consiglio, con ordinanza entro 30 giorni. Il tribunale può sospendere il giudizio quando sui fatti rilevanti è in corso un’ istruttoria davanti ad un’ autorità indipendente o a un giudice amministrativo.  
Per le modalità di adesione è prevista una procedura informatizzata nell’ ambito del portale dei servizi telematici gestito dal ministero della Giustizia.

Tra le novità c'è la possibilità di aderire alla class action non solo nella fase successiva all’ ordinanza, ma anche in quella che segue la sentenza, entro determinati termini. Il resistente (l’ impresa) ha l’ obbligo di anticipare le spese.

Gli aderenti, però, dovranno versare una determinata somma a titolo di fondo spese.
La domanda per la class action dovrà essere proposta con ricorso da depositarsi presso la Sezione specializzata in materia di impresa competente per il luogo ove ha sede la parte resistente. Il procedimento sarà regolato dal rito sommario di cognizione di cui agli articoli 702-bis c.p.c. e seguenti e verrà definito con una sentenza, resa nel termine di 30 giorni successivi alla discussione orale della causa. 

Se la class action è dichiarata ammissibile con ordinanza, il tribunale fisserà un termine perentorio non inferiore a 60 giorni e non superiore a 150 giorni dalla data di pubblicazione dell’ordinanza nel portale dei servizi telematici all’uopo istituito, per l’adesione all’azione medesima da parte delle persone interessate e titolari di un diritto individuale ed omogeneo violato.

Quando il giudice delegato, con decreto motivato, accoglie in tutto o in parte la domanda di adesione, condanna anche il resistente al pagamento delle somme o delle cose dovute a ciascun aderente a titolo di risarcimento o di restituzione.

A favore del difensore di cui l’aderente si sia avvalso è dovuto un compenso che sarà determinato con decreto del Ministero della Giustizia.

Le nuove disposizioni sulla class action si applicheranno alle condotte illecite poste in essere successivamente alla data di entrata in vigore della legge, mentre alle condotte illecite poste in essere precedentemente continueranno ad applicarsi le disposizioni vigenti prima della medesima data di entrata in vigore.