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Pensioni, la rassegna stampa del 11.03.2019

 

 RS


Affari Italiani

PENSIONI QUOTA 100? PER POCHISSIMI. I NUMERI. Riforma Pensioni news

Quota 100 (62 anni d’età più 38 anni di contributi) è riservata all’1,9% della popolazione di lavoratori che andrà in pensione nel 2019. Il restante 98,1% ha dai 63 anni in su o dai 39 anni di contributi in su. E’ ciò che emerge dalle tabelle contenute nel dossier consegnato dall’Upb alla Camera, in occasione delle audizioni sul decreto legge Rdc e Quota 100, elaborati dall’Adnkronos. Solo il 18,4% lascerà il lavoro a 62 anni, di cui il 16,5% avrà però oltre 38 anni di contributi. Mentre coloro che diranno addio agli obblighi professionali dopo 38 anni sono il 9,7%; di cui il 7,8% con più di 62 ani d’età. Insomma Quota 100 pensioni è destinata a una minoranza. Al primo posto, sommando età e contributi, ci sono i ‘quota 104’, che ammontano al 19,4% degli aspiranti pensionati. Seguono i ‘quota 105’, pari al 17,3% della platea pronta per lasciare il lavoro, e ‘quota 103’, con il 16%. Poi ‘quota 106’ con il 13,7% dei potenziali pensionati; seguiti dai ‘quota 102’ con l’11,2% e ‘quota 107’ con l’8,6%. In coda i ‘quota 101’ con il 6% e ‘quota 108’ con il 4,3%. E dietro arriva finalmente la ‘quota 100’, seguita solo da quota 109 con l’1,3% e ‘quota 110′ con lo 0,1%. Per quel che concerne l'anzianità contributiva, il gruppo più numeroso è quello con 41 anni di contributi (23,5%), quindi chi ha 40 anni di contributi (21,3%) e 42 anni di contributi (20,8%). A seguire i lavoratori che hanno maturato 39 anni di contributi (19,3%), quelli con 38 anni di contributi (9,7%) e, infine, chi ha 43 anni di contributi (5,5%).

Pensioni Quota 100. I MESTIERI ESCLUSI: LA DENUNCIA. Pensioni news

Quota 100 pensioni esclude o penalizza alcune categorie di lavoratori. Sono i professionisti dello spettacolo e i creativi. Lo spiega Slc Cgil nazionale, attraverso la sindacalista Emanuela Bizi: “In Italia chi fa l’attore, lo scrittore, lo sceneggiare, il musicista o il danzatore non può contare su nessuna tutela mentre svolge la sua attività, ma è considerato un lavoratore privilegiato quando vorrebbe accedere alla pensione anticipata. Non c’è alcuna possibilità per gli artisti e i creativi italiani di poter accedere alla pensione utilizzando quota 100, un provvedimento tanto decantato da questo Governo e che sembra ribadire che fare cultura in Italia non conviene.” I vincoli fissati per accedere a Quota 100 pensioni escludono artisti e creativi italiani: a differenza di quanto avviene negli altri settori produttivi, nello spettacolo anche le collaborazioni occasionali sotto i 5.000 euro annui e accompagnate da obbligo contributivo, non consentono di accedere alla pensione anticipata. Il motivo è legato al diritto d’autore e il diritto connesso, legati anche a opere realizzate anni prima o percepiti da eredi, pur non essendo redditi da lavoro, ma una remunerazione per un’opera dell’ingegno di proprietà di chi la produce. “Spettano per legge all’autore ed ai suoi eredi. Il Governo dovrebbe ben ricordare che le collaborazioni occasionali nello spettacolo, come negli altri settori, aiutano a far emergere il lavoro nero e senza alcuna tutela, molto diffuso anche tra chi percepisce pensioni basse e che pur di arrotondare accetta qualsiasi condizione. Se tali incompatibilità con Quota 100 non verranno rimosse, è evidente che ci troveremo di fronte ad una discriminazione inaccettabile che, per giunta, scoraggia la produzione di cultura in Italia. Anche così si consegna il nostro paese all’oblio dell’ignoranza.”

Pensioni Quota 100, EMENDAMENTO LEGA, BONUS MAMME. Cosa cambia. Pensioni news

Un bonus di 4 mesi, per ogni figlio, ai fini del conteggio del requisito anagrafico per andare in pensione. L'anticipo potrà arrivare fino a 12 mesi, per le mamme con tre figli. E' quanto prevede un emendamento della Lega al decreto legge rdc e quota 100, presentato nelle commissioni Affari sociali e Lavoro. Lo 'sconto' sull'età, che il carroccio aveva già provato a inserire nel passaggio del provvedimento al Senato, potrebbe essere convertito in anni contributivi. La determinazione della quota di pensione sarebbe quindi calcolata ''con il moltiplicatore relativo all'eta di accesso al trattamento pensionistico, maggiorato di un anno di caso di uno o due figli e maggiorato di due anni in caso di tre o più figli''. I bonus sarebbe valido ''a prescindere dall'assenza o meno dal lavoro al momento del verificarsi dell'evento maternità''.

