Congedo obbligatorio e facoltativo per il 2018 del lavoratore padre

Dal 2018, il padre lavoratore dipendente ha diritto a quattro giorni di congedo obbligatorio, da fruire entro i cinque mesi dalla nascita del figlio o dall’ingresso in famiglia o in Italia del minore (in caso di adozione e affidamento nazionale o internazionale

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11.10.2018 - Dal 2018, il padre lavoratore dipendente ha diritto a quattro giorni di congedo obbligatorio, da fruire entro i cinque mesi dalla nascita del figlio o dall’ingresso in famiglia o in Italia del minore (in caso di adozione e affidamento nazionale o internazionale). I giorni, come precisa l’articolo 1, comma 354, legge 11 dicembre 2016, n. 232, possono essere goduti anche in via non continuativa.

Dal 2018 è prevista, inoltre, la possibilità per il padre lavoratore dipendente di fruire di un ulteriore giorno di congedo facoltativo, in sostituzione al periodo di astensione obbligatoria spettante alla madre.

Tali diritti non possono essere sottoposti a valutazioni discrezionali da parte del datore di lavoro.

Sono tenuti a presentare domanda per il congedo papà  solamente i lavoratori per i quali il pagamento delle indennità è erogato direttamente dall’INPS (circolare INPS 14 marzo 2013, n. 40), mentre tutti i lavoratori per i quali le indennità sono anticipate dal datore di lavoro, devono comunicare in forma scritta a quest’ultimo la fruizione dei congedi, senza necessità di presentare domanda all’Istituto.

In quest’ultimo caso spetterà ai datori di lavoro comunicare all'INPS attraverso il flusso UNIEMENS le giornate di congedo fruite, secondo le disposizioni del messaggio 18 aprile 2013, n. 6499.

A partire dalla legge Fornero numero 90/2012, il padre lavoratore dipendente (pur se adottivo o affidatario) ha anche un autonomo diritto a un periodo di astensione dal lavoro da godere nel termine massimo di cinque mesi dalla nascita del figlio o dal suo ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.

Inizialmente previsto in via sperimentale per il triennio 2013-2015, di anno in anno tale congedo è stato prorogato, dalle varie leggi di stabilità, sino al 2018, seppur con caratteristiche di volta in volta differenti.

Quattro giorni di astensione obbligatoria per il padre

Più nel dettaglio, il padre ha oggi diritto a quattro giorni di astensione obbligatoria dal lavoro, anche non continuativi, per le nascite, le adozioni e gli affidamenti avvenuti sino al 31 dicembre 2018, con riferimento ai quali, peraltro, l'Inps corrisponde un'indennità giornaliera pari al 100% della retribuzione e che non incidono in alcun modo sul congedo della madre.

Un giorno di congedo facoltativo

Dopo lo stop del 2017 (anno in cui i papà avevano diritto solo a due giorni di astensione obbligatoria), nel 2018 è tornato anche il congedo facoltativo. Si tratta di un ulteriore giorno del quale il padre può scegliere di usufruire in sostituzione al periodo di astensione obbligatoria spettante alla madre (con la conseguenza che se il padre decide di avvalersene, la madre deve rientrare a lavoro un giorno prima).

I padri lavoratori avranno diritto per il 2018 a 4 giorni di congedo obbligatorio e ad 1 di congedo facoltativo

Salgono da quest'anno i giorni di congedo per i padri lavoratori: 4 obbligatori e 1 facoltativo. È entrata in vigore infatti la novità prevista dall'art. 1, comma 354, della legge di bilancio 2017 (n. 232/2016) che ha innalzato, infatti, per il 2018, da 2 a 4 i giorni di congedo obbligatorio per i neo papà, oltre a ripristinare il congedo facoltativo di un giorno da fruire alternativamente alla madre.

La norma (comma 354, art. 1, legge bilancio 2017), ha prorogato le disposizioni concernenti il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, da fruire entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, introdotte in via sperimentale per gli anni 2013, 2014 e 2015, anche per gli anni 2017 e 2018.

La durata del congedo obbligatorio per i neo padri è aumentata a due giorni per l'anno 2017 e a quattro per l'anno 2018, da godere anche in via non continuativa.

Non solo. Con la medesima disposizione viene ripristinato anche il congedo facoltativo, non confermato per il 2017. Per quest'anno, invece, è previsto che "il padre lavoratore dipendente può astenersi per un periodo ulteriore di un giorno previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest'ultima".

Possono accedere al beneficio, spiega l'Inps sul sito istituzionale, i padri lavoratori dipendenti anche adottivi e affidatari, entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio o dall'adozione e affidamento avvenuti a partire dal 1° gennaio 2013.

Quanto al congedo obbligatorio, quest'ultimo è fruibile dal padre entro il quinto mese di vita del bambino (o dall'ingresso in famiglia/Italia in caso di adozioni o affidamenti nazionali/internazionali) e quindi durante il congedo di maternità della madre lavoratrice o anche successivamente purché entro il limite temporale sopra richiamato. Tale congedo, spiega l'istituto di previdenza, "si configura come un diritto autonomo e pertanto è aggiuntivo a quello della madre e spetta comunque indipendentemente dal diritto della madre al proprio congedo di maternità".

Il congedo obbligatorio è riconosciuto anche al padre che fruisce del congedo di paternità ai sensi dell'articolo 28 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.

Ai padri lavoratori dipendenti spettano quattro giorni di congedo obbligatorio, che possono essere goduti anche in via non continuativa, per gli eventi parto, adozione o affidamento avvenuti dal 1° gennaio fino al 31 dicembre 2018.

Il congedo facoltativo del padre è condizionato invece alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di altrettanti giorni di congedo maternità. I giorni fruiti dal padre anticipano quindi il termine finale del congedo di maternità della madre.

Il congedo è fruibile anche contemporaneamente all'astensione della madre e deve essere esercitato entro cinque mesi dalla nascita del figlio (o dall'ingresso in famiglia/Italia in caso di adozioni o affidamenti nazionali/internazionali), indipendentemente dalla fine del periodo di astensione obbligatoria della madre con rinuncia da parte della stessa di uno o due giorni. Infine, il congedo spetta anche se la madre, pur avendone diritto, rinuncia al congedo di maternità.

Il padre lavoratore dipendente ha diritto, per i giorni di congedo obbligatorio e facoltativo, a un'indennità giornaliera a carico dell'Inps pari al 100% della retribuzione.

Il padre, titolare di un rapporto di lavoro dipendente, deve comunicare al proprio datore di lavoro le date in cui intende usufruire del congedo almeno 15 giorni prima.

Nei casi di pagamento a conguaglio, per poter fruire dei giorni di congedo il padre deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro le date di fruizione.

Nei casi di pagamento diretto da parte di INPS, la domanda si presenta online all'ente attraverso il servizio dedicato, ovvero alternativamente tramite:

- contact center al numero 803 156 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile

- enti di patronato e intermediari dell'Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi