Assegno straordinario: criteri per il monitoraggio delle domande

INPS

Assegno straordinario: criteri per il monitoraggio delle domande

11 dicembre 2018

Con il messaggio 11 dicembre 2018, n. 4622 l’INPS comunica che, per il 2018 e gli anni seguenti, procederà al monitoraggio delle risorse disponibili per l’accesso all’assegno straordinario di sostegno al reddito, adottando criteri diversificati in relazione al settore del Fondo di solidarietà interessato.

Valutata la fattibilità tecnica da parte dell’Istituto, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno condiviso la proposta avanzata congiuntamente da ABI, Federcasse e Ferrovie dello Stato Italiane.

Pertanto, l’Istituto monitorerà le domande di assegno straordinario utilizzando il criterio del cosiddetto “biennio mobile” per i settori del credito ordinario, del credito cooperativo e il criterio di cassa per il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Tali modalità operative saranno rivalutate se ulteriori settori destinatari dei Fondi di solidarietà fossero interessati al trattamento di assegno straordinario.

"Assegno straordinario di sostegno al reddito

Cos'è+

Gli assegni straordinari sono prestazioni a sostegno del reddito a carico dei datori di lavoro. Sono riconosciuti con accordi aziendali per agevolare l'esodo dei lavoratori a tempo indeterminato che raggiungono i requisiti per la pensione entro un determinato periodo.

A chi è rivolto+

Le prestazioni straordinarie si rivolgono ai dipendenti delle aziende destinatarie dei fondi di Credito ordinario, Credito cooperativo, Esattoriali, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato, imprese assicuratrici e società di assistenza e del Trentino coinvolti in processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale.

Come funziona+

Di seguito si elencano i dettagli di ogni singolo Fondo.