Pensioni: Landini, quota 100 uno slogan e una presa in giro - RIFORMA PENSIONI NEWS

Nel mirino del segretario della Cgil, Maurizio Landini, finisce anche la riforma pensionistica del governo con quota 100 pensioni "con la quale ormai siamo agli slogan", perche' se "uno mi racconta che con quota 100 si cambia la Fornero mi sta prendendo in giro". "Cambiare davvero la Fornero - dice Landini a un appuntamento alla Camera del Lavoro di Pavia - significa modificare i suoi punti di fondo", senza dimenticare che con la definizione di "quota 100 siamo agli slogan: se io infatti ho 60 anni e 40 di contributi in pensione non ci vado; quindi non siamo a quota 100. Come dicono dalle mie parti, e' quota 100 fino a mezzogiorno, ma se arrivo alle 13 non e' piu' quota 100". Per Landini "bisogna riformare davvero la Fornero", a partire "dal contributivo che non esiste in nessuna altra parte al mondo. Solo in Cile esiste un sistema puramente contributivo, e infatti lo vogliono modificare".

Pensioni Quota 100: Upi, sostituzione personale deve essere al 100% - RIFORMA PENSIONI NEWS

Le modifiche su Quota 100 pensioni richieste dall'Unione delle province d'Italia per coprire i posti in uscita a seguito dell'attuazione di Quota 100 sono state solo parzialmente colte dal Senato e non sono sufficienti. E' quanto ha affermato il presidente dell'Upi Lazio, Antonio Pomepo, nell'audizione su reddito di cittadinanza e pensioni alla Camera. "Il Senato ha previsto anche per le Province la possibilita' di procedere alle assunzioni gia' nel corso dell'anno ma non ha espressamente indicato che la sostituzione del personale dovra' avvenire prevedendo un turnover pieno al 100% per tutte le Province interessate, fuori da ogni vincolo, anche di natura finanziaria". L'Upi chiede pertanto alla Camera di intervenire con modifiche puntuali.

Pensioni quota 100 ma non solo. Cgil, accolto solo il 42% di domande Ape social e precoci. Riforma pensioni news

Tutti a parlare di quota 100 pensioni, ma arriva una notizia ufficiale importante legata all'Ape Social e ai precoci: solo il 42% delle domande accolte. "Dal monitoraggio effettuato dall'Inps al 28 febbraio 2019 sulla gestione 'Ape social' e 'Lavoratori precoci' 2017-2018 si evince che le due misure sono state, purtroppo, accessibili a pochi, discriminanti nei confronti delle donne, e quindi andrebbero ripensate radicalmente. Gia' da tempo avevamo espresso le nostre riserve sulla regolamentazione dei due provvedimenti, e i dati di oggi dimostrano che erano ampiamente fondate". Cosi', in una nota, il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli. In un'analisi, curata da Ezio Cigna dell'ufficio previdenza della Cgil Nazionale, si evidenzia come su un totale di 171.435 domande presentate nel biennio 2017-2018 (74.487 precoci e 96.946 Ape) solo 72.527 sono state accolte (29.458 precoci e 43.069 Ape), pari al 42,3%. La parte piu' rilevante delle domande accettate riguardano i lavoratori disoccupati, per un totale di 34.915 (8.327 precoci e 26.588 Ape). Al contrario, si legge ancora nello studio, sono pochissime le domande accettate riguardanti i lavoratori addetti ad attivita' considerate gravose, solo 14.587 domande accolte in due anni, mentre sono appena il 25% le domande che provengono da donne lavoratrici. In merito alle risorse stanziate nel biennio per i due interventi, si sottolinea l'evidente scarto tra quelle preventivate, 1 miliardo e 854 milioni, e quelle effettivamente spese, solo 1 miliardo e 25 milioni, il 44,7%. "Da questi dati - fa notare Ghiselli - emerge con chiarezza come siano troppo restrittivi i vincoli posti al requisito dei lavori gravosi e come sia molto limitata la platea. Le sole 14.587 domande accolte equivalgono - ribadisce - ad un sostanziale insuccesso della misura, che andrebbe rivista". "Il monitoraggio dell'Inps supporta le richieste che il sindacato ha rivolto al governo, da ultimo nell'incontro con il sottosegretario Durigon di lunedi' scorso, finalizzate all'ampliamento della platea dei lavori gravosi, e alla riduzione dei vincoli d'accesso e dei requisiti contributivi per accedere a questi strumenti (di 30 anni e 36 anni per i lavori gravosi). Vi sono ampi margini finanziari -conclude Ghiselli - per operare in tal senso, soprattutto perche' ben 828 milioni relativi al biennio passato non sono stati utilizzati".

Pensioni Quota 100 ape social e opzione donna: 100.000 domande. Riforma pensioni news

Sono oltre 100.000 le domande presentate a oggi per accedere a quota 100 per la pensione anticipata, all'Ape sociale, al beneficio di Opzione donna e alle soluzioni di uscita previste per i lavoratori precoci. Nel dettaglio, le domande pervenute all'Inps per quota 100 sono 78.432, le richieste per Opzione donna ammontano a 6.704, quelle per l'Ape sociale a 5.328 e le domande di certificazione di lavoratori precoci sono 10.628. In totale 101.092 richieste in un mese.

