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Pensioni, la rassegna stampa del 04.01.2019

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pens

https://video.repubblica.it/edizione/torino/torino-centinaia-di-pensionati-in-piazza-contro-il-blocco-delle-rivalutazioni/323805/324423

Torino, centinaia di pensionati in piazza contro il blocco delle rivalutazioni

Presidio davanti alla prefettura di Torino indetto dalle categoria dei pensionati di Cgil-Cisl-Uil contro la riduzione della rivalutazione per 3 anni delle pensioni sopra i 1.522 euro lordi al mese prevista dalla manovra finanziaria del Governo. Alcune centinaia di persone hanno fatto sentire la loro voce con una partecipazione superiore alle attese degli stessi organizzatori. Tra le tante sigle presenti in piazza anche una delegazione del Sindacato dei lavoratori di polizia. I rappresentanti di Spi, Fnp e Uilp sono stati ricevuti dai vertici della prefettura.

https://www.pensionipertutti.it/pensioni-anticipate-ultimissime-al-4-1-stop-adv-dal-2019-ma-per-chi/

Le ultimissime novità al 4 gennaio arrivano dal sottosegretario al Ministero del Lavoro Claudio Durigon che nel corso dell’intervista rilasciata ieri a “Stasera Italia” ha confermato che nel decreto che servirà a dare l’avvio a quota 100 e al reddito di cittadinanza, vi sarà tra le altre cose anche la norma che sancirà il blocco dell’adeguamento dell’aspettativa di vita. Dunque dal 2019, non scatterà l’incremento dei 5 mesi di adv, o meglio il decreto prevedrà la reatroattività dal momento che non arriverà prima del 10/12 gennaio. Durigon ha confermato altresì buone nuove per la proroga dell’opzione donna e dell’Ape sociale. I dettagli al 4/1

Pensioni, per chi vale lo stop dell’adv dal 2019?

L’esponente della Lega é ben conscio del fatto che l’Inps avrà un grosso carico di lavoro dall’avvio di quota 100 e reddito di cittadinanza, ragione per cui ha confermato che si é nel mezzo di una task force affinché si riescano a mantenere gli impegni presi. Inoltre si sta studiando con l’Inps il modo migliore con cui intervenire al fine di smaltire tutte le domande che arriveranno. Lo stop dell’aspettativa di vita era una misura molto attesa da tutti e in modo particolare da quanti sono rimasti fuori dalla quota 100, come i precoci, in quanto per loro non vi saranno ‘vie di fuga’ anticipate rispetto alla Fornero, dal momento che la quota 41 non vedrà la luce prima del 2022.

Ragione per cui lo stop dell’adv garantirà almeno la possibilità di uscire anche nel 2019 con i medesimi requisiti pensionistici del 2018 ossia: 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, che non subiranno dunque l’aumento dei 5 mesi a 43 anni e 3 mesi e 42 anni e 3 mesi come pareva ormai certo, giacché al 1 gennaio non era giunta nessuna comunicazione ufficiale ed il meccanismo di aumento é automatico. Ora però Durigon conferma che lo stop dell’adv vi sarà nel decreto con quota 100, che risulta dunque onnicomprensivo, e sarà a valenza retroattiva, per chi vale però lo stop? Solo per le pensioni anticipate mentre per la pensione di vecchiaia vi sarà l’incremento dei 5 mesi dal 2019, ossia occoreranno 67 anni per poter andare in quiescenza. I dubbi dei precoci restano, lo stop dei 5 mesi varrà anche per la quota 41? saranno 5 mesi effettivi o lo sconto si ridurrà a 2 ?

Pensioni 2019, ok stop adv: ma con o senza finestre?

Inizialmente si era detto che il blocco dell’adv dal 2019 avrebbe riguardato sia le pensioni anticipate quanto i precoci, mettendo al riparo anche i quarantunisti, ora le ultime dichiarazioni non contemplano più questa possibilità . Dimenticanza, viene dato per scontato da Durigon, oppure lo stop dell’adv dal 2019 varrà solo per le pensioni anticipate, mentre chi riuscirà ad optare per la quota 41, resa strutturale per le categorie disagiate dalla passata legislatura, dovrà maturare dal 2019 ben 41 anni e 5 mesi?

