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Pensioni, la rassegna stampa del 01.07.2018

 PENSIONI

Pensioni, Quota 100 non spaventa Di Maio: chi ha lavorato una vita deve andare in pensione

Continua la polemica a distanza tra Inps e Governo sull’adozione di Quota 100, per permettere ad un nutrito numero di lavoratori di accedere alla pensione alcuni anni prima delle soglie spostate sempre più in avanti dalla riforma Monti-Fornero e dalla norma che lega l’accesso all’aspettativa di vita media in Italia: all’ennesima sferzata del presidente dell’istituto nazionale di previdenza, Tito Boeri – secondo il quale se dovessero andare in porto i progetti del Governo sulle pensioni, a cominciare dalla Quota 100, “avremmo un milione in più di pensionati, ma meno lavoratori, e questo renderebbe ancora più pensate il fardello che grava su chi oggi lavora” – arriva a stretto giro di posta la replica dell’on Luigi Di Maio.

Il vicepremier: nella Pa va favorito il ricambio generazionale

Il vicepremier e ministro del Lavoro, che indirettamente sembra rispondere anche all’altolà della Bce sullo stesso argomento, dice con fermezza: “C’è un tema sulla ‘quota 100’, mi pare che l’abbia detto anche ieri il presidente dell’Inps” Tito Boeri, ovvero che “ci ritroveremo diverse centinaia di migliaia di pensionati che si approssimano al milione: questo non è un tema che necessariamente ci deve spaventare, perché soprattutto nella Pubblica amministrazione favorire il ricambio generazionale significa portare nuove competenze per le nuove sfide della Pubblica amministrazione”.

Di Maio: lo facciamo anche per i giovani

Di Maio dice che questa modifica è “nel nostro programma di governo: la dobbiamo fare per permettere ai giovani di entrare sempre più nel mondo del lavoro, per dare la possibilità a chi ha lavorato una vita di andare in pensione”. Ricordiamo che solo nella scuola, sono circa 150mila i dipendenti, tra docenti e personale Ata, che beneficerebbero della Quota 100.

“La partita su questo, come su tante materie economiche non la dobbiamo considerare solo a Legge di Bilancio vigente, o a saldi di finanza pubblica vigenti”, ha tenuto a dire il vicepremier, che chiude ricordando: “quello che è l’atteggiamento dell’Italia ai tavoli europei sull’immigrazione è solo l’antipasto di quello che sarà l’atteggiamento ai tavoli europei sull’economia”.

Pensioni, Boeri: "Calo migranti problema serissimo"

Il presidente dell’Inps ha sottolineato che, "volenti o nolenti, l’immigrazione è qualcosa che può darci il modo per gestire questa difficile transizione demografica. Se gli italiani ricominciano a fare figli, cosa che tutti auspichiamo, ci vorranno vent’anni prima che i nuovi nati inizino a pagare i contributi".

LA REPLICA DI SALVINI - A stretto giro la replica del vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che ha così commentato: "Secondo Boeri, presidente dell'Inps, la 'riduzione dei flussi migratori' è preoccupante, perché sono gli immigrati a pagare le pensioni degli italiani…..E la legge Fornero non si tocca. Ma basta!!!".

PENSIONI D'ORO - Boeri ha poi commentato il possibile taglio da parte del governo delle pensioni d'oro. "Ragionare sul fatto che queste aree di privilegio possano essere ridotte è meritorio", ha detto, ma "bisogna intervenire sopra un importo e noi parlavamo da 5mila euro in su".

QUOTA 100 - Quanto all'impatto della proposta di riforma delle pensioni con 'quota 100', Boeri ha evidenziato che quota 100 per il sistema delle pensioni "aumenta di molto la spesa pensionistica, ha effetti destinati a trascinarsi nel tempo e peggiora il rapporto tra pensionati e lavoratori". "Avremo un milione di pensionati in più come effetto di queste misure, ma avremo anche meno lavoratori perché aumenterebbero le tasse sul prelievo pensionistico - ha spiegato - Secondo le stime più recenti del Fmi, attualmente abbiamo due pensionati per ogni tre lavoratori, nel giro di venti anni avremo un lavoratore per ogni pensionato".

VITALIZI - Boeri ha parlato anche dei vitalizi. "Secondo le nostre stime, con una serie di interventi sui vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali si potevano ottenere anche fino a 200 milioni di euro, che non sono niente a cospetto del nostro debito pubblico ma sono cifre importanti - ha detto il presidente dell’Inps - Con la situazione del nostro debito pubblico dobbiamo stare attenti ai milioni ed è giusto fare così". Un intervento "simbolico non vuol dire secondario. I simboli contano tantissimo e chi chiede dei sacrifici alle famiglie deve dare il buon esempio", ha concluso.

Salvini a Boeri: «Gli immigrati pagano le pensioni agli italiani? Ma basta!!!»

Sembra quasi un annuncio di licenziamento via Twitter. il ministro dell'Interno e vice premier Matteo Salvini avverte il presidente dell'Inps Tito Boeri. «Secondo Boeri, presidente dell'Inps, la "riduzione dei flussi migratori" è preoccupante perché sono gli immigrati a pagare le pensioni degli italiani... E la legge Fornero non si tocca. Ma basta!!!», si legge in un twet di Salvini.

Con i progetti del Governo sulle pensioni, compresa la quota 100, «avremmo un milione in più di pensionati, ma meno lavoratori, e questo renderebbe ancora più pensate il fardello che grava su chi oggi lavora», aveva detto oggi Boeri, intervenendo al Festival del lavoro, a Milano. «Si tratta di impegni ingenti che hanno effetti immediati -
ha spiegato - che aumentano di molto la spesa pensionistica, e con difetti che si trascinano nel tempo, perché aumenta l'impegno per le generazioni future. E soprattutto peggiora di molto il rapporto fra pensionati e lavoratori».

