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L'assegno sociale

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L’assegno sociale spetta a tutti i cittadini che abbiano compiuto i 66 anni e 7 mesi se risultano in possesso di determinati requisiti.

11 luglio 2018

L’assegno sociale spetta a tutti i cittadini che abbiano compiuto i 66 anni e 7 mesi se rientrano nei requisiti che sono elencati di seguito.
 
Per quanto riguarda gli invalidi  civili , nel caso il riconoscimento dell’invalidità sia avvenuto dopo il compimento dei  66 anni e 7 mesi per la sua concessione sono richiesti gli stessi requisiti dei cittadini non invalidi,  con gli stessi limiti di reddito previsti per la generalità dei cittadini e verranno calcolati i redditi personali e  quelli del coniuge.
 
A partire del 1° gennaio 1996, la pensione sociale è stata sostituita dall’assegno sociale, per effetto dell’art. 3, 6° e 7° comma della Legge 335/95,  che ha istituito la nuova provvidenza. La pensione sociale, però,  continua ad essere erogata a coloro che ne erano titolari fino alla data di sostituzione con l’assegno sociale (1° gennaio 1996), mantenendo anche la diversità di importo e i limiti di reddito.
In altre parole, la pensione sociale continua, comunque, ad essere erogata a coloro che ne erano titolari prima del 1° gennaio 1996, nelle stesse modalità in vigore fino al 31 dicembre 1995. Successivamente alla suddetta data, con la nuova disciplina,  sono stati modificati l’importi del nuovo tipo di prestazione (assegno sociale) e i limiti di reddito per poterne usufruire.
 
Destinatari
L'assegno sociale è rivolto ai cittadini italiani, agli stranieri comunitari iscritti all'anagrafe del comune di residenza e ai cittadini extracomunitari/rifugiati/titolari di protezione sussidiaria con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. I beneficiari non devono superare un determinato limite di reddito, stabilito annualmente con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali, a cui segue la relativa circolare Inps con i relativi importi aggiornati per l’anno in corso.
 
Ne hanno diritto coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti:
 
Età: che abbiano compiuto 66 anni e 7 mesi di età.
 
Cittadinanza
  • cittadino italiano, che risieda effettivamente e stabilmente in Italia
  • cittadino della Repubblica di San Marino, che risieda abitualmente in Italia
  • cittadino svedese, che risieda in Italia nei 5 anni precedenti la concessione della pensione
  • cittadino di Stati dell'Unione Europea, purché abbia lavorato in Italia
  • rifugiati politici
  • detenuti, indipendentemente dalla durata della pena
  • stranieri titolari di carta di soggiorno (art. 80, Legge 388/00)

Incremento del requisiti anagrafico
L’art.18, c. 4, della legge n. 111 del 15 luglio 2011 stabilisce che il requisito anagrafico minimo per il conseguimento dell’assegno sociale deve essere adeguato all’incremento della “speranza di vita”, (art. 12 del D.L. 78/2010 convertito nella legge 122 del 30 luglio 2010). L’adeguamento in questione fissa a 65 anni e 7 mesi tale requisito anagrafico per il periodo dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018.
La Legge 122/2010 ha previsto, a partire dal 2013, il progressivo innalzamento dei requisiti anagrafici per l'accesso alle pensioni in base alla prospettiva dell'allungamento della vita media della popolazione. Il requisito anagrafico sarà adeguato negli anni in base a ciò che viene denominato la “speranza di vita”. L’innalzamento è stato confermato anche dalla Riforma Fornero  (art. 24, comma 12, della legge n. 214/2011).