Secondo dubbio dei lavoratori, che confidiamo Durigon possa chiarire quanto prima: lo stop dei 5 mesi sarà effettivo oppure varranno le finestre come per quota 100? ragione per cui lo sconto reale sarà ridotto solo a 2 mesi? Insomma nonostante le buone nuove, si é in attesa di leggere questo decreto perché i dubbi sono ancora molti, anche le donne, ad esempio, pur liete della conferma della proroga nulla hanno ancora capito sui requisiti che si dovranno centrare dal 2019 per poter usufruire della proroga e soprattutto per quanto durerà.

http://www.affaritaliani.it/economia/pensione-d-invalidita-a-780-euro-ecco-cosa-cambia-occhio-all-isee-580060.html

Pensione d'invalidità, le novità con la riforma

Da 280 a 780 euro: così potrebbe cambiare, nelle prossime settimane, l'importo della pensione d'invalidità civile. É quanto prevede la “pensione di cittadinanza”, misura inserita nella nuova legge di bilancio, ma che sarà realtà solo con l'emanazione del decreto attuativo, atteso entro la metà di gennaio. Oggi - scrive www.agenzia.redattoresociale.it - l'importo della pensione per invalidi civili totali ammonta a poco più di 282 euro (305,56 per i ciechi civili totali), cui in alcuni casi si somma l'accompagnamento (516 euro). Con la riforma delle pensioni, l'importo della pensione d'invalidità non potrà più essere inferiore a 780 euro. Una novità che potrebbe concretizzarsi già a partire dal prossimo febbraio.

Ma a chi spetterà questo beneficio? Non a tutti, naturalmente, ma solo a chi percepisce un reddito molto basso. Si abbassa infatti anche la soglia massima prevista per l'Isee: se prima infatti il limite di reddito era pari a 16.664,36 euro, il nuovo importo minimo è previsto solo per chi abbia un Isee inferiore a 9.300 euro.

“L'aumento è un'iniziativa sicuramente importante, perché è ridicolo dare a chi ha un'invalidità quella miseria che oggi viene data – commenta Mariangela Lamanna, presidente del Comitato 16 Novembre - Ma c'è un aspetto da non dimenticare: l'invalidità viene riconosciuta fino al 65° anno di età: è fondamentale eliminare questa norma, per procrastinare la pensione d'invalidità a vita”.

Per conoscere i dettagli della misura, come le indicazioni e i requisiti per accedervi, occorre attendere l'emanazione del decreto attuativo, che potrebbe avvenire entro la metà del mese corrente.

https://it.blastingnews.com/lavoro/2019/01/pensioni-quota-100-governo-conferma-proroghe-od-e-ape-sociale-nel-maxi-dl-002809491.html

Pensioni Quota 100, Governo conferma proroghe OD e Ape Sociale nel maxi DL

Riforma pensioni, confermate proroghe per Ape Sociale e Opzione Donna nel maxi decreto per Quota 100 e reddito di cittadinanza.

Ultime notizie sulle Pensioni, ad oggi venerdì 4 gennaio, incentrate sul nuovo decreto unico che riguarderà pensioni e reddito di cittadinanza che dovrebbe essere formalizzato la prossima settimana. Il testo è ancora in fase di perfezionamento tecnico ma dovrebbe arrivare al Consiglio dei Ministri martedì prossimo per poi essere varato entro la fine della prossima settimana. Il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ha sottolineato come le pensioni minime a 780 euro così come quelle di invalidità partiranno tra febbraio e marzo.

Intanto viene confermata la presenza della proroga annuale dell'Ape Sociale e di Opzione Donna nel maxi decreto pensioni-reddito di cittadinanza.

Riforma pensioni, anche Opzione Donna e Ape Social nel maxi decreto con reddito di cittadinanza

Il numero odierno del quotidiano economico 'Il Sole 24 ore', conferma la presenza della proroga di Opzione Donna e dell'Ape Sociale nel decreto legge atteso per la prossima settimana e che dovrà dare il via alla nuova misura di pensionamento anticipato Quota 100 .

Opzione Donna riconoscerà alle lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1959 (per le autonome il 1958) di poter accedere alla pensione con il requisito di almeno 35 annualità di versamenti contributivi. Per quanto riguarda, invece, l'Ape Sociale si riapriranno le porte a quei lavoratori in condizioni di disagio con 63 anni di età anagrafica e 30 di versamenti contributivi (36 se impegnati in mansioni gravose).

Decreto Quota 100, pace contributiva e congelamento adeguamento alla speranza di vita

Un altro aspetto importante sarà quello relativo alla sterilizzazione degli adeguamenti di cinque mesi alla speranza di vita, con la conferma dei 42 anni e 10 mesi per gli uomini e dei 41 anni e 10 mesi per le donne, oltre ai 41 anni per i precoci che rientrino in particolari condizioni di difficoltà e che possiedono almeno dodici mesi di contributi versati prima dei 19 anni.

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In merito alla novità più importante, dal punto di vista previdenziale, che sarà contenuta nel decreto unico pensioni-reddito di cittadinanza , c'è da sottolineare come Quota 100 sarà accompagnata dalla 'pace contributiva' che darà la possibilità ai lavoratori di riscattare i 'buchi' contributivi dal 1996 in poi, fino ad un massimo di 5 anni. Tra le possibili opzioni da introdurre nel decreto anche quella di riconoscere una percentuale di detraibilità a favore del lavoratore, oltre alla deducibilità a favore del datore di lavoro.

Militari, Ecco i requisiti per andare in pensione nel 2019

Anche il comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico dovrà da quest'anno lavorare di più. In attesa della Riforma annunciata dal Governo (che tuttavia non dovrebbe cambiare notevolmente il quadro previdenziale per il comparto), dal 1° gennaio 2019 è scattato l'adeguamento dei requisiti di pensionamento del personale appartenente ad Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia penitenziaria, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco nella misura di cinque mesi stabilita dal decreto del Ministero del Lavoro e dell'Economia dello scorso 5 Dicembre 2017. 

Com'è noto i lavoratori nelle forze armate e delle forze di polizia ad ordinamento militare e civile nonchè il personale appartenente ai Vigili del Fuoco mantengono requisiti previdenziali diversi da quelle generali vigenti nell'AGO e nelle gestioni sostitutive ed esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria in virtu' delle specificità del settore riconosciute ai sensi del Dlgs 165/1997 che non sono state interessate dal regolamento di armonizzazione adottato nel 2013 (Dpr 157/2013). Ma anche questi valori devono essere comunque adeguati, in sintonia con quanto accade nei confronti degli altri lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria, alla speranza di vita.

Pertanto dal 1° gennaio 2019 si porta in avanti di 5 mesi l'età anagrafica richiesta per la pensione di vecchiaia sia quella anagrafica e/o contributiva prevista per l'accesso alla pensione di anzianita'. I nuovi requisiti saranno in vigore sino al 31 dicembre 2020 (dal 1° gennaio 2021 è atteso un nuovo incremento la cui entità non è ancora nota ufficialmente).

Trattamento di vecchiaia

Di conseguenza il trattamento di vecchiaia da quest'anno può essere conseguito al raggiungimento dell'età anagrafica massima per la permanenza in servizio prescritta dai singoli ordinamenti variabile in funzione della qualifica e del grado (oscilla tra i 60 e i 65 anni) aumentata di un anno congiuntamente al requisito contributivo previsto per la generalità dei lavoratori, 20 anni di contributi. Il requisito anagrafico non viene adeguato agli incrementi della speranza di vita nell'ipotesi in cui al compimento di detto limite di età risultino già soddisfatti i requisiti prescritti per il diritto a pensione (di anzianità), in sostanza i 35 anni di contributi. Circostanza abbastanza frequente.
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