«Gli scenari più preoccupanti per la spesa pensionistica prevedono una forte riduzione dei flussi migratori che è già in atto», aveva avvertito ancora il presidente Inps. «Il sistema pensionistico non è in grado di adattarsi alla diminuzione dei contribuenti» legata al calo dei nati in Italia. «Il problema è serissimo e dell'immediato - ha spiegato Boeri -. Volenti o nolenti l'immigrazione può darci un modo di gestire questa difficile transizione demografica. Avere immigrati regolari ci permette di avere flussi contributivi significativi».

Col calo dei flussi, ha sostenuto ancora Boeri, l'arrivo di migranti «comincia ad essere non più sufficiente» a controbilanciare «il calo degli autoctoni. Le previsioni ci dicono che nel giro di pochi anni perderemmo città intere e questo è un problema molto serio per il nostro sistema pensionistico. Anche se gli italiani ricominciano a fare i figli, ci vorranno almeno 20 anni prima che comincino a pagare contributi». «Chiunque abbia un ruolo - ha aggiunto - deve spiegare agli italiani questo problema» che si manifesta già «e non fra dieci anni».

Boeri si era poi schierato a favore del taglio delle pensioni d'oro, voluto soprattutto dai 5 stelle. «Ragionare sul fatto che queste aree di privilegio possano essere ridotte è meritorio», ma per il taglio delle pensioni d'oro «bisogna intervenire sopra un importo, noi parlavamo da 5 mila euro in su», ha affermato il presidente dell'Inps. «Per alcune categorie - ha spiegato - come per i politici, che» le regole per il calcolo delle pensioni «se le erano date da soli, c'erano delle deviazioni significative». L'intervento sulle pensioni d'oro è auspicabile «nel momento in cui c'è un debito pubblico molto alto - ha aggiunto - e si vuole abbassare la pressione fiscale sul lavoro per rilanciare l'economia».

Boeri al Festival del lavoro: "Quota 100 aumenta spesa, più pensionati e meno lavoratori"

(Labitalia) - Quota 100 per il sistema delle pensioni "aumenta di molto la spesa pensionistica, ha effetti destinati a trascinarsi nel tempo e peggiora il rapporto tra pensionati e lavoratori". Lo ha detto il presidente dell'Inps, Tito Boeri, al Festival del Lavoro a Milano sull'impatto della proposta di riforma delle pensioni con 'quota 100'. "Avremo un milione di pensionati in più come effetto di queste misure, ma avremo anche meno lavoratori perché aumenterebbero le tasse sul prelievo pensionistico", ha spiegato. "Secondo le stime più recenti del Fmi, attualmente abbiamo due pensionati per ogni tre lavoratori, nel giro di venti anni avremo un lavoratore per ogni pensionato", ha precisato. Boeri è quindi intervenuto sul possibile taglio alle pensioni d'oro: "Ragionare sul fatto che queste aree di privilegio possano essere ridotte è meritorio", ma "bisogna intervenire sopra un importo e noi parlavamo da 5mila euro in su". Boeri ha spiegato che per alcune categorie, "come per i politici, che queste regole se le erano dati da soli, c'erano delle deviazioni significative". Gli interventi che il governo potrebbe attuare sono necessari, ha avvertito, "nel momento in cui c'è un debito pubblico molto alto e si vuole abbassare la pressione fiscale sul lavoro per rilanciare l'economia". Un'altra questione è rappresentata dai migranti. Un azzeramento dei flussi migratori è un problema "serissimo", ha messo in guardia, per il sistema pensionistico italiano. "Avere più immigrati regolari ci permetterebbe fin da subito di avere dei significativi flussi contributivi di ingresso nel nostro mercato del lavoro", ha detto il presidente dell’Inps. "Gli scenari più preoccupanti per quanto riguarda la nostra spesa pensionistica futura sono quelli che prevedono una forte riduzione dei flussi migratori. Questa riduzione è in atto e i flussi cominciano a non essere più sufficienti per compensare il calo della popolazione autoctona", ha spiegato Boeri. Le proiezioni demografiche, ha chiarito, "ci dicono che anche nel giro di pochi anni, se i flussi dovessero ridursi ulteriormente o addirittura azzerarsi, perderemmo città intere di popolazione italiana". Un problema "molto serio per il nostro sistema pensionistico, che è in grado di adeguarsi all’allungamento della vita media ma non al fatto che diminuiscono le coorti di contribuenti", ha ribadito. La classe dirigente, ha rimarcato, "deve spiegare questo problema, che è un problema demografico dell’immediato". Il presidente dell’Inps ha sottolineato che, "volenti o nolenti, l’immigrazione è qualcosa che può darci il modo per gestire questa difficile transizione demografica: se gli italiani ricominciano a fare figli, cosa che tutti auspichiamo, ci vorranno vent’anni prima che i nuovi nati inizino a pagare i contributi". Infine, Boeri ha toccato il tema dei vitalizi: "Secondo le nostre stime, con una serie di interventi sui vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali si potevano ottenere anche fino a 200 milioni di euro, che non sono niente a cospetto del nostro debito pubblico ma sono cifre importanti. Con la situazione del nostro debito pubblico dobbiamo stare attenti ai milioni ed è giusto fare così". Un intervento "simbolico non vuol dire secondario: i simboli contano tantissimo e chi chiede dei sacrifici alle famiglie deve dare il buon esempio", ha spiegato.