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Pensioni, la rassegna stampa del 04.07.2018

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Salvini: "Boeri fenomeno, c'è tanto da cambiare"

Salvini contro Boeri. "L'immigrazione positiva, pulita, che porta idee, energie e rispetto è la benvenuta - dice il ministro dell'Interno in un video, postato su Facebook durante la visita a un'azienda confiscata alla mafia -. Il mio problema sono i delinquenti, come quello che ha ammazzato un italiano di 77 anni a Sessa Aurunca, preso a pugni da una di queste 'risorse' che ci dovrebbero pagare le pensioni. Perché c'è ancora qualche fenomeno, penso anche al presidente dell'Inps (ci sarà tanto da cambiare in questi apparati...), che dice che senza immigrati è un disastro".

In merito il ministro del Lavoro Di Maio ha detto: "Io non ho letto la dichiarazione, mi riservo di leggere e poi di rispondere". "Non so se Salvini ha attaccato Boeri o se è Boeri che ha attaccato Salvini", ha invece affermato il sottosegretario alla presidenza Consiglio Giancarlo Giorgetti.

AFFARI ITALIANI

Pensioni, Salvini: avviso di sfratto a Boeri (Inps). Riforma pensioni news

PENSIONI: QUOTA 100, QUOTA 41, APE SOCIALE, OPZIONE DONNA E TUTTE LE NEWS. RIFORMA PENSIONI NOTIZIE

Pensioni, Salvini: avviso di sfratto a Boeri (Inps). Riforma pensioni news

"L'immigrazione positiva, pulita, che porta idee, energie e rispetto è la benvenuta. Il mio problema sono i delinquenti, come quello che ha ammazzato un italiano di 77 anni a Sessa Aurunca, preso a pugni da una di queste 'risorse' che ci dovrebbero pagare le pensioni. Perchè c'è ancora qualche fenomeno, penso anche al presidente dell'Inps, che dice che senza immigrati è un disastro. Ma ci sarà tanto da cambiare anche in questi apparati pubblici". Lo dice il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in un video postato su Facebook durante la visita a un'azienda confiscata alla mafia. Parole che sembrano il preludio a un "avviso di sfratto" nei confronti di Tito Boeri attuale presidente dell'Inps. E dichiarazioni che arrivano alla vigilia della relazione annuale dell'Istituto nazionale di previdenza, alla quale parteciperà l'altro vicepremier Luigi Di Maio.

PENSIONI, Quota 100: BOERI (INPS) LANCIA L'ALLARME. Riforma pensioni news

Quota 100, allarme di Tito Boeri. Per il sistema delle pensioni "aumenta di molto la spesa pensionistica, ha effetti destinati a trascinarsi nel tempo e peggiora il rapporto tra pensionati e lavoratori", spiega il presidente dell'Inps al Festival del Lavoro che si è svolto nei giorni scorsi a Milano, sull'impatto della proposta di riforma delle pensioni con 'quota 100'.

PENSIONI, Quota 100. Boeri (Inps): "Un milione di pensionati in più e meno lavoratori" - Riforma pensioni news

Gli effetti negativi di quota 100 che il governo Lega-M5S vuole introdurre nel 2019? Tito Boeri spiega: "Avremo un milione di pensionati in più come effetto di queste misure, ma avremo anche meno lavoratori perché aumenterebbero le tasse sul prelievo pensionistico", ha spiegato.

PENSIONI, Quota 100. Le stime sul rapporto pensionati-lavoratori - Riforma pensioni news

"Secondo le stime più recenti del Fmi, attualmente abbiamo due pensionati per ogni tre lavoratori, nel giro di venti anni avremo un lavoratore per ogni pensionato", ha precisato. Boeri è quindi intervenuto sul possibile taglio alle pensioni d'oro: "Ragionare sul fatto che queste aree di privilegio possano essere ridotte è meritorio", ma "bisogna intervenire sopra un importo e noi parlavamo da 5mila euro in su". Boeri ha spiegato che per alcune categorie, "come per i politici, che queste regole se le erano dati da soli, c'erano delle deviazioni significative". Gli interventi che il governo potrebbe attuare sono necessari, ha avvertito, "nel momento in cui c'è un debito pubblico molto alto e si vuole abbassare la pressione fiscale sul lavoro per rilanciare l'economia". Un'altra questione è rappresentata dai migranti. Un azzeramento dei flussi migratori è un problema "serissimo", ha messo in guardia, per il sistema pensionistico italiano. "Avere più immigrati regolari ci permetterebbe fin da subito di avere dei significativi flussi contributivi di ingresso nel nostro mercato del lavoro", ha detto il presidente dell'Inps.

