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Gravi patologie e periodo di comporto: novità nei contratti del pubblico impiego rinnovati per il triennio 2016-2018

 
 comporto

Le tutele relative al periodo di comporto in presenza di gravi patologie sono estese alle assenze per malattia dovute agli effetti collaterali delle terapie salvavita.

04.07.2018 - Le tutele relative al periodo di comporto in presenza di gravi patologie sono estese alle assenze per malattia dovute agli effetti collaterali delle terapie salvavita.
I contratti di lavoro del pubblico impiego prevedono già che, in caso di patologie gravi che richiedano terapie salvavita (come ad esempio l’emodialisi, la chemioterapia ed altre ad esse assimilabili) sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia, oltre che i giorni di ricovero ospedaliero o di day-hospital, anche i giorni di assenza dovuti alle suddette terapie debitamente certificati.
Nell’atto di indirizzo trasmesso in data 6 luglio 2017 all’ARAN dal Dipartimento della Funzione Pubblica contenente le linee guida per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego per il triennio 2016-2018 si rileva che, nell’applicazione di questa disciplina contrattuale si è posto il problema dei giorni di assenza conseguenti all’effettuazione delle terapie salvavita, ma non strettamente coincidenti con i giorni di effettuazione della terapia, in quanto dovuti agli effetti collaterali successivi che comportano incapacità lavorativa.
Per questo nell’atto di indirizzo si raccomanda di definire, in sede di rinnovo dei contratti, il perimetro applicativo di questa disciplina che includa anche i giorni di assenza comunque collegati all’effettuazione delle terapie salvavita anche se non coincidenti con i giorni di effettuazione della terapia e a condizione che si determini incapacità lavorativa.
Allo scopo di circoscrivere il beneficio e prevenire utilizzi impropri le linee guida raccomandano di prevedere un tetto massimo di giornate di assenza nell’arco dell’anno a cui è applicata questa disciplina di maggior favore.
Con un comunicato del 8 luglio 2017, emanato in risposta ad un articolo di giornale, il ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione chiarisce che l’Atto di indirizzo vuole ampliare le tutele previste in presenza di gravi patologie escludendo dal  periodo di comporto anche i giorni di assenza dovuti agli effetti collaterali delle terapie e che il limite temporale dei giorni di assenza riguarda solo ed esclusivamente la nuova garanzia, prima non prevista, per i giorni di assenza dovuti agli effetti collaterali delle terapie e non i giorni per l’effettuazione delle terapie stesse.
In osservanza   delle indicazioni fornite dall’Atto di indirizzo i contratti di lavoro del pubblico impiego relativi ai comparti funzioni centrali, funzioni locali, sanità rinnovati per il triennio 2016-2018, prevedono l’esclusione dal computo dei giorni di assenza per malattia, anche i giorni di assenza dovuti agli effetti collaterali delle terapie salvavita che comportano  incapacità lavorativa per un periodo massimo di quattro mesi per ciascun anno solare.
L’attestazione delle particolari patologie che richiedono terapie salvavita deve essere rilasciata dalle competenti strutture medico-legali delle Aziende sanitarie locali o dagli istituti o strutture accreditate o dalle strutture con competenze mediche delle pubbliche amministrazioni.
I giorni di assenza dovuti al ricovero ospedaliero, alle terapie e agli effetti collaterali delle stesse, devono essere certificati dalle Competenti strutture del Servizio Sanitario Nazionale o dagli istituti o strutture accreditate dove è stata effettuata la terapia o dall’organo medico competente.
 
© Copyright SuperAbile di Alessandra Torregiani