Visite agli articoli
10796591

Abbiamo 150 visitatori e nessun utente online

Benvenuti nel sito di Linklav. Ultime notizie sul mondo del lavoro

Rinnovo contratti a tempo determinato, stop al 30%

333
 

RS

ADNKRONOS - Decreto dignità, allarme per i contratti a termine

06.12.2018 - L'effetto del decreto dignità potrebbe essere un boomerang per i contratti a tempo determinato. Secondo le stime di Assolavoro sono 53mila le persone che non potranno essere ricollocate dalle agenzie del lavoro a gennaio. A lanciare l'allarme è anche Federmeccanica che ieri, illustrando i dati dell'indagine congiunturale sull'industria metalmeccanica, ha annunciato, con riferimento al decreto dignità, che il 30% delle imprese del settore non rinnoverà, alla data di scadenza, i contratti a tempo determinato in essere.

Nel dettaglio Assolavoro, nella nota diffusa ieri, spiega: "Sono circa 53mila le persone che, a partire dal 1° gennaio 2019, non potranno essere riavviate al lavoro attraverso le agenzie per il lavoro perché raggiungeranno i 24 mesi di limite massimo per un impiego a tempo determinato, secondo quanto previsto da una circolare del ministero (n.17 del 31 ottobre 2018) che ha retrodatato a prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del cosiddetto 'decreto Dignità' il termine da considerare per questi lavoratori assunti dalle agenzie".

Si tratta di una stima prudenziale, approssimata per difetto, elaborata da Assolavoro, l'associazione nazionale delle agenzie per il lavoro, con una proiezione sull'intero settore dei dati rilevati dagli operatori associati (circa l’85% del mercato).

Assolavoro evidenzia che, nonostante le ripetute manifestazioni di disponibilità, non c'è stato ancora nessun riscontro in generale e in particolare sull’interpello relativo proprio alla circolare n.17 del 31 ottobre 2018. L'Associazione nazionale delle agenzie per il lavoro ribadisce la necessità di "correggere il tiro" a tutela dei lavoratori.

Decreto dignità, a rischio 53 mila contratti a termine

L’allarme di Federmeccanica: secondo l’associazione confindustriale che riunisce 16 mila imprese dove lavorano circa 800 mila addetti, quasi un’azienda metalmeccanica su tre non rinnoverà i contratti a tempo determinato

CORRIERE DELLA SERA

di Christian Benna

Federmeccanica vede «nero». E attacca le misure del governo su occupazione, Industria 4.0 e alternanza scuola lavoro. Secondo l’associazione confindustriale che riunisce 16 mila imprese dove lavorano circa 800 mila addetti, quasi un’azienda metalmeccanica su tre non rinnoverà i contratti a tempo determinato. «Ecco i primi effetti del decreto dignità», commenta amaro il presidente Alberto Dal Poz presentando i dati della 148esima analisi congiunturale di Federmeccanica. «Già a luglio avevamo segnalato una fase di rallentamento dell’economia scoraggiando quei provvedimenti, come quelli contenuti nel decreto dignità, che penalizzano il lavoro. Il governo non ci ha ascoltato». Dal primo gennaio del prossimo anno, conferma Assolavoro, 53 mila contratti in scadenza non saranno rinnovati, perché raggiungono il limite dei 24 mesi consentito dalla nuova norma per il tempo determinato.

Il 96% dei lavoratori della metalmeccanica sono assunti a tempo indeterminato. «Ma alle aziende serve un minimo di flessibilità», ribadisce Dal Poz. Soprattutto oggi con un 2018 che si chiude nel segno della stagnazione. Dopo quattro anni di crescita della produzione industriale, il motore delle imprese metalmeccaniche si è inceppato: -0,6% nel primo trimestre, +0,8% nel secondo e + 0,1% nel terzo. Viaggia a ritmo ridotto anche l’export: negli ultimi tre mesi le vendite all’estero sono cresciute del 2,9%, contro il 6,5% dello scorso anno.

Alberto Dal Poz chiede maggiore chiarezza al governo: «Le imprese vogliono investire ma hanno bisogno di una politica industriale che sappia ridare slancio al Paese». E invece secondo il leader delle aziende metalmeccaniche nella manovra finanziaria 2019 «non ci sono misure per la crescita». Anzi c’è un clima di «incertezza» su tutti i fronti : dai piani per sostenere Industria 4.0 all’alternanza scuola lavoro , «tutti buoni provvedimenti che oggi il governo sta depotenziando».