PENSIONI QUOTA 100, Durigon: "Ora stanno tutti zitti, perché..." RIFORMA PENSIONI NEWS

Con quota cento pensioni e reddito di citadinanza "siamo di fronte a una operazione che costa 22 miliardi in tre anni, ma il governo di sinistra, quei soggetti che erano al potere e che hanno fallito, per gli 80 euro, in tre anni, hanno speso 30 mld e per le salvaguardie della Fornero, fino a oggi, 14 miliardi", lo dice Claudio Durigon. Il sottosegretario al lavoro si leva qualche sassolino dalle scarpe. "Dov'era l'Europa a quel punto, non era debito quello? O forse l'immigrazione era il pagamento del debito?", si domanda Durigon. Dopo l'ok al provvedimento "non si sente più parlare di quota cento, ora stanno tutti zitti, questo perché, in un solo mese, sono già arrivate 75mila domande" sottolinea Claudio Durigon. "C'è stata una comunicazione devastante su questa norma - accusa - ma gli italiani sono andati al patronato e hanno aderito, senza dirlo alla moglie che andavano in pensione...".

Pensioni, con quota 100 scuola e sanità si svuotano: fuori 25mila medici entro tre anni e 140mila cattedre vuote da riassegnare

Pensioni quota 100, boom richieste Scuola e Sanità. Ma il turnover?

Dopo varie discussioni, rimandi e modifiche, lo scorso 28 Gennaio 2019 è uscito in Gazzetta Ufficiale il decreto legge 4/2019 contenente la cd. quota 100, la proposta dell'attuale governo per anticipare l'età pensionabile per i lavoratori iscritti presso l'assicurazione generale obbligatoria (AGO), le gestioni speciali dei lavoratori autonomi, la gestione separata dell'Inps ed i fondi sostitutivi ed esclusivi dell'assicurazione generale obbligatoria. Il provvedimento ha iniziato l'iter di conversione in legge in Parlamento che dovrà concludersi entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore.

Nonostante molti lavoratori siano giustamente in fibrillazione per un’attuazione definitiva della Quota 100, ancora non si è prestata attenzione a sufficienza dei possibili rischi e complicanze a cui il nostro Paese potrebbe andare incontro.

Una delle incognite che maggiormente dovrebbe preoccupare è il ricambio del personale, il cosiddetto turnover, soprattutto in alcune realtà.

Pensioni, con quota 100 scuola e sanità si svuotano: fuori 25mila medici entro tre anni

Pensiamo ad esempio alla Sanità. La quota 100 rischia di rendere le corsie degli ospedali italiani un luogo triste e desolato in quanto in un breve lasso di tempo saranno circa 25mila i medici che lasceranno il posto di lavoro per andare in pensione: una categoria professionale che a causa dei pensionamenti e degli scarsi ingressi è destinata a diventare sempre più rara. Ovviamente tale numero si verificherebbe nella situazione limite in cui tutti gli aventi diritto decidessero di anticipare la data di pensionamento, situazione assai improbabile. Ma la condizione è ad ogni modo critica.

Dagli ultimi dati sembra esserci una carenza di circa 10mila specialisti e tra meno di 5 anni potrebbe verificarsi una vera e propria desertificazione del settore. Se non si prenderanno dei provvedimenti efficaci in una tempistica ragionevole, si riscontrerà un gap nel settore di almeno 16.500 professionisti.

Le criticità non riguardano solo la figura dei medici, ma anche infermieri e personale socio-sanitario. E ovviamente a risentirne sarebbero soprattutto i pazienti, già stremati dalle attuali condizioni precarie in cui la Sanità italiana versa da decenni: pronto soccorso intasati, liste d’attesa, corsie d’ospedale vuote e medici esausti e stremati sono esperienze ormai quotidiane.

Pensioni, con quota 100 scuola e sanità si svuotano: 140mila cattedre vuote da riassegnare

Un altro campo lavorativo messo a rischio dalla Quota 100 è quello dell’educazione/istruzione. Anche in questo caso, se non è un esodo poco ci manca. Sono quasi 30.000 i docenti che hanno chiesto di andare in pensione e nella situazione limite in cui tutte le domande vengano accettate ci sarebbero oltre 140mila cattedre da riassegnare.

Anche in questo caso la colpa non è solo degli anticipi pensionistici previsti dalla Quota 100, ma anche dai vari nodi strutturali di reclutamento che bloccano o quantomeno ingorgano il sistema di assunzione.

Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha iniziato a proporre alcune soluzioni, come differenti procedure di assunzioni, aprendo ai giovani laureati e annunciando di bandire nuovi concorsi. Tuttavia non è ancora chiaro quando tali provvedimenti saranno attuati e sembra altrettando diffcile pensare che si possono realizzare prima di metà anno.