PENSIONI, Boeri sui i flussi della spesa pensionistica - Riforma pensioni news

"Gli scenari più preoccupanti per quanto riguarda la nostra spesa pensionistica futura sono quelli che prevedono una forte riduzione dei flussi migratori. Questa riduzione è in atto e i flussi cominciano a non essere più sufficienti per compensare il calo della popolazione autoctona", ha spiegato Boeri. Le proiezioni demografiche, ha chiarito, "ci dicono che anche nel giro di pochi anni, se i flussi dovessero ridursi ulteriormente o addirittura azzerarsi, perderemmo città intere di popolazione italiana". Un problema "molto serio per il nostro sistema pensionistico, che è in grado di adeguarsi all'allungamento della vita media ma non al fatto che diminuiscono le coorti di contribuenti", ha ribadito. La classe dirigente, ha rimarcato, "deve spiegare questo problema, che è un problema demografico dell'immediato". Il presidente dell'Inps ha sottolineato che, "volenti o nolenti, l'immigrazione è qualcosa che può darci il modo per gestire questa difficile transizione demografica: se gli italiani ricominciano a fare figli, cosa che tutti auspichiamo, ci vorranno vent'anni prima che i nuovi nati inizino a pagare i contributi".

PENSIONI, quota 100 ma non solo. Boeri sui vitalizi - Riforma pensioni news

Infine, il presidente dell'Inps Tito Boeri va oltre quota 100 e si sposta sui vitalizi: "Secondo le nostre stime, con una serie di interventi sui vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali si potevano ottenere anche fino a 200 milioni di euro, che non sono niente a cospetto del nostro debito pubblico ma sono cifre importanti. Con la situazione del nostro debito pubblico dobbiamo stare attenti ai milioni ed è giusto fare così". Un intervento "simbolico non vuol dire secondario: i simboli contano tantissimo e chi chiede dei sacrifici alle famiglie deve dare il buon esempio", ha spiegato. (Lab/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 02-LUG-18 09:49

PENSIONI: Quota 100, Quota 41, Opzione donna: primi dettagli - RIFORMA PENSIONI IN DUE FASI

Riforma pensioni in due fasi: nel 2019 partirà la quota 100, con tempi più lunghi per la pensione anticipata con 41 anni di contributi. Salvini e Di Maio sembrano decisi inserire la quota 100 in Legge di Bilancio, con la formula pensione anticipata a 64 anni con 36 di contributi. Se tutto filasse liscio il primo gennaio 2019 si potrebbe partire.

PENSIONI, Quota 100 subito. Ma quanti dubbi. RIFORMA PENSIONI NEWS

Attenzione. Quota 100 penalizza alcune categorie di lavoratori. Ossia chi ha almeno 18 anni di contributi versati prima del 1996, con attuale diritto al calcolo retributivo fino al 2012,  Roberto Ghiselli, segretario Cgil Marche, al sito delle piccole-medie imprese pmi.it, ha recentemente spiegato: “Il paletto dei 64 anni d’età e dei 36 anni di contributi di fatto penalizza tantissime persone, perché presuppone il ricalcolo contributivo di tutto il montante e una carriera lavorativa molto costante, introducendo livelli che pochissimi lavoratori possono raggiungere”. E ancora: quota 100 dal 2019 sarà un’opzione per chi vuole andare in pensione oppure sostituirà le attuali regole per la pensione anticipata? Quota 100 sarà compatibile con il cumulo gratuito dei contributi? Ossia: se si potrà raggiungere sommando versamenti in gestioni diverse? Dubbi che il governo Lega-M5S deve chiarire.

Pensioni, Quota 41 slitta. Riforma pensioni news

Quota 41: la pensione anticipata con 41 anni di contributi, altro punto forte del governo M5S-Lega nell'abbattimento della riforma Fornero,  potrebbe essere rinviata sul medio-periodo essendo misura che riguarda una platea di lavoratori piuttosto ampia e dunque va modulata e finanziata in modo attento.

Pensioni, Opzione Donna rinnovata. Ma.. RIFORMA PENSIONI NEWS

Opzione donna, come quota 100, potrebbe entrare nella prossima Legge di Bilancio. Dunque l'ipotesi è che venga riformata, ma va capito come verrà modulata nella riforma delle pensioni. Possibile la proroga al dicembre 2018 per maturare i 57 di età (58 anni per le autonome) e i 35 anni di contributi necessari. O cambiando i requisiti di accesso.

Pensioni, APE Sociale verso l'addio. Riforma pensioni news

In tema di pensioni invece è a rischio (fortemente) l'APE SOCIALE attualmente prevista fino al 31 dicembre 2018 in via sperimentale. L'idea è che quota 100 e quota 41 siano strumenti pensionistici destinate a sostituire l’APE SOCIAL.

PENSIONI: DI MAIO, DOPO I VITALIZI TOCCHERA' A QUELLE D'ORO  - RIFORMA PENSIONI NEWS

"Dopo i vitalizi inizieremo con le pensioni d'oro, quelle oltre i 4-5 mila euro netti al mese. Chi ha delle pensioni che raggiungono anche fino a 25 mila euro al mese non potranno più averle. Avranno una pensione per i contributi che hanno versato. E' una cosa sacrosanta". Così ieri il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio in una diretta diffusa sul suo profilo Facebook al termine del Cdm. "C'e' chi dice che siamo usciti dalla crisi. Ma quando in Italia si conta 5 milioni di persone in povertà assoluta mi sembra che sia azzardato parlare di un'uscita dalla crisi", sottolinea ancora Di Maio. "Le istituzioni -sottolinea- devono dare l'esempio tagliando quello che non serve. L'epoca dei privilegi è finita".

Pensioni minime più alte: Di Maio conferma la sua ricetta - Riforma pensioni news

"Oggi arriva la delibera per tagliare i vitalizi l'abbiamo portata in tre settimane, e finito questo passeremo alle pensioni d'oro. Iniziamo ad implementare le pensioni minime e tagliando le pensioni d'oro". Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio durante il question time alla Camera. In sostanza conferma quanto detto nei giorni scorsi: pensioni minime più alte e pensioni d'oro sforbiciate.

Pensioni: QUOTA 100 E QUOTA 41 STOP: CGIL ALL'ATTACCO - Riforma pensioni news

Pensioni, ultime notizie: la Cgil contro la riforma pensionistica del governo Lega-M5S. Quota 100 e quota 41 così come sono non piacciono. “Il ministro del Lavoro e dello sviluppo, Luigi Di Maio, parla di quota 100 e quota 41: il problema è che per funzionare quei numeri devono essere accompagnati da una serie di condizioni che attualmente non ci sono", ha spiegato il segretario Roberto Ghiselli a RadioArticolo1. Ma andiamo nel dettaglio perchè - alla luce di questa posizione critica dei sindacati - si preannunciano settimane molto calde e di scontro in tema di riforma pensioni.

