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Pensioni, la rassegna stampa del 05.12.2018

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saldim

'Durante un forum ANSA, il Vicepremier e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha garantito ancora una volta l’attuazione delle misure più attese: pensioni quota 100 e reddito di cittadinanza. Luigi Di Maio in diretta al Forum ANSA: 'Evitiamo infrazione e manteniamo promesse

Di Maio rassicura ancora una volta su avvio Pensioni quota 100 e reddito di cittadinanza.

“A fine marzo partirà il reddito – ha detto Di Maio – con sgravio
contributivo pari al reddito e quota 100 che partirà tra
febbraio e marzo”

“Quelle misure sono ancora nella legge di bilancio” ha concluso il Vicepremier

Adnkronos

Pensioni, Di Maio: "Da febbraio minime a 780 euro"

Pubblicato il: 04/12/2018 22:21

"Tutti i pensionati minimi che oggi sono in difficoltà avranno una pensione minima di 780 euro e partire da febbraio". Così Luigi Di Maio, vicepremier e leader M5S, ospite di 'Porta a Porta' su Rai Uno.

Pensioni, Di Maio: "Da febbraio minime a 780 euro"

https://www.adnkronos.com/res/img/ico/ico-article.pngECONOMIA

"Tutti i pensionati minimi che oggi sono in difficoltà avranno una pensione minima di 780 euro e partire da febbraio". Così Luigi Di Maio, vicepremier e leader M5S, ospite di 'Porta a Porta' su Rai Uno.

A spiegare alcuni dettagli riguardanti i requisiti e i tempi per il ritiro dal lavoro con quota 100 ci pensa il sottosegretario Claudio Durigon, che in un’intervista al Messaggero di ieri spiegava come per i privati che maturano i requisiti entro il 31 dicembre la prima pensione dovrebbe arrivare ad aprile. Diverso il discorso per il settore pubblico: se ne parla probabilmente a ottobre, considerando anche i sei mesi di preavviso che probabilmente saranno necessari. Tempi fondamentali per poter svolgere i concorsi pubblici e sostituire immediatamente il personale.

La quota 100 per gli insegnanti

 

Nel settore pubblico trattamento diverso avranno gli insegnanti. Nulla di nuovo, i docenti godono da sempre di un regime in parte diverso per poter garantire la continuità didattica e non lasciare le scuole a corto di insegnanti durante l’anno scolastico. Quindi chi di loro avrà maturato i requisiti entro il 31 marzo 2019 potrà andare in pensione a settembre. Finestra temporale utilizzata da già oggi da tutta la categoria. Chi, invece, maturerà dopo il 31 marzo i requisiti per la quota 100 dovrà aspettare un altro anno, potendo andare in pensione solamente a settembre 2020. A spiegarlo è Il Sole 24 Ore, ricordando che ci sono circa 40mila docenti vicini alla pensione e solo la metà di loro potrà ritirarsi dal lavoro nel 2019. I sindacati hanno stimato che i docenti in uscita con i requisiti attuali (quindi precedenti alla quota 100) sono 21mila. A cui se ne aggiungono circa 6mila con quota 100 se per il requisito dei 38 anni di contributi si conteranno solamente quelli di ruolo. Sarebbero invece 20mila se il criterio sarà quello di 32 anni di ruolo e sei di precariato.

 

blastingnews

Pensioni anticipate: la quota 100 si farà anche con 2 miliardi in meno

Sulle pensioni flessibili dalla maggioranza si ostenta sicurezza: la nuova Q100 si farà anche se ci saranno meno risorse a disposizione.

Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 5 dicembre 2018 vedono arrivare dal Governo nuove dichiarazioni di conferma sull'intenzione di procedere con l'avvio dei pensionamenti anticipati [VIDEO] tramite la quota 100. In particolare, dal Ministero del Lavoro sono stati evidenziati importanti dettagli sulle modalità con cui l'esecutivo intende procedere. Dalla stessa maggioranza emergono anche aggiornamenti sugli assegni minimi e sul taglio agli emolumenti d'oro.

L'opposizione, invece, torna all'attacco sulla tenuta dei conti, chiedendo all'esecutivo di manifestare se si vuole correggere la manovra, mentre dalla Cgil si parla di "flessibilità bluff" e si mette in luce il rischio di disattendere le promesse fatte in campagna elettorale.