 
Sotto è riportata la tabella dell’incremento del requisito anagrafico a partire del 2013:

ETA PER CONSEGUIRE L’ASSEGNO SOCIALE

Anno
 
                        Requisito anagrafico
2012 65 anni
2013
 

 
65 anni e 3 mesi
2014
 
2015
 
2016
 

65 anni e 7 mesi
2017
 
2018
 
66 anni e 7 mesi
2019
 

67 anni
2020
 

IMPORTO E LIMITI DI REDDITO
L’assegno non spetta nel caso di superamento del limite di reddito previsto. Altrimenti  viene concesso come segue:

Per intero: se il titolare è assolutamente sprovvisto di altri redditi.
In misura ridotta: se il titolare da solo o in concorso con il coniuge dispone di redditi, ma in misura inferiore ai limiti stabiliti annualmente con apposita normativa.
  • non è reversibile ai superstiti
  • l’assegno non è soggetto alle trattenute IRPEF
Condizioni reddituali:  
Chi, a partire dal 1° gennaio 1996, si trovi nelle seguenti condizioni:
  • Se il richiedente non ha alcun reddito personale né insieme all'eventuale coniuge, percepisce l'assegno sociale in misura intera.
  • Se i redditi del richiedente, quelli dell'eventuale coniuge oppure la somma di entrambi superano i limiti di legge, l'assegno sociale viene negato.
 Nel caso in cui il reddito del richiedente o quello del coniuge o la loro somma siano inferiori ai limiti di legge, l'assegno viene erogato con l'importo ridotto. In questo caso, sarà pagato un importo annuo pari alla differenza tra l'importo intero annuale dell'assegno sociale corrente e l'ammontare del reddito annuale.
 
Non si tiene conto del cumulo dei redditi se i coniugi sono legalmente ed effettivamente separati
 
Misura attuale dell’assegno: per l'anno 2018 l'importo intero è di € 453,00  per 13 mensilità. Per importo intero s’intende l’assegno base comprendente anche le maggiorazioni (Circolare Inps n. 186 del 21 dicembre 2017).
 
I limiti di reddito per il 2018 sono i seguenti:
Reddito individuale annuo:    €  5.889,00     
Superiore a €  5.889,00  ------------    Non spetta
Inferiore a  €  5.889,00  ------------     Assegno ridotto
Reddito pari a zero         ------------    Assegno intero
                                                                                     
Reddito cumulato con quello del coniuge:    €  11.778,00 

Superiore a € 11.778,00  --------------  Non spetta 
Inferiore a  € 11.778,00   --------------  Assegno ridotto
Reddito pari a zero           -------------   Assegno intero

Redditi da dichiarare del coniuge e del richiedente:
  • i redditi assoggettabili all' IRPEF, al netto dell'imposizione fiscale e contributiva;
  • i redditi esenti da imposta;
  • i redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta (vincite derivanti dalla sorte, da giochi di abilità, da concorsi a premi, corrisposte dallo Stato, da persone giuridiche pubbliche e private);
  • i redditi soggetti a imposta sostitutiva come interessi postali e bancari, interessi dei CCT e di ogni altro titolo di stato, interessi, premi e altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, emessi da banche e società per azioni, ecc.;
  • i redditi di terreni e fabbricati;
  • le pensioni di guerra, pensioni privilegiate;
  • le rendite vitalizie erogate dall'INAIL;
  • le pensioni dirette erogate da stati esteri;
  • le pensioni e gli assegni erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi;
  • gli assegni alimentari corrisposti a norma del codice civile.
 Redditi esclusi dalla dichiarazione:
  • i trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sui trattamenti stessi;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • le competenze arretrate soggette a tassazione separata;
  • le indennità di accompagnamento per invalidi civili, ciechi civili e le indennità di comunicazione per i sordi;
  • l'assegno vitalizio erogato agli ex combattenti della guerra 1915-1918;
  • gli arretrati di lavoro dipendente prestato all'estero. 

 Ricovero
In caso di ricovero in istituto o comunità con retta a carico di enti pubblici l'assegno può essere ridotto fino a un massimo del 50%.
Al fine di stabilire la misura dell’assegno, l’interessato deve presentare all’INPS documentazione, rilasciata dall’istituto o dalla comunità presso la quale è ricoverato, che attesti l’esistenza e l’entità del contributo a carico dell’ente pubblico e della quota eventualmente a carico suo o dei familiari.
 
L’assegno non è esportabile all'estero
Le prestazioni non contributive, cioè le prestazioni assistenziali, non sono esportabili da un paese all'altro.
Secondo la normativa comunitaria, le prestazioni speciali a carattere non contributivo (pensione sociale e assegno sociale, pensioni, assegni e indennità per gli invalidi civili, ciechi civili e sordi civili) vanno garantite dal paese di residenza e, di conseguenza, non sono esportabili in ambito comunitario o extracomunitario.
 
Pertanto, per quanto riguarda l'Italia, non sono esportabili:
  • l'assegno sociale (ex pensione sociale)
  • gli assegni, pensioni e indennità di invalidità civile
 Queste disposizioni riguardano gli italiani che decidono di trasferirsi all'estero e la possibilità o meno di far accreditare le prestazioni assistenziali in istituti bancari esteri. Comunque, potranno continuare ad essere erogate in Italia, nel caso di un eventuale spostamento all'estero, sempre che la permanenza nell'altro stato sia di breve durata.
Di conseguenza nel caso di spostamento transitorio è possibile continuare a mantenere la residenza in Italia e le prestazioni economiche verranno erogate nella modalità utilizzata abitualmente.
 
Modalità di concessione
Per determinare l'importo dell'assegno, vengono considerati i redditi dell'anno in cui viene presentata la domanda: cioè chi fa domanda di assegno sociale deve presentare all'INPS una dichiarazione del reddito presunto calcolato in base a quello dell'anno precedente.
L'importo dell'assegno erogato dall'INPS è, quindi, provvisorio e l'Istituto provvederà al conguaglio, nell'anno successivo, al momento dell'accertamento dei redditi effettivi e di effettiva residenza. Se egli è coniugato, la dichiarazione deve precisare anche i redditi del coniuge.

Domanda
La domanda deve essere presentata online all'INPS attraverso il servizio dedicato, al cui interno è possibile scaricare il manuale contenente le istruzioni fondamentali per la compilazione.
 
Decorrenza
Il pagamento della prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, se risultano soddisfatti tutti i requisiti; previsti dalla legge.

Conguagli, sospensione e ripristino
Il pagamento è effettuato con carattere di provvisorietà, in quanto l'importo definitivo dell'assegno sarà poi determinato sulla base della dichiarazione che l'interessato deve presentare ogni anno, riguardante i redditi effettivamente percepiti nell'anno precedente. Il conguaglio tra l'importo provvisorio e quello definitivo è effettuato dall'INPS.
 
Se dalla dichiarazione annuale risultano redditi di importo superiore al limite massimo, l'INPS procede alla sospensione dell'assegno e al recupero delle somme  indebitamente percepite.
 
Per il ripristino dell'assegno, nel caso si rientri successivamente nel requisito reddituale richiesto, l'interessato deve presentare apposita istanza, in relazione alla quale l'INPS fissa la nuova decorrenza dell'assegno
 
NOTA
Per gli invalidi civili, riconosciuti tali prima dei 66 anni e 7 mesi di età:
Il Ministero del Lavoro ha espresso l’avviso che per l‘accertamento dei requisiti reddituali per il riconoscimento dell’assegno sociale  o della pensione sociale sostitutivi delle provvidenze economiche concesse per l’invalidità civile, debbano essere applicati i criteri previsti prima del compimento del 66mo anno e 7 mesi.
 
Per gli invalidi civili, infatti, i requisiti reddituali per il riconoscimento dell’assegno sociale o della pensione sociale sono gli stessi che determinano la concessione delle prestazioni per invalidità civile (Circolare INPS, 86/2000).
 
 
Riferimenti normativi
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