Appalti Miur stabilizzazione sollecitata dai tanti precari

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Appalti Miur stabilizzazione sollecitata dai tanti precari

SCUOLA OLTRE 600 A TARANTO E PROVINCIA Appalti Miur stabilizzazione sollecitata dai tanti precari • Sono oltre 600 tra Taranto e provincia gli ex Isu e i lavoratori degli appalti storici del Miur che chiedono una stabilizzazione definitiva. Soltanto nella città dei due mari se ne contano più di 400. Di questi, una nutrita delegazione capeggiata dai rappresentanti sindacali della Fisascat Cisl territoriale, ha protestato avantieri a Roma davanti alla sede del ministero all'Istruzione, all'Università e alla ricerca, unendosi alla manifestazione nazionale congiunta "Scuole belle". L'iniziativa è stata organizzata per sostenere appunto la vertenza sindacale che da anni prosegue senza risultati. Si chiede la continuità occupazionale e del reddito per oltre 16mila addetti ai servizi di pulizia e ausiliariato m tutt'Italia. Sono tutti lavoratori precari da oltre 20 anni. Nelle scorse settimane, prima della mobilitazione, i sindacalisti hanno proclamato lo stato di agitazione. «Chiediamo con forza l'attivazione del tavolo di confronto con il Miur e il ministero del Lavoro - spiega Antonio Arcadio, segretario generale della Fisascat-Cisl della Puglia - per definire la continuità occupazionale e del reddito e una soluzione di prospettiva per questi ex Isu e cosiddetti appalti storici coinvolti. Oltretutto, questo era stato previsto dal precedente governo, in seguito alle intese intercorse». Per la Fisascat Cisl, dunque, vanno definite con urgenza soluzioni adeguate e i passaggi del processo di internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole annunciato nei mesi scorsi da esponenti dell'attuale Governo che dovrà prevedere in modo inequivocabile la continuità occupazionale e di reddito di tutti i lavoratori impiegati. «Il Governo Conte che tanto ha rilanciato sulla dignità del lavoro - conclude Arcadio - dia seguito agli annunci fatti sull'intemalizzazione del servizio e assicuri il via libera alla stabilizzazione dell'occupazione e del reddito di questi lavoratori che da anni vivono, insieme con le rispettive famiglie, m uno stato di incertezza assoluta sul proprio futuro lavorativo».