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Formazione, L'imperativo dei lavoratori e' una soluzione per tutti dal Tavolo Romano

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Formazione, una soluzione per tutti dal Tavolo Romano

Intervista a Maria Teresa Ciminnisi

01.02.2019 - Chi sono e quanti sono in Sicilia gli operatori della formazione professionale compresi gli addetti alle politiche attive del lavoro? In buona sostanza quali sono le dimensioni dell' intero comparto?

Sono migliaia, si oscilla tra i 5 mila e gli ottomila e questo a causa di una forte approssimazione da parte della amministrazione regionale e in particolare dall' Assessorato alla Formazione e Istruzione. Sono padri e madri di famiglia che sono stati illegittimamente espulsi dal settore a seguito di accordi occulti e scellerati tra partiti, sindacati confederali e Enti di formazione, uniti da un comune progetto che era quello di ridisegnare una nuova formazione che potesse imbarcare clientela fresca a spese della Unione Europea.

Come crede sia stato possibile un massacro sociale di tali dimensioni?

E' bastato non applicare le leggi a tutela dei lavoratori, non rispettare le procedure previste per lo svolgimento delle attivita' formative e decidere di azzerare  gli Sportelli multifunzionali, anima delle politiche attive del lavoro.

Come si spiega che nessuno abbia invocato il rispetto delle Leggi che ancora oggi disciplinano il settore e tutelano i Lavoratori?

Chi avrebbe dovuto in primis rivendicare con tutta la forza e la determinazione possibile il rispetto delle leggi dovevano essere i Sindacati confederali, la triplice per l'esattezza, ma proprio loro sono stati i Giuda dei lavoratori.

Perche' mai i Sindacati avrebbero tradito il loro mandato?

Bisogna precisare che i Sindacati confederali erano a capo di Enti di formazione che per loro mala gestio navigavano in brutte acque e quindi fortemente cointeressati all'affossamento del sistema. Qualunque azione sindacale sarebbe stata contraria ai loro interessi.

Come si sono difesi i  lavoratori?

Purtroppo molti si sono lasciati incantare dal canto delle sirene dei loro carnefici, alcuni pero' sono rimasti fermi nella loro determinazione a non subire sorprusi e si sono ribellati, continuano ancora ostinati a non lasciarsi sopraffare dal male che gli si e' scaricato addosso. La caparbieta', la disperazione, il senso di giustizia ha prevalso e questo ha creato uno squarcio nella monoliticita' del progetto criminoso e tenendo in questi anni sempre accesa l'attenzione sulla problematica occupazionale che  sono riusciti a farla  approdare a Roma, al Ministero del Lavoro.

Cosa si aspettano i lavoratori da questo"Tavolo Romano"?

Si aspettano di porre fine al loro dramma,  ad una tragedia  sociale che per  le dimensioni e le modalita' di esecuzione e' assolutamente inedita nella storia siciliana. L'imperativo dei lavoratori e': UNA SOLUZIONE PER TUTTI!

E' ovvio che le soluzioni saranno diversificate poiche' dovranno essere adattate alle peculiarita' professionali, all eta' anagrafica, persino  all'allocazione geografica e date le dimensioni non si puo' escludere al ricorso di provvedimenti nazionali ad hoc per favorire un uscita indolore e garantita dal bacino utilizzando tutti gli strumenti normativi nazionali e regionali, perche' il Tavolo Romano ha gia' visto la partecipazione dell' Assessorato al Lavoro, Dott.ssa Ippolito che ha gia' mostrato consapevolezza e impegno nei confronti delle migliaia di famiglie che stanno patendo una crisi terribile e la partecipazione dell'Assessorato alla Formazione che ha impiegato piu' tempo a capire la valenza del dramma che si consumava sotto i suoi occhi e che dalle ultime dichiarazioni sembra molto motivato a collaborare per una  definizione favorevole della crisi .

Il prossimo incontro romano come da intese con le istituzioni siciliane avverra' subito dopo il 20 Febbraio.