Pensioni: QUOTA 100 E QUOTA 41: "ECCO CHI PENALIZZANO" Riforma pensioni news

Riforma pensioni, QUOTA 100 E QUOTA 41: si farà, ma non mancano le polemiche. Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, ai microfoni di Italia Parla, la rubrica quotidiana di Radio Articolo 1, analizzando le proposte del governo Lega-M5S in tema di pensioni quota 100 e quota 41, spiega:  ​“Il ministro del Lavoro e dello sviluppo, Luigi Di Maio, parla di quota 100 e quota 41: il problema è che per funzionare quei numeri devono essere accompagnati da una serie di condizioni che attualmente non ci sono. Al contrario, esiste il paletto dei 64 anni d’età e dei 36 anni di contributi, che di fatto penalizza tantissime persone, perché presuppone il ricalcolo contributivo di tutto il montante e una carriera lavorativa molto costante, introducendo livelli che pochissimi lavoratori possono raggiungere”. Sull'Ape sociale, che il Governo Lega-M5S vuole abolire: “Penso a disoccupati, cassaintegrati, invalidi, a chi fa lavori gravosi, a chi assiste persone non autosufficienti, tutte categorie che addirittura andranno peggio di prima, perché l’Ape sociale – strumento di cui non siamo particolarmente entusiasti -, comunque garantiva a una certa platea l’uscita a 63 anni”. La proposta sulle pensioni così come annunciata, secondo Ghiselli, avvantaggia maschi del Nord, penalizzando donne e giovani del Sud. In altre parole penalizza chi ha carriere più discontinue  e premia chi ha una carriera lavorativa più continua e di un certo livello. Ghiselli parla anche dei lavoratori precoci e alle loro richieste in tema di pensioni: “Penso che un lavoratore, così come una lavoratrice, dopo 41 anni di contributi debba avere la possibilità, senza altri vincoli, di andare in pensione”. E ancora:  “Il sistema contributivo va corretto, tenendo conto di altri elementi, altre esigenze di carattere sociale, come ad esempio chi ha carriere discontinue, che poi sono la maggioranza dei giovani. Costoro devono avere un riconoscimento previdenziale che gli consenta di arrivare a una pensione dignitosa. In tale contesto, anche la specificità del lavoro di cura delle donne va premiata”. Poi in sintesi rilancia la possibilità di scegliere di andare in pensione dai 62 anni in base alle proprie esigenze: “Il cardine di una riforma previdenziale debba essere la flessibilità in uscita, riprendendo lo spirito della riforma Dini, secondo la quale da una certa età in poi è il lavoratore che, dopo i 62 anni, sceglie come uscire in base alle sue condizioni lavorative, familiari, di salute”.

PENSIONI, Salvini: "Riforma Fornero smontata entro l'anno". Riforma pensioni news

Riforma pensioni: Matteo Salvini ha annunciato che entro la fine dell'anno «la riforma Fornero sarà smontata». La quota 100 sarà il punto di ripartenza. «Il ministro dell'Economia fa il suo mestiere - ha detto Salvini ad Agorò su Rai 3 -. Noi vedremo, rispettando le regole, di cercare di ottenere più spazio in Europa per fare quello che abbiamo promesso in campagna elettorale». Non servirà una vera riforma del sistema pensionistico. Basterà, secondo Salvini, inserire lo smantellamento della Fornero nella legge di Bilancio. E dal 2019 ci sarà un sistema pensionistico dove varrà principalmente il principio matematico della quota 100 con un minimo di 42 anni di contributi versati.

Pensioni: quota 100 e Ape Social? ECCO CHI CI PERDE Riforma pensioni news

Quota 100 pensioni: l’ipotesi a cui si sta lavorando prevede una quota 100 con almeno 64 anni d’età e conseguentemente almeno 36 anni di contributi. “Se fosse vero – spiega Cesare Damiano del Pd – che parte da 64 anni di età, questa scelta rappresenterebbe una penalizzazione per chi svolge attività gravose perché questi lavoratori possono andare in pensione a 63 anni con Quota 99 (63 più 36 di contributi). Non solo, per chi è disoccupato o ha un familiare disabile a carico, i contributi scendono a 30 anni (Quota 93). Per le donne, poi, c’è uno sconto ulteriore di un anno per ogni figlio (massimo 2 anni), che porta i contributi necessari a 28 anni (Quota 91). Inoltre, non bisogna dimenticare sempre per queste 15 categorie di lavoratori, che svolgono attività gravose, c’è anche il blocco dell’aggancio dell’età della pensione all’aspettativa di vita. Eliminare l’Ape sociale sarebbe, dunque, molto dannoso per una vasta platea di lavoratori. Si tratterebbe, al contrario, di renderla strutturale“. Seguendo questo ragionamento ecco chi ci perderebbe: chi svolge lavori gravosi, disoccupati, chi ha un familiare disabile a carico, le donne. Su Ape social e 41 di contributi l’ipotesi su starebbe lavorando il governo Conte prevede il superamento dell’Ape social e della pensione con 41 di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