Durigon (Lega): quota 100 anche con 2 miliardi di meno

Dalla maggioranza si continua ad ostentare sicurezza in merito all'avvio dei nuovi pensionamenti anticipati tramite la quota 100.

A spiegare che il provvedimento risulta "sostanzialmente pronto" è stato il sottosegretario Claudio Durigon che, nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano "Il Messaggero", ha confermato la misura [VIDEO] nonostante la presenza di risorse inferiori. La volontà dimostrata resta, quindi, quella di aprire alle uscite dal lavoro a partire dai 62 anni di età e dai 38 anni di versamenti, con la prima finestra di apertura nel privato fissata ad aprile 2019 e nel pubblico impiego al mese di ottobre. La platea dei potenziali beneficiari è invece fissata in circa 350mila persone, mentre secondo l'esponente del Governo a contenere i costi ci saranno le già citate "finestre di uscita".

Di Maio (M5S) sulle minime: "Da febbraio a 780 euro"

Nel frattempo, anche il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio è tornato ad intervenire in merito alla riforma del settore previdenziale, parlando in particolare di assegni minimi e pensioni d'oro.

Nel primo caso ha indicato che "tutti i pensionati minimi che oggi sono in difficoltà avranno una pensione minima di 780 euro a partire da febbraio". Per quanto concerne, invece, il secondo caso, ha sottolineato che i tagli saranno effettuati "dai 4mila euro in su, ma per tutto quello che non è stato versato. Gli interventi li andiamo a fare per chi non ha versato i contributi per quanto serviva per avere le pensioni di 8mila-10mila euro al mese", ha concluso l'esponente del Governo.

Brunetta (Fi): "Tria spieghi se si vuole correggere la manovra"

Dall'opposizione arriva, invece, un duro attacco al Ministro dell'Economia Giovanni Tria e alle recenti posizioni assunte in merito alla legge di bilancio, definite dal parlamentare Renato Brunetta come contraddittorie. "La Commissione europea ci ha aperto la procedura di infrazione [VIDEO] evidenziando una deviazione senza precedenti dalle regole europee, che si basano sulla triennalità. Noi dovevamo fare una correzione di 0,6% in meno del deficit strutturale, abbiamo fatto invece una maggiore spesa di 0,8%, guarda caso equivalente ai fondi del reddito di cittadinanza e di quota 100 per le pensioni", ha spiegato l'esponente di Forza Italia.

Sulla base di queste considerazioni, Brunetta ha quindi invitato il Prof. Tria a dire se c'è l'intenzione di "correggere davvero la manovra".

Ghiselli (Cgil) e il bluff delle pensioni con la quota 100

Anche dai sindacati si esprime preoccupazione in merito alla manovra, ed in particolare ai provvedimenti di flessibilità previdenziali contenuti al suo interno. Secondo il segretario confederale Roberto Ghiselli, sulla questione "c'è una grande confusione" collegabile anche all'impostazione della campagna elettorale. In merito, invece, al confronto tra il Governo italiano e l'Europa, il sindacalista ha spiegato che la riduzione dei costi intaccherà anche la platea dei potenziali beneficiari della flessibilità previdenziale. "Sicuramente lo faranno facendo finta di non averlo fatto, provando a dare a intendere che quota 100 rimane e gli impegni vengano rispettati", ma "ad oggi, quello che concretamente si farà non è però dato di saperlo", ha concluso l'esponente della Cgil.

 

Pensioni, il tempo è quasi scaduto: le due ipotesi sul tavolo

Pensioni, il tempo è quasi scaduto: le due ipotesi sul tavolo

Dal lapsus di Conte ("ritardare le riforme non vuol dire tradirle") all'ammissione di Giorgetti ("risparmi vicini ai 4 miliardi da reddito e pensioni"). Come cambierà la manovra dei gialloverdi? Su quota 100 la strada sembra quasi obbligata

https://citynews.stgy.ovh/~shared/images/v2015/avatars/citynews-today.pngRedazione

05 dicembre 2018

Pensioni, il tempo è quasi scaduto: le due ipotesi sul tavolo

La quota 100 ha i giorni contati? Forse sì, almeno per come l’abbiamo conosciuta in questi mesi. Il governo continua a ostentare sicurezza, ma con il passare delle ore appare evidente che le indiscrezioni che parlano di possibili modifiche alle due misure-bandiera della manovra (reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni) qualche fondamento ce l’hanno. E dei segnali in questo senso – ovviamente ben camuffati – iniziano a trasparire anche dalle dichiarazioni di pezzi da 90 dell’esecutivo.

