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Pensioni, le notizie del 31.01.2019

 

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Decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4. Nuove disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze della pensione anticipata

INPS: Quota 100: presentazione delle domande di pensione e posticipo APE sociale fino al 31/12/2019.

Reddito di cittadinanza e di pensioni pubblicato il decreto legge in Gazzetta Ufficiale

Loy: “Arrivate 5 mila domande per Quota 100”.

Già arrivate 5 mila domande per Quota 100, secondo quanto riportato dal Civ dell’Inps, il consiglio di indirizzo e vigilanza. Il suo presidente, Guglielmo Loy, ha fornito il dettaglio delle richieste: alle 17 di ieri 1892 domande sono arrivate per via telematica e 2697 attraverso i patronati;”tantissime persone si sono presentate nelle sedi dell’Istituto per informazioni su Quota 100 e sul reddito di cittadinanza“, ha riferito Loy. Qui abbiamo spiegato come inviare la domanda nel dettaglio, mentre qui come funziona e quanto conviene andare in pensione con la nuova misura dell’esecutivo Lega-M5s.

ADNKRONOS

Per anticipare l'accesso alla pensione all'età di 62 anni bisogna aver maturato almeno 38 anni di contributi. E' la regola alla base del funzionamento di Quota 100, la nuova misura previdenziale introdotta nello stesso decreto del reddito di cittadinanza. Per 'contributi utili' si intende la contribuzione accreditata a qualsiasi titolo in favore dell'interessato come specificato nel decreto stesso. Chi risulta iscritto a due gestioni previdenziali Inps, inoltre, può cumulare gratuitamente i contributi accreditati per raggiungere i 38 anni di contribuzione richiesta. Lo stesso non vale per chi è iscritto anche a una cassa professionale. In tal caso l'unico modo per riunire i contributi è quello della ricongiunzione, che però è a titolo oneroso per l'interessato. Come anticipato per Quota 100 è valido qualsiasi tipo di contributo, ma per quanto riguarda i contributi figurativi, ossia quelli versati dall'Inps senza alcun onere per l'interessato nei periodi in cui questo non ha potuto svolgere la normale attività lavorativa (come durante il congedo di maternità), dovrebbe continuare a valere quanto stabilito dalla Legge 153/1969 secondo la quale - solo nel caso dei dipendenti privati - ai fini del raggiungimento della pensione almeno 35 anni di contribuzione deve essere raggiunta al netto dei contributi accreditati durante la malattia o la disoccupazione ordinaria. Tolto questo limite, quindi, per Quota 100 varranno i contributi obbligatori, figurativi, da riscatto o volontari. Bisogna sottolineare però che per i beneficiari di Quota 100 non si applica quanto previsto dalla nuova pace contributiva e dal riscatto agevolato della laurea: il primo, infatti, è riservato a coloro che non hanno contribuzione antecedente al 1° gennaio 1996, mentre nel secondo caso solo gli Under 45 possono richiedere il riscatto agevolato della laurea. In entrambe le situazioni, quindi, sono esclusi - seppur non dichiaratamente - i beneficiari di questa nuova opzione per il pensionamento anticipato.

Non solo Quota 100, con l’entrata in Gazzetta Ufficiale del decretone, l’Inps ha dato il via in modo ufficiale anche alle domande per richiedere Opzione donna, l’altro scivolo pensionistico anticipato, per alcune categorie di lavoratrici che ne hanno ovviamente i requisiti.

OPZIONE DONNA, LE NOVITA’ – Il Decreto pensioni e reddito di cittadinanza del 28 gennaio 2019 rinnova Opzione donna anche per il 2019.
Grazie a questa proroga le lavoratrici donne in possesso di almeno 35 anni di contributi maturati e un’età anagrafica di 58 anni (se dipendenti) e 59 anni (se autonome) possono accedere a questa opportunità di uscita da lavoro anticipata. Il predetto requisito di età anagrafica non è adeguato agli incrementi alla speranza di vita.

COME FARE DOMANDA – La domanda può essere presentata utilizzando i servizi Inps online, oppure rivolgendosi a patronati e centri di assistenza fiscale (CAF), oppure chiamando il contact center INPS (803164 da telefono fisso, 06164164 da mobile).

Per chi sceglie la modalità telematica sono necessarie le credenziali di accesso (PIN INPS, oppure SPID o carta nazionale dei servizi). Occorre poi seguire questo percorso:

  • andare sulla pagina dedicata a “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”;
  • scegliere l’opzione “nuova domanda” dal menù di sinistra e poi selezionare la voce relativa alla tipologia di domanda che si presenta;
  • a quel punto selezionare l’opzione “per la pensione anticipata c.d. Opzione donna”;
  • proseguire cliccando su: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Contributivo sperimentale lavoratrici”;
  • infine selezionare, in tutti e tre i casi, il Fondo e la Gestione di liquidazione.

Le domande possono essere presentate dai lavoratori iscritti alle Gestioni private, alla Gestione pubblica e alla Gestione spettacolo e sport, anche al fine di chiedere, per la pensione quota 100, il cumulo dei periodi assicurativi.

DECORRENZA PENSIONE – Nella circolare viene specificato che le lavoratrici che hanno i requisiti come sopra riportato, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi:

  • 12 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti;
  • 18 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.

COMPARTO SCUOLA – Le lavoratrici del comparto scuola e AFAM, al ricorrere dei prescritti requisiti, possono conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre e dal 1° novembre 2019.
Le lavoratrici che hanno perfezionano i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2018 possono conseguire il trattamento pensionistico anche successivamente alla prima decorrenza utile. La decorrenza del trattamento pensionistico non può essere comunque anteriore al giorno successivo al 30 gennaio 2019, giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge in oggetto.

AFFARI ITALIANI

QUOTA 100 PENSIONI lancia una nuova era il mondo del lavoro in l'Italia. Lo assicura Luigi Di Maio. "Smettiamola di ascoltare i menagrami. Abbiamo dato l'opportunità a chi ha lavorato una vita intera di esercitare un proprio diritto. Con le uscite di quota 100 e lo sblocco del turn over si apriranno tantissime opportunità di lavoro per i nostri giovani. Parte il ricambio generazionale! Stiamo realizzando quello che abbiamo detto e i risultati si cominciano a vedere. E siamo solo all'inizio", spiega il ministro dello sviluppo e del lavoro nonché vicepremier, Luigi Di Maio, su Instagram. "Quota 100 non funzionerà, pochissimi aderiranno a quota 100, quota 100 non basta, quota 100 è un bluff, quota 100 è un'operazione di facciata.... Così dicevano tutti. Dicevano che era irrealizzabile. Noi invece l'abbiamo fatta", prosegue ricordando i risultati: "Sono quasi 5.000 le domande arrivate già all'Inps per chiedere di andare in pensione con la cosiddetta quota 100 o con le altre misure previste dal Decreto del Governo". E ricorda i dati del presidente del Civ dell'Inps, Guglielmo Loy, che ha sottolineato "che queste sono arrivate per via telematica (1.892 prima delle 17) e attraverso i patronati (2.697) ma che "tantissime persone si sono presentate nelle sedi dell'Istituto per informazioni su Quota 100", conclude.

PENSIONI QUOTA 100, 'niente per i giovani'. L'attacco di Brambilla. Pensioni news

Nel decreto pensioni e reddito cittadinanza non c'è "nulla per i giovani, cioè per quelli che hanno cominciato a lavorare dall'1/1/1996 e che oggi hanno anzianità contributive fino a 23 anni e rappresentano almeno il 50% dei lavoratori in servizio". Così Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi Itinerari Previdenziali, in un paper sulla quota 100, critica la mancanza di misure nel decreto per i giovani lavoratori, proprio quelli che pensano, spiega l'esperto, "che la pensione non l'avranno mai; che dovranno lavorare almeno fino a 75 anni; e che se anche avranno la pensione, sarà molto bassa anche per gli anni non lavorati tra un impiego e l'altro". La riforma Monti-Fornero ha introdotto una serie di rigidità soprattutto per i giovani, la cui pensione è calcolata interamente con il metodo contributivo. E la 'busta arancione' dell'Inps, ricorda Brambilla, "indica ai giovani i 75 anni come età di pensionamento di vecchiaia contributiva (oggi occorrono 71 anni di età anagrafica e almeno 5 anni di contributi), oppure per la pensione di vecchiaia, 67 anni di età con 20 anni di contributi e una pensione almeno pari a 1,5 volte l'assegno sociale, oppure 64 anni di età + 20 anni di contributi ma con pensione almeno pari a 2,8 volte l'assegno sociale". "Dire a un giovane di 24 anni che dovrà lavorare almeno fino a 75 anni significa bruciare tutte le speranze", avverte. "Per questi giovani smontare la legge Fornero sarebbe stata la cosa più equa e, dato che la prima erogazione avverrà tra circa 20 anni, anche la meno costosa e con un piano di ammortamento di modesto importo", afferma Brambilla.

PENSIONI: QUOTA 100 CISL: PUO' ESSERE OPPORTUNITA' MA IL 9 SINDACATI IN PIAZZA

Quota 100 pensioni "con cui si chiede un minimo di 62 anni di età e 38 anni di contributi può essere un'opportunità per molte lavoratrici e lavoratori, ma il sistema previdenziale dovrà continuare ad essere riformato. Ed è anche per questo che scenderemo in piazza il 9 febbraio con la grande manifestazione nazionale di Cgil, Cisl, Uil". E' quanto sottolinea il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga in merito al testo ufficiale del decreto legge che introduce la quota 100. "La Cisl auspica che molti lavoratori possano avere la possibilità di andare in pensione con le nuove regole e che da questo scaturisca, almeno in parte, un ricambio generazionale del personale nelle imprese e nel comparto pubblico. Il decreto "quota 100" apre spazi di flessibilità nell'acceso alla pensione rispetto alla Legge Fornero ma non per la platea che avremmo auspicato dal momento che, come abbiamo ribadito più volte, tante donne e tanti lavoratori discontinui non riusciranno ad accedere a 'Quota 100' perché 38 anni di contributi sono tanti e mancano meccanismi compensativi per queste situazioni, come ad esempio abbiamo ottenuto per le donne con figli nel caso dell'Ape sociale appena prorogata". "E' importante adesso verificare il cosiddetto 'tiraggio' del decreto, ossia l'effettivo utilizzo da parte delle lavoratrici e dei lavoratori. - prosegue Ganga - rispetto alla pubblica amministrazione, il nostro giudizio è di insoddisfazione, perché purtroppo, ancora una volta i pubblici dipendenti sono discriminati rispetto al settore privato per effetto delle 'finestre' lunghe di sei mesi e avranno la prima decorrenza utile per andare in pensione con quota 100 solo il 1 agosto a condizione che presentino la domanda di dimissioni entro il 31 gennaio, cioè entro 2 giorni, altrimenti la decorrenza sarà ulteriormente differita".