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Rinnovo del CCNL per i Dipendenti da Istituti ed Imprese della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari Proclamazione sciopero generale nazionale

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Clicca qui e leggi il comunicato in pdf

24.01.2019 - Spettabili Associazioni,

ai sensi delle norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati di cui alla Legge 12 giugno 1990, n.146 e s.m.i., nonché della Regolamentazione provvisoria delle prestazioni indispensabili per il settore della vigilanza, sicurezza e ordine pubblico adottata a maggioranza dalla Commissione di garanzia con delibera n.06/431 del 19 luglio 2006 e pubblica in G.U. n.183 dell’ 8 agosto 2006;

stante l’esito negativo del tentativo di conciliazione esperito nell’ambito della procedura di raffreddamento ex L. 146/90 e s.m.i., avendo le associazioni datoriali convocato le scriventi OO.S. oltre il termine prescritto; preso atto che codeste Associazioni datoriali, del tutto indifferenti allo stato di enorme disagio originato dal mancato rinnovo del CCNL per i Dipendenti da Istituti ed Imprese della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari scaduto dal lontano 31 dicembre 2015;

SI COMUNICA QUANTO SEGUE

 

Anche ai sensi e per gli effetti dell’art.4 della summenzionata Regolamentazione provvisoria delle prestazioni indispensabili e delle altre misure di cui all'art.2 comma 2, Legge n. 146/1990, come modificata dalla legge n.83/2000, per il settore della vigilanza, sicurezza e ordine pubblico concernente le modalità di effettuazione degli scioperi, le scriventi OO.SS. con la presente, nel rispetto del previsto termine di preavviso, sono a proclamare, nell’ambito della vertenza per il rinnovo del summenzionato CCNL, una seconda mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti a cui viene applicato il CCNL in parola.

La durata di tale mobilitazione sarà per l’intero turno lavorativo programmato nell'arco temporale ricompreso dalle ore 00:00 alle ore 24:00 delle giornate di venerdì 1 e sabato 2 febbraio 2019, salvo quanto di seguito specificato in tema di modalità di attuazione.

Le modalità di attuazione dello sciopero, nel rispetto delle franchigie e della durata massima prevista sia dalla summenzionata Regolamentazione provvisoria che dalla Disciplina dell’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali del trasporto aereo saranno le seguenti:

  • astensione dal lavoro per l’intero turno lavorativo di venerdì 1 febbraio e sabato 2 febbraio 2019 delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati in attività diverse dai servizi di sicurezza aeroportuale;
  • astensione dal lavoro per l’intero turno lavorativo di venerdì 1 febbraio degli addetti ai servizi di controllo in ambito aeroportuale affidati in concessione (controllo dei passeggeri in partenza ed in transito; controllo radioscopico o con altri tipi di apparecchiature del bagaglio al seguito dei passeggeri; controllo radioscopico o con altri tipi di apparecchiature dei bagagli da stiva, della merce e dei plichi dei corrieri espresso) per gli aeroporti delle Regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto
  • astensione dal lavoro per l’intero turno lavorativo di sabato 2 febbraio degli addetti ai servizi di controllo in ambito aeroportuale affidati in concessione (controllo dei passeggeri in partenza ed in transito; controllo radioscopico o con altri tipi di apparecchiature del bagaglio al seguito dei passeggeri; controllo radioscopico o con altri tipi di apparecchiature dei bagagli da stiva, della merce e dei plichi dei corrieri espresso) per gli aeroporti delle Regioni Marche, Abruzzo, Molise, Umbria, Puglia, Lazio, Calabria, Campania, Basilicata, Sicilia,
  • Le motivazioni dello sciopero sono rappresentante dallo stato di sofferenza e di profondo disagio sia dei lavoratori dipendenti del settore che dei loro nuclei familiari ingenerato dal lungo periodo di tempo intercorso dalla scadenza del CCNL; in tale lasso di tempo, i trattamenti economico-retributivi della categoria non hanno conosciuto alcun incremento e le lavoratrici ed i lavoratori del settore vedono mortificato il loro legittimo diritto ad avere condizioni salariali e contrattuali in linea con le altre categorie del settore privato e con le previsioni sancite negli Accordi Interconfederali sottoscritti dalle Confederazioni datoriali cui le codeste Associazioni pure aderiscono.