Prendiamo l’intervista del premier Giuseppe Conte a Repubblica. Il presidente del consiglio si è lasciato scappare una frase forse rivelatoria: "Ritardare le riforme non vuol dire tradirle". Come? "Ho una maledetta fretta di realizzarle perché fuori di qui, ogni giorno che passa, ci sono sempre più persone che le aspettano", ha premesso Conte, ma "ci sono tempi tecnici necessari ad attuarle. E  sono tempi che scopriamo nel momento in cui le scriviamo, per cui se prima sono state fatte altre previsioni, altre proiezioni, è perché voi siete voraci, cercate sempre una data, un numero". Insomma, "ritardare non vorrebbe dire tradirle, solo prendere il tempo che serve a fare le cose per bene".

Non passa neanche qualche ora che l’ufficio della Presidenza del Consiglio chiarisce: "Non è previsto alcun ritardo delle riforme. Conte ha parlato di 'tempi tecnici' e ha anche aggiunto 'abbiamo fretta, le persone non possono aspettare'". Solo un lapsus? Forse.

Pensioni e reddito: secondo Di Maio i soldi avanzano

Lo stesso Di Maio ieri però ha ammesso che per il reddito di cittadinanza il governo potrebbe stanziare un miliardo in meno, ma "non perché lo leviamo", semplicemente perché "non serve". Insomma, i soldi non solo bastano, ma ce ne sono addirittura di più. Tria è sulla stessa lunghezza d’onda. Dopo aver ammesso in un’audizione alla Camera che le analisi sui costi sono ancora in corso, il titolare di via XX settembre ha affermato che "se serviranno meno risorse rispetto a quanto stanziato allora la seconda decisione sarà se utilizzare o meno queste risorse a riduzione del deficit programmato".

Giorgetti: su quota 100 e reddito minore impatto vicino a 4 miliardi

La pensa così anche Giancarlo Giorgetti, che però stima un risparmio ancora maggiore. Parlando a Radio 24, il sottosegretario alla presidenza del consiglio ha detto che in base "alle elaborazioni di tipo quantitativo sull’applicazione di quota 100 e reddito di cittadinanza a partire da marzo" l’impatto sui conti pubblici potrebbe ridursi "anche in maniera significativa". "Non so se arriveremo a togliere 2 miliardi a ciascun provvedimento - ha detto Giorgetti - , ma magari arriviamo a cifre vicine a queste".   

Insomma, se così fosse la quota 100 potrebbe arrivare a costare sui 5 miliardi, contro i 6,7 miliardi stimati in precedenza, ma partirebbe solo da marzo. Eppure proprio questa mattina, il vice premier Luigi Di Maio parlando al forum dell’Ansa ha detto che quota 100 partirà a febbraio e il reddito di cittadinanza a marzo.

Per il momento dunque è grande la confusione sotto il cielo. Nel frattempo il tempo è quasi scaduto: a fine anno il governo dovrà approvare la finanziaria, ma intanto i mercati sono in attesa, lo spread viaggia sopra i 280 punti e la trattativa con Bruxelles è ancora in alto mare. 

Pensioni, le due ipotesi su quota 100

Difficile dire come le cose potrebbero evolversi. A voler leggere fra le righe, cercando di tradurre dal politichese all’italiano, sembra che il governo sia intenzionato a ritardare, seppure di poco, l’entrata in vigore di quota 100. In questo modo l’impatto sulle casse dello Stato per il 2019 potrebbe essere minore del previsto. E le coperture per gli anni a venire? Nessuno sa dirlo. Seconda opzione: apportare delle correzioni all’impianto delle due riforme. Salvini ha però bollato come "bufala" l’ipotesi di trasformare quota 100 in quota 104: "Quota 100 è 62 anni di età e 38 di contributi senza penalizzazioni. Questo l'impegno preso e lo porterò fino in fondo".  

Che cosa dobbiamo aspettarci? Lo scopriremo solo quando ci sarà almeno qualche barlume di legge. Come ha ricordato oggi lo stesso Tria "i disegni di legge ancora non esistono". E ogni tanto vale la pena tenerlo a mente.