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Fca: investimento di 5 miliardi sulle fabbriche italiane

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L'annuncio dell'ad Mike Manley e del responsabile delle attività europee Pietro Gorlier all'incontro con sindacati. In programma tredici nuovi modelli o restyling. A Pomigliano il Suv Alfa Romeo, a Cassino un altro a marchio Maserati. Smentita la vendita di Comau

01.12.2018  Pomigliano, Mirafiori, Melfi e Cassino. Gli investimenti, l’elettrico che parte e il diesel che torna. L’incontro tra i sindacati e i vertici di Fca, al gran completo con l’ad Manley e il ceo per l’area Emea Pietro Gorlier, lascia intravedere quale sarà il futuro del gruppo in Europa e soprattutto in Italia; e scompagina le previsioni della vigilia, almeno in parte.

Subito i nuovi modelli: 500 elettrica, Suv compatto Alfa Romeo, Jeep Compass, cui si affianca la Renegade ibrida. Troveranno casa a Mirafiori, Pomigliano e Melfi, le fabbriche che più avevano risentito negli ultimi tempo del rallentamento della produzione o del rinvio degli investimento previsti dal precedente piano. Fca non intende temporeggiare.Sulle attività italiane Fca investirà in totale 5 miliardi di euro da qui alla fine del piano, nel 2022. Oltre alle novità, ci sono anche le conferme, le vetture cioè su cui il Lingotto continuerà a puntare grazie agli interventi di restyling: in totale si arriva così a tredici modelli.

La sorpresa riguarda invece il diesel, di cui sei mesi fa, al momento della presentazione del piano industriale, era stata annunciata la rottamazione. Contrordine, tutto rinviato. Nonostante le condizioni del mercato europeo ed italiano non siano proprio scintillanti, complice anche l’entrata in vigore delle nuove regole sulle emissioni che nel 2020 secondo le stime di Fca potrebbero causare un rallentamento, il trend di crescita ”relativamente stabile” sosterrà il piano. E consentirà di centrare un altro obiettivo - in realtà già fissato a quest’anno dal precedente piano ma poi sfumato - entro il 2021: la piena occupazione. Sperando che sia la volta buona.

Positiva la reazione dei sindacati. Per il leader della Fim Marco Bentivogli (che dopo l’incontro ha subito un tentativo di aggressione da parte di un gruppuscolo dei Cobas di Pomigliano e Melfi) quello che arriva da Fca ”sembra un ottimo segnale che va valorizzato”, un segnale peraltro in controtendenza rispetto alle indicazioni del mercato ed all’annuncio di tagli fatto da General Motors negli Stati Uniti. Si tratta inoltre della dimostrazione che ”gli accordi sindacali hanno garantito gli investimenti e smontato due falsi miti: che per mantenere la manifattura nelle economie mature si debbano peggiorare le condizioni di lavoro e i salari”. Viene inoltre smentita, continua il segretario generale dei metalmeccanici Cisl, ”la narrazione in voga in ” una parte del paese che dal 2010 non vede l’ora di poter dire di aver avuto ragione” a schierarsi contro gli accordi siglati prima con Fiat e poi con Fca.

Il piano del Lingotto, annota Annamaria Furlan, andrà valutato ”con grande attenzione ed è quello che faranno sicuramente i sindacati di categoria, impegnati nel rinnovo del contratto di lavoro”. Ma, aggiunge la segretaria generale della Cisl, è ”sicuramente importante che l’annuncio di tredici nuovi modelli molto innovativi, il lancio dell’auto elettrica, i programmi annunciati di formazione e soprattutto la garanzia della saturazione dei livelli occupazionali negli stabilimenti italiani rappresentino una buona notizia non solo per il sindacato ma per tutto il sistema- paese”. Soprattutto in un momento in cui ” si parla spesso di aziende che vogliono delocalizzare” in 5 miliardi di investimenti annunciati da Fca sono ”un fatto molto positivo che premia il senso di responsabilità dei lavoratori italiani e di sindacati coraggiosi come la Cisl”. L’auspicio, conclude Furlan, è che venga rafforzata partecipazione nelle relazioni industriali in Fca, ”riconoscendo ai lavoratori un ruolo attivo e di corresponsabilità nelle scelte dell’azienda”.