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Di Maio: flat tax e reddito cittadinanza subito in Legge Bilancio

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Di Maio: flat tax e reddito cittadinanza subito in Legge Bilancio

30 luglio 2018,

Flat Tax, reddito di cittadinanza e abolizione della legge Fornero "sono emergenze sociali, si devono realizzare": lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio in un'intervista al Corriere della Sera, indicando quali sono i prossimi impegni del gioverno.

"Ancora li dobbiamo conoscere i vincoli di bilancio. Ma deve essere chiaro che reddito di cittadinanza e flat tax insieme alla abolizione della legge Fornero sono emergenze sociali. Si devono realizzare" ha detto. Subito? "Il prima possibile. Anzi, subito". Si rischiano nuove tensioni per la manovra di bilancio? "Non vedo incomprensioni con il ministro: c'è un contratto di governo ed è quello che dobbiamo seguire".

La flat tax e il reddito cittadinanza partiranno subito nella Legge di Bilancio. Lo ha detto il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo, Luigi Di Maio, a Omnibus su La7, spiegando che "vogliamo le stesse possibilità degli altri paesi europei". Di Maio definisce "atteggiamento pariolino" quello del governo precedente, che parlava solo con gli investitori. 

 

Arriva in Aula oggi il decreto Dignità approvato dalle Commissioni riunite Finanze e Lavoro della Camera

Tra le principali modifiche rispetto alla versione iniziale, l'esclusione di colf e badanti dall' aumento contributivo ad ogni rinnovo di contratto a termine, l'introduzione di un periodo transitorio (fino al 31 ottobre) nel quale si potranno applicare le vecchie regole ai contratti a tempo determinato, sgravi fiscali per l'assunzione di under 35 fino al 2020, l'abolizione del limite massimo di 36 mesi per i precari della scuola e il ritorno dei voucher.

 "Confindustria è coerente quando ci attacca sul Dl Dignità," commenta stamani il ministro dello Sviluppo Economico che incalza: "difende gli interessi delle imprese, quello che non capisco sono i sindacati",  afferma il vicepremier a Omnibus, sulla nostra rete.

Il voto definitivo atteso per il 2 agosto.  

Nel decreto dignità "non c'è stato nessuno spiraglio per gli interessi delle lobby, ma porte aperte ai cittadini". Lo ha detto alla Camere Luigi Di Maio, ringraziando "i parlamentari per aver tenuto duro rispettando il contratto di governo". "Non c'è interesse di partito - aggiunge il vicepremier -, non ci sono favori a imprenditori, banchieri, amici, parenti. E il dl non è nato da pressioni di Bce, Fmi, Ue, Paesi stranieri".