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Ex Pip, migliaia in piazza a Palermo: caos traffico da via Libertà alla Prefettura

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 EP

30.11.2018 - Continua la protesta degli ex pip con le manifestazioni indette dai sindacati confederali ed autonomi.

Le dieci sigle sindacali degli ex Pip, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, Ugl, Alba, Alpi, Asud, Cisal, Confintesa e Ursas, insieme per fare fronte comune, hanno indetto una settimana di protesta per chiedere per i 2.600 ex pip, dopo 18 anni di precariato svolto in scuole, ospedali, assessorati regionali, enti, associazioni, come era stato concordato, l'assunzione dal primo gennaio 2019 e il transito previsto in Resais.
In migliaia sono tornati in strada per protestare contro i mancati adempimenti della Regione che avrebbero dovuto garantire il contratto di lavoro e la regolarità nei pagamenti. Al centro delle loro preoccupazione l’ormai decorsa scadenza dei 60 giorni concessi da una norma per il passaggio nell’ente regionale Resais. Cui si aggiunge il problema dei pagamenti di novembre e dicembre a rischio per mancanza di fondi. I manifestanti, partiti dall’assessorato all’Economia di via Notarbartolo, si sono diretti in Prefettura, attraversando tutta via Libertà, via Ruggero Settimo e infine via Cavour.“

"L'amministrazione regionale rischia un'eventuale denuncia per omissione d'atti d'ufficio - scrivono le dieci sigle sindacali in una nota - L'articolo 64 della legge regionale 8/2018 fissava in sessanta giorni dalla sua promulgazione il termine entro il quale i lavoratori ex Pip avrebbero dovuto optare per transitare alla Resais o per rimanere nello status di sussidiati. Il termine è ampiamente scaduto. La settimana scorsa l'assessorato al Lavoro ha pubblicato una circolare in cui veniva indicato il 26 novembre come data ultima per scegliere se restare nella condizione di sussidiati. La data, è stata posticipata al 20 dicembre. Entro il mese di luglio scorso Resais avrebbe dovuto avere l'elenco dei lavoratori da dover assumere. Ad oggi nulla di tutto ciò è avvenuto". 

Un tema sul quale è intervenuto ieri il presidente dell'Ars Gianfranco Micciché. "Se si fosse trattato di un ddl qualsiasi, non avrei certamente forzato i tempi regolamentari oggi in Aula. Trattandosi, però, delle variazioni di bilancio, cioè norme che permettono di stanziare le risorse necessarie per gli stipendi di 4 mila persone - che non possono essere lasciate senza soldi sotto Natale - sono sicuro di avere adottato, in conferenza di capigruppo, la migliore soluzione, nonostante l'opposizione abbia votato contro - ha detto Micciché - Continuo a ritenere il mio comportamento corretto, equilibrato e lineare, affinché l'Assemblea possa andare avanti e consentire ai Pip, ai dipendenti della Resais e a quelli delle riserve naturali di ricevere gli stipendi". Oggi è previsto un sit dalle 9 alle 20 all'Ars.

“I lavoratori non possono restare schiacciati fra due diverse norme come sta accadendo - dice il segretario generale della Fisascat Cisl Sicilia Mimma Calabrò - non è possibile continuare a giocare sulla loro pelle chiedendo a gente già stremata da decenni di precariato e maltrattata di fare un salto nel vuoto. I lavoratori non sono fastidiosi fardelli di cui disfarsi con stratagemmi inaccettabili”. In una circolare dell’assessorato al Lavoro veniva indicato il 26 novembre come termine ultimo se restare nello status di sussidiati o transitare nella Resais, ed entro luglio 2018 la Resais avrebbe dovuto avere l’elenco dei lavoratori da assumere, ma nulla è successo. Di mezzo l’impugnativa della legge da parte del Consiglio dei ministri e nessuna notizia prospettata dalle interlocuzioni con il governo centrale.“

Oltre le evidenti difficoltà dovute ad una legge sottoposta a vaglio di legittimità Costituzionale mancano ancora numerosi passaggi prima di pretendere che i lavoratori optino per una soluzione. “Con quali profili professionali e con quale contratto approderebbero in Resais? – si chiede Calabrò – dove sono le risorse necessarie per pagare i contributi di questi lavoratori? Che fine fanno le risorse che  la Regione viene a risparmiare con il pagamento degli assegni familiari da parte di Inps?”  Per tutti questi motivi parte una richiesta urgentissima di convocazione in Commissione Bilancio all’Ars con la presenza di governo e Resais. “Vanno chiarite tutte le questioni contrattuali e di bilancio – conclude Calabrò – e va definito in modo chiaro una volta per tutte il percorso perché i lavoratori non sono pacchi che si spostano da qui a lì a piacimento e soprattutto pretendono di essere rispettati come persone, cosa che l’amministrazione sembra dimenticare”  “Si tratta di lavoratori che non hanno contributi previdenziali versati e quei pochi diritti che hanno ottenuto come la possibilità di fruire della 104, delle ferie, della malattia e della maternità li hanno avuti solo grazie alle battaglie Sindacali”

Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia, spiega che “la questione della stabilizzazione dei Pip è irrisolta, la norma è rimasta solo carta straccia. Il tempo stabilito in 60 giorni per la formalizzazione dell’adesione dei lavoratori è ormai scaduto senza che il governo regionale abbia convocato le parti per definire, attraverso le organizzazioni che rappresentano i lavoratori, le regole contrattuali da applicare e le modalità di accesso con la specifica dei termini del contratto individuale da sottoscrivere. E’ incredibile pensare che i lavoratori del bacino possano transitare alla cieca alla Resais senza avere chiaro il loro status giuridico e contrattuale. Ritengo sia diritto di qualsiasi lavoratore avere contezza della propria condizione lavorativa. La protesta ha l’obiettivo di avviare il tavolo di concertazione con il governo regionale per affrontare compiutamente la questione del passaggio alla Resais ma anche la questione del pagamento regolare dei sussidi ancora irrisolta”.

"Non si può andare avanti così. Si trovi subito una soluzione al problema - dice Vincenzo Figuccia, deputato dell'Udc all'Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia che prosegue - Il Parlamento ha approvato una legge che prevede il transito degli ex pip in Resais e adesso a quella legge bisogna dare attuazione. Adesso basta, si liberino le persone da questa condizione di lavoro nero"“