  • Credito ordinario (decreto interministeriale 28 luglio 2014, n. 83486, circolare INPS 6 maggio 2015, n. 90). La prestazione economica è finanziata dal datore di lavoro e corrisposta fino alla maturazione del diritto alla pensione in favore dei dipendenti (compresi i dirigenti) di aziende di credito ordinario che maturino i requisiti per la pensione (la più prossima tra la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia, o secondo i requisiti eccezionali previsti dal comma 15-bis della legge 22 dicembre 2011, n. 214), entro il periodo massimo previsto decorrente dalla data di cessazione del rapporto di lavoro). Il finanziamento degli assegni straordinari con decorrenza compresa nel triennio 2017 – 2019 è regolato da ultimo dalla legge11 dicembre 2016, n. 232 (cfr. messaggio 9 agosto 2017, n. 3267).
  • Credito cooperativo (decreto interministeriale 20 giugno 2014, n. 827614, circolare INPS 21 maggio 2015, n. 104). La prestazione economica è finanziata dal datore di lavoro e corrisposta fino alla maturazione del diritto alla pensione in favore dei lavoratori dipendenti (compresi i dirigenti) di aziende di credito cooperativo che maturino i requisiti necessari per la pensione (la più prossima tra la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia, o secondo i requisiti eccezionali previsti dal comma 15-bis della legge 214/2011), entro il periodo massimo previsto decorrente dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Il finanziamento degli assegni straordinari con decorrenza compresa nel triennio 2017 – 2019 è regolato da ultimo dalla legge11 dicembre 2016, n. 232 (cfr. messaggio 9 agosto 2017, n. 3267).
  • Esattoriali (decreto interministeriale 18 aprile 2016, n. 95439, circolare INPS 11 gennaio 2017, n. 6). La prestazione economica è corrisposta fino alla maturazione del diritto alla pensione in favore dei lavoratori dipendenti (compresi i dirigenti) di aziende esattoriali che maturino i requisiti necessari per la pensione (la più prossima tra la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia, o secondo i requisiti eccezionali previsti dal comma 15-bis della legge 214/2011) entro il periodo massimo previsto decorrente dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
  • Poste Italiane SpA (decreto interministeriale 24 gennaio 2014, n. 78642, circolare INPS 13 maggio 2015, n. 95). La prestazione economica è finanziata dal datore di lavoro e corrisposta fino alla maturazione del diritto alla pensione in favore dei lavoratori dipendenti del gruppo Poste Italiane SpA che maturino i requisiti necessari per la pensione (la più prossima tra la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia, o secondo i requisiti eccezionali previsti dal comma 15-bis della legge 214/2011), entro il periodo massimo previsto decorrente dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
  • Ferrovie dello Stato Italiane (decreto interministeriale 9 gennaio 2015, n. 86984, circolare INPS 29 dicembre 2015, n. 208, come modificato dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 18 maggio 2017, n. 99296). La prestazione economica è finanziata dal datore di lavoro e corrisposta fino alla maturazione del diritto alla pensione in favore dei lavoratori dipendenti di aziende del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che maturino i requisiti necessari per la pensione (la più prossima tra la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia, o secondo i requisiti eccezionali previsti dal comma 15-bis, legge 22 dicembre 2011, n. 214), entro il periodo massimo previsto decorrente dalla data di cessazione del rapporto di lavoro).
  • Imprese assicuratrici e società di assistenza (decreto interministeriale 17 gennaio 2014, n. 78459, circolare INPS 10 marzo 2015, n. 56). La prestazione economica è finanziata dal datore di lavoro e corrisposta fino alla maturazione del diritto alla pensione in favore dei lavoratori dipendenti di aziende assicurative che maturino i requisiti necessari per la pensione (la più prossima tra la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia, o secondo i requisiti eccezionali previsti dal comma 15-bis della legge 214/2011), entro il periodo massimo previsto decorrente dalla data di cessazione del rapporto di lavoro).
  • Trentino (decreto interministeriale 1° giugno 2016, n. 96077, circolare INPS 16 marzo 2017, n. 62). Prestazione economica finanziata dal datore di lavoro e corrisposta fino alla maturazione del diritto alla pensione in favore dei lavoratori dipendenti  dei datori di lavoro privati, che non rientrano nel campo di applicazione della normativa in materia di integrazione salariale o dei Fondi di solidarietà bilaterali ex decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 e che occupano almeno il 75% dei propri dipendenti in aziende ubicate nel territorio della provincia di Trento, che maturino i requisiti necessari per la pensione (la più prossima tra la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia, o secondo i requisiti eccezionali previsti dal comma 15-bis, legge n. 214/2011), entro il periodo massimo previsto decorrente dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Decorrenza

L'assegno straordinario è liquidato dal primo giorno del mese successivo a quello della risoluzione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda. Tra la data di cessazione del rapporto di lavoro e la decorrenza dell'assegno straordinario non deve sussistere soluzione di continuità.

L'assegno straordinario cessa di essere erogato alla scadenza e non è prevista la trasformazione automatica in pensione. L'interessato quindi deve presentare in tempo utile la domanda di pensione.

Quanto spetta

Il calcolo dell'assegno straordinario si effettua con le stesse modalità utilizzate per il calcolo della pensione.

Per i periodi di erogazione dell'assegno straordinario compresi fra la cessazione del rapporto di lavoro e la maturazione dei requisiti per la pensione, il datore di lavoro versa la contribuzione correlata dovuta alla competente gestione previdenziale obbligatoria di iscrizione.

Il valore dell'assegno straordinario è pari all'importo del trattamento pensionistico (anticipato o di vecchiaia) che spetterebbe all'interessato al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, con l'aggiunta del periodo per il quale l'azienda si impegna a versare la contribuzione correlata.

La domanda di assegno straordinario finalizzata alla pensione anticipata non può essere accolta se il lavoratore è titolare di pensione di invalidità o di assegno ordinario di invalidità.

Il lavoratore può scegliere l'erogazione in unica soluzione. In questo caso l'importo corrisponde a una percentuale, stabilita dal decreto di ciascun Fondo, di quanto sarebbe spettato se l'erogazione della prestazione straordinaria fosse avvenuta in forma rateale al momento della cessazione del rapporto di lavoro. L'importo viene poi attualizzato secondo i criteri stabiliti da ciascun decreto mentre la contribuzione correlata non è dovuta.

Il pagamento dell'assegno straordinario è corrisposto, a seconda delle regole di funzionamento di ciascun Fondo, per 12 o 13 mensilità.

Il regime fiscale dell'assegno straordinario erogato in forma rateale è generalmente quello della tassazione ordinaria, con l’eccezione degli assegni straordinari del Credito Ordinario, del Credito Cooperativo, di Poste Italiane SpA, assoggettati al regime della tassazione separata con l’utilizzo dell’aliquota TFR, ex art. 19 del TUIR.

Per l'erogazione dell'assegno straordinario il datore di lavoro deve provvedere al versamento anticipato mensile dell'importo a copertura della prestazione.

Gli assegni straordinari sono incompatibili con i redditi da lavoro dipendente e autonomo percepiti durante il periodo di fruizione degli assegni medesimi e derivanti da attività lavorativa svolta in concorrenza con quella del datore di lavoro presso il quale il lavoratore prestava servizio.

Per lo svolgimento di attività di lavoro dipendente o autonomo non in concorrenza, il decreto del singolo Fondo può prevedere una trattenuta sull'assegno straordinario per incumulabilità.

Il lavoratore è tenuto a comunicare lo svolgimento dell'attività lavorativa al datore di lavoro che finanzia l'assegno straordinario e al Fondo di sostegno al reddito tramite la sede INPS di competenza. In caso contrario, il lavoratore perde il diritto alla prestazione e deve restituire le somme indebitamente percepite, oltre agli interessi e alla rivalutazione capitale, mentre la contribuzione correlata viene cancellata.

L'INPS provvede a:

  •          verificare i requisiti richiesti all'azienda per l'accesso all'assegno straordinario;
  •         attribuire il codice di accreditamento all'azienda;
  • rilasciare all'azienda esodante il PIN o la sua estensione per l'accesso alle procedure automatizzate di pagamento della prestazione;
  •       verificare la sussistenza dei requisiti soggettivi in capo al lavoratore;
  • liquidare l'assegno straordinario;
  • quantificare ogni mese il costo per ciascuna azienda esodante e richiedere la provvista anticipata per erogare mensilmente l'assegno straordinario ai lavoratori;
  • effettuare e certificare le ritenute erariali;
  • quantificare annualmente i costi di gestione.

Domanda+

Come fare domanda

Dal 1° dicembre 2016, per i Fondi del settore credito ordinario e cooperativo la domanda di accesso all'assegno straordinario per ciascun lavoratore deve essere presentata online dal datore di lavoro (messaggio 10 novembre 2016 n. 4498).
 
Per tutti gli altri fondi, per i quali la modalità telematica è in fase di realizzazione, la domanda di accesso all'assegno straordinario per ciascun lavoratore deve essere presentata dal datore di lavoro presso la sede polo di cui ai messaggi n. 7 luglio 2015, n. 4621 e 3 agosto 2015 n. 5119, fatti salvi gli accentramenti già previsti per il Gruppo Ferrovie dello Stato e per il Gruppo Poste Italiane.

La domanda deve essere redatta utilizzando l'apposito modulo presente sul sito internet - sezione modulistica - Assicurato/Pensionato "Domanda di assegno straordinario da erogarsi in forma rateale", deve essere sottoscritta dal lavoratore e dal legale rappresentante dell'azienda e deve contenere tutti i dati identificativi dell'azienda esodante e le informazioni relative ai dati anagrafici e contributivi del lavoratore, nonché quelli relativi alla tipologia di pensione richiesta dal medesimo.