Governo, PENSIONI TAGLIATE: SARANNO 30MILA. ECCO QUALI. Riforma pensioni news

Il 5 per cento delle pensioni (30mila pensionati) verranno sforbiciate. Con un risparmio per lo Stato da 115 milioni di euro. I tagli riguarderebbero gli assegni pensionistici che superano i 5mila euro netti mensili. L'assegno verrebbe ricalcolato con il sistema contributivo. Qualche esempio: su un assegno di 5.840 euro netti ci sarebbe um taglio di 285 euro netti al mese con perdita di 3.700 euro in dodici mesi. Con assegno da 5.573 euro netti taglio di 284 euro. Su assegno pensionistico da 6.892 euro il taglio sarebbe di 356 euro. C'è però una possibile compensazione legata alla Flat Tax che potrebbe vertere su due aliquote: 15 e 20 per cento contro il 38 per cento dell'aliquota media prevista ora. Taglio di pensione e compensazione con l'aliquota della flat tax dunque. Il premier Conte comunque è stato chiaro: "Le cosiddette pensioni d'oro sono un altro esempio di ingiustificato privilegio che va contrastato. Interverremo sugli assegni superiori ai 5.000 euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati".

ORIZZONTE SCUOLA

 Pensioni, dopo quota 100: opzione donna estesa anche agli uomini

di Elisabetta Tonni

Sulle pensioni potrebbe esserci un’altra novità. Secondo alcune indiscrezioni, sembrerebbe che Fratelli d’Italia non disdegnerebbe di ispirarsi al principio della discriminazione di genere per estendere anche agli uomini i vantaggi per l’accesso alla pensione previsti nell’opzione donna.

Il Governo è impegnato, come promesso in campagna elettorale e ribadito nel contratto, a superare la legge Fornero. Per raggiungere questo obiettivo, viene ipotizzato il ritorno a quota 100 (somma dell’età del lavoratore e anni di versamenti contributivi). Secondo alcune stime, considerando la decurtazione sull’assegno del lavoratore, questa misura costerebbe alle casse dello Stato circa 5 miliardi di euro l’anno.

Che cosa prevede l’opzione donna

La riforma in cantiere prevede anche l’opzione donna. Alle lavoratrici sarebbe infatti riservato una sorta di “sconto” sia sull’età, sia sugli anni di contributi. Per loro, la possibilità di uscire dal mondo del lavoro potrebbe concretizzarsi già a 57/58 anni di età, sempre che abbiano raggiunto i 35 anni di versamenti previdenziali. L’agevolazione non sarebbe però a costo zero per le lavoratrici, perché in questo caso si vedrebbero consegnare un assegno con un importo calcolato esclusivamente con il metodo contributivo. In termini economici si tratta di un abbassamento che potrebbe andare dal 25 al 35% dell’importo previsto.

La ratio dell’opzione donna

I benefici per le donne sono sempre stati introdotti sul principio di un maggiore affaticamento per quelle mansioni svolte nella vita familiare che non vengono riconosciute come lavoro perché non retribuite. Con il regime sperimentale, le lavoratrici potrebbero maturare requisiti più favorevoli di quelli già in vigore dal 1 gennaio 2018 per maturare la pensione di anzianità. Il Governo starebbe pensando di ripetere l’esperimento non prorogato per il 2018, estendendolo fino al 2019. In questo modo si includerebbero le lavoratrici che matureranno i requisiti entro il 31 dicembre dell’anno prossimo, con l’obiettivo di far uscire dal mercato del lavoro le donne già a 57 anni. Se si considerano gli ultimi dati Istat, l’occupazione femminile ha registrato il livello più alto mai registrato dall’inizio delle serie storiche, con una crescita dello 0,2% su base congiunturale, toccando quota 49,7%.

L’dea di FdI

Se è vero che il mondo è cambiato e se è vero che si lotta per la parità di genere, questo deve valere su tutti i campi. E’ probabilmente questo il principio ispiratore del partito di Giorgia Meloni che vuole presentare una risoluzione, cioè un atto con valore procedurale di indirizzo del Governo, per estendere i benefici finora pensati per le donne anche agli uomini.

I costi di un simile provvedimento non sono trapelati, ma è noto che l’uscita dal mercato del lavoro contribuisce a aprire spazi ai giovani. L’occupazione ha fatto registrare un sensibile aumento, con una crescita di 114mila unità rispetto ad aprile (+0,5%) e di 457mila su base annua (+2,0%). Molti di questi sono però a tempo determinato; non va dimenticato che proprio nel 2018 scade il triennio di agevolazioni fiscali pensate per incentivare, nel 2015, le imprese a stipulare contratti di lavoro dipendente.