Blutec: Landini, rivedere norme su ammortizzatori sociali

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14.02.2019 - ''Il silenzio del governo su tante, troppe vertenze, sta causando la perdita di reddito, di lavoro e di possibilità di risanamento per imprese e lavoratori. È il caso dei dipendenti della Blutec di Termini Imerese che, nonostante le promesse ascoltate al ministero dello Sviluppo economico, stanno perdendo la speranza di poter vedere nuovamente produttivo il loro stabilimento''. A dirlo è il segretario generale della Cgil Maurizio Landini: ''Il ministro Di Maio si era solennemente impegnato, davanti ai cancelli della fabbrica, a seguire la vertenza. Alle promesse non sono seguiti i fatti. Oggi (mercoledì 13 febbraio) i lavoratori sono a Roma in un presidio davanti al ministero, ma solo il 5 marzo è stato convocato l'incontro. Non si può aspettare così a lungo. Serve al più presto definire un serio piano industriale e occupazionale non disgiunto dalle intenzioni di Fca sulle future commesse". Landini evidenzia anche che "gli ammortizzatori sociali sono già scaduti e i lavoratori Blutec sono senza alcuna protezione. Purtroppo una condizione comune a molte altre situazioni. Per questo abbiamo più volte chiesto al ministero, insieme a Cisl, Uil e Confindustria, di rivedere le norme sugli ammortizzatori sociali. È assolutamente urgente farlo''.

Di Maio riconosce l'urgenza di risolvere la vertenza Blutec: il 23 febbraio tavolo a Termini Imerese. È questo il risultato più importante dell'incontro con il ministro dello Sviluppo economico convocato dopo la richiesta avanzata questa mattina (13 febbraio) dalla delegazione sindacale insieme ai sindaci del territorio di Termini Imerese. Di Maio ha convocato per sabato 23 febbraio un incontro intermedio a Termini Imerese, confermando l'appuntamento al ministero per il 5 marzo. 

La Fiom, si legge in una nota di Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e Roberto Mastrosimone, segretario Fiom Sicilia, "ha chiesto che per le lavoratrici e i lavoratori di Termini Imerese siano trovate le soluzioni per la retribuzione dell'indennità di cassa integrazione e le coperture per quelli dell'indotto. Per i 62 lavoratori dell’indotto Manital e Ssa abbiamo richiesto la copertura per tutto il 2019. La Fiom ha fatto presente al ministro le due soluzioni che entro il 23 febbraio potranno essere messe in atto per il pagamento dell'indennità di cassa integrazione: o l'emanazione del decreto da parte del ministero del Lavoro per autorizzare il pagamento diretto tramite l'Inps, o l'anticipo da parte di Blutec".

I meccanici della Cgil hanno ha inoltre ribadito che Blutec deve rispettare gli accordi sottoscritti presso il Mise sulla reindustrializzazione e la rioccupazione di tutti i lavoratori. "La Fiom ha infine chiesto al ministro di verificare l'interesse di altre aziende ad investire sull'area industriale di Termini Imerese, ma è essenziale che sia richiamata ad un confronto anche Fca. La decisione del ministro di convocare l’incontro il 23 febbraio è un fatto positivo perché coglie l’urgenza della situazione dei lavoratori”, termina il comunicato. 

Mille lavoratori, come è noto, sono in attesa di una soluzione industriale da più di otto anni. Sono i dipendenti della Blutec di Termini Imerese (Palermo), la newco del gruppo Metec che nel 2014 ha rilevato lo stabilimento ex Fiat. Il ministro Di Maio, presentatosi il 26 ottobre scorso ai cancelli dell’azienda, aveva promesso una soluzione immediata a tutte le questioni poste da Fiom, Fim e Uilm: sono passati tre mesi e mezzo da allora, ma ancora nulla è stato fatto. E oggi (mercoledì 13 febbraio) è scattata la mobilitazione: lavoratori e sindacati dei metalmeccanici hanno infatti manifestato (a partire dalle ore 11) sotto al ministero dello Sviluppo economico per protestare contro la mancata convocazione del tavolo sulla vertenza.

Tre i punti all’ordine del giorno: il ritardo nella firma del decreto di finanziamento della cassa integrazione per il 2019 per 564 dipendenti diretti e altri 300 dell’indotto (la cui cig è scaduta il 1° gennaio), come previsto nell’accordo siglato il 7 gennaio scorso al ministero del Lavoro; la mancata estensione delle tutele sociali a 62 lavoratori rimasti dal 31 dicembre scoperti dagli ammortizzatori sociali; il non rispetto degli impegni da parte dell’azienda per il rilancio dell’impianto.

"Ci troviamo di fronte a una situazione paradossale: sono stati messi 20 milioni di euro per fare partire un'attività industriale dopo che la Fiat ha chiuso, e quest'attività non è mai partita". A dirlo è la segretaria generale della Fiom Cgil Francesca Re David, partecipando al presidio: "I lavoratori si trovano senza ammortizzatori sociali, senza piano industriale e occupazionale, senza reddito. Noi chiediamo che venga immediatamente risolto il problema del reddito e che si faccia un vero piano industriale per una vera ripresa dell'attività. Questa desertificazione del Mezzogiorno è una tragedia vera per il Mezzogiorno e per tutto il paese". In conclusione, Francesca Re David ricorda che “Di Maio aveva garantito, nel corso dell'unico incontro cui ha partecipato al ministero, di seguire direttamente la vertenza, confermando poi il proprio impegno davanti lo stabilimento di Termini Imerese. Ma a tutte queste affermazioni non sono seguiti i fatti”.