Ars, via libera alla Finanziaria

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15.02.2019

Ars, via libera alla Finanziaria

L'Assemblea regionale siciliana ha approvato la legge di stabilità regionale, al termine di una seduta fiume, con 34 voti a favore e 28 contrari.

I tagli vengono coperti con i cosiddetti accantonamenti negativi per 191 milioni: in soldoni, se si fa l'accordo con lo Stato le spese sono già vincolate a coprire i tagli. In caso contrario i tagli ci saranno davvero, ma da qui a fine anno si spera comunque di trovare una soluzione: tremano enti, Esa, consorzi, forestali, trasporto pubblico locale, teatri e disabili, tutti inseriti nei capitoli a rischio taglio.

In pratica, viene spalmato in 30 anni l’intero disavanzo da 2,1 miliardi rilevato dalla Corte dei Conti.

Per coprire questo debito nella manovra attuale il governo era stato costretto a spostare tutte le risorse disponibili tagliando oltre 200 milioni, quasi 300, in settori come precari, trasporti, consorzi di bonifica, forestali.

La giunta e la sua coalizione hanno invece deciso di spalmare i 2,1 miliardi in 30 anni, sbloccando così subito i pagamenti e cancellando i tagli. La giunta si muove come se a Roma fosse già stata approvata la norma con cui la Regione ha chiesto il “permesso” per fare questa operazione. Norma che invece a Roma finora non è passata. Dunque si tratta di una forzatura, una sfida della Sicilia al governo nazionale. "E' stata una lunga e controversa maratona d'Aula, ma ci siamo riusciti", commenta in un post su Facebook l'assessore regionale all'Economia, Gaetano Armao.

Antonello Cracolici e Giuseppe Lupo del Pd attaccano: "Si tratta di una copertura fittizia, così forestali e addetti dell'Esa e dei consorzi non saranno avviati al lavoro, il governo Musumeci e la maggioranza prendono solo tempo senza alcuna soluzione - dice - aggiungo che mancano 54 milioni di copertura di spese già previste in bilancio".

Musumeci annuncia l'approvazione di una delibera inviata al governo Conte in tema di autonomia differenziata: "Nel ribadire l'importanza dell'autonomia - dice Musumeci leggendo il documento -  il governo siciliano chiede al governo nazionale di assicurare il principio di solidarietà. Il governo nazionale vigili affinché il regionalismo differenziato non metti a rischio il principio della perequazione sul piano infrastrutturale e fiscale. Lo Statuto siciliano prevede che ogni nuova assegnazione di competenze ad altre regioni venga prevista anche per la Sicilia".

L'Assemblea regionale siciliana ha approvato la legge di stabilità regionale, al termine di una seduta fiume, con 34 voti a favore e 28 contrari.

Alcune norme votate nella Finanziaria:

La stabilizzazione precari Comuni
Varata una norma interpretativa per rispondere al parare della Corte dei conti che aveva bloccato le stabilizzazioni dei Comuni nei precari. Così il processo dovrebbe ripartire in tutti i Comuni. Approvato anche un articolo che prevede il passaggio dei precari dei Comuni in dissesso alla Resais, ente della Regione.

Passa la norma che permette di proseguire le stabilizzazioni dei precari.

E’ stato approvato l’emendamento presentato dall’assessore Bernadette Grasso che consente di superare il parere della Corte dei Conti che ha bloccato la firma di circa 8 mila contratti. Secondo i magistrati contabili, i sindaci dovrebbero riservare la metà dei posti e dei fondi disponibili ad assunzioni di esterni. Con la norma approvata la Regione precisa che ai fini delle stabilizzazioni i sindaci possono impiegare il 100% delle risorse disponibili per trasformare i contratti a tempo determinato in posti a tempo indeterminato. La Regione continua a garantire agli enti locali 180 milioni all’anno per le stabilizzazioni.



Nuova Riscossione Sicilia
Via libera all'articolo 9 che apre alla possibilità di creare una nuova società di riscossione mettendo in liquidazione Riscossione Sicilia. Il tutto se non si riesce a trovare un accordo con le Agenzie delle entrate per il passaggio di competenze e personale di Riscossione. L'articolo recita:  "Dopo le parole “società” aggiungere le parole “Se entro tale data la convenzione non dovesse essere stipulata, il Governo della Regione è autorizzato ad avviare le procedure per la costituzione di un nuovo soggetto giuridico nelle forme più appropriate che possa essere intestatario della convenzione ministeriale per la riscossione dei tributi ed imposte nella Regione Sicilia”.

Sconti sulla tassa automobilistica

Via libera all'esenzione del bollo auto dal 2019 per chi acquista auto elettriche. L'articolo 4 approvato recita: "I veicoli immatricolati nuovi nel territorio della Regione siciliana, con alimentazione ibrida elettrica/termica di tipo plug-in full hybrid e con alimentazione esclusiva a idrogeno sono esentati dal pagamento della tassa automobilistica per i primi tre anni dall’immatricolazione”. Via libera anche agli articoli 5 e 6: il primo riguarda i Comuni e i maggiori costi del conferimento in discarica per chi non arriva al 60 per cento di differenziata, e il secondo istituisce il fondo di rotazione per la progettazione dei Comuni.

Stabilizzazione Asu nei musei

Un gruppo di precari viene assunto nei musei nei quali presta servizio. La norma è considerata a forte rischio impugnativa.

Forestali e Camere di commercio

Al "pronti via" della seconda giornata passa la norma sull'uso dei forestali nelle centrali operative dei servizi antincendio. Bloccata invece la stabilizzazione dei precari nelle Camere di commercio.

Sostegno alle adozioni

Passano anche una norma che concede contributi per due anni alle famiglie che adottano bambini. Via libera anche alle agevolazioni fiscali per le strutture dedicate alla nautica da diporto.

Stop all'aumento delle tasse

Passa un articolo che fa aumentare il fondo per i premi di produttività dei dipendenti. Inizialmente previsto in forma retroattiva, il testo è stato corretto in corsa. Su proposta del governo, poi, l'aula sopprime la modifica delle addizionali Irpef che aumentava le tasse per i più ricchi e le riduceva ai più poveri.

I prepensionamenti in corso alla Regione possono essere rinviati anche di due anni.

E’ stata approvata una norma che consente al governo di spostare in avanti il momento in cui il dipendente, maturati i requisiti, viene autorizzato a lasciare l’ufficio. Finora l’amministrazione aveva un anno di tempo per “liberare” i dipendenti che avessero maturato i requisiti. La nuova norma permette di attendere fino a due anni. A patto però, come hanno chiesto e ottenuto Pd e grillini, ci sia il consenso del dipendente. E’ una norma fatta approvare dall’assessore all’Economia, Gaetano Armao, per bloccare l’esodo in corso dal 2015: “Sta impoverendo l’amministrazione” ha detto Armao in aula. Dal 2015, quando furono introdotti i prepensionamenti in deroga alla legge Fornero, sono già andati via in 3 mila e altri 1.500 dipendenti dovrebbero lasciare l’incarico fra il 2019 e il 2020. Con la nuova norma l’uscita dall’amministrazione potrebbe essere rinviata